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Google lancia la raccolta fondi per rifugiati e migranti

Migranti

Google lancia la campagna di raccolta fondi a sostegno di rifugiati e migranti. I fondi saranno impegnati per il primo soccorso e destinati a quattro organizzazioni: Medici Senza Frontiere, Comitato Internazionale di Soccorso, Save the Children e Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

Google scende in prima linea per l’emergenza rifugiati e migranti nel Mediterraneo. Mountain View ha lanciato questa mattina su Google One Today una campagna di raccolta fondi per le cure di primo soccorso a migranti e rifugiati che da Medio Oriente e Nord Africa arrivano in l’Europa. Big G dichiara di avere già donato un milione di euro alle organizzazione impegnate nelle operazioni di soccorso e invita gli utenti ad unirsi nell’impegno.

Il gigante della ricerca devolverà per i primi 5 milioni di euro raccolti un valore pari all’offerta ricevuta, sino al raggiungimento di 10 milioni di euro. Google si impegnerà quindi a raddoppiare il valore di ogni contributo raccolto. Attraverso la pagina Big G consente agli utenti di offrire un contributo a partire da 5 euro sino a 250 euro. Google dichiara di coprire tutte le spese di gestione della campagna promettendo che il 100% del donato sarà devoluto a tutti casi di massima necessità.

La donazione effettuata verrà trasmessa a Netword For Good -piattaforma di fundraising per organizzazioni no-profits fondata da American Online, Cisco e Yahoo! – e distribuita a quattro organizzazioni mobilitate per le operazioni di primo soccorso. A dare servizi di riparo, primo soccorso, acqua e cure mediche saranno le organizzazioni internazionali Medici Senza Frontiere, Comitato Internazionale di Soccorso, Save the Children e Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

Intanto non si ferma l’ondata di migranti. Due giorni fa un traghetto passeggeri ha portato 2494 migranti siriani sulle coste greche e isole come Lesbo e Kos non sono più capaci di gestire l’emergenza. Il flusso verso l’Europa non accenna a diminuire e si prevede un flusso massiccio dal confine orientale. In seguito al blocco della frontiera ungherese, nuovi ingressi sono previsti in Croazia: «La Croazia è assolutamente pronta a ricevere queste persone o indirizzarle dove vogliono andare, ovvero ovviamente la Germania e i Paesi scandinavi» ha dichiarato al parlamento il premier croato Zoran Milanovic.

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