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Il futuro è dell’e-commerce

E-commerce

Unilever ha acquisito la piattaforma di e-commerce Dollar Shave Club che negli Usa ha riscosso grande successo, puntando alla vendita dei prodotti tramite abbonamento

Sarà l’e-commerce la modalità preferita dai giovani per fare shopping in futuro. Ne è convinto Unilever, colosso europeo dei beni di consumo che controlla marchi come Dove e Axe, che ha deciso, nelle scorse ore, di acquisire la startup californiana Dollar Shave Club, lanciata da Michael Dubin quattro anni fa. Non sono ancora stati svelati i dettagli economici dell’accordo, ma alcune indiscrezioni parlano di un miliardo di dollari in contante. Dollar Shave Club l’anno scorso ha generato un fatturato di 152 milioni di dollari e, secondo le previsioni di Unilever, superera’ i 200 milioni nel 2016.

Perchè Unilever ha acquisito Dollar Shave Club?

Nonostante Dollar Shave Club abbia conti in passivo, la piattaforma di e-commerce ha 3,2 milioni di abbonati al servizio che consente di comprare e ricevere via posta rasoi usa e getta e altri semplici prodotti. È su questi numeri che Unilever potrebbe basare la sua strategia futura per gettarsi nel mondo dell’e-commerce, magari proponendo ai consumatori, con la stessa modalità di abbonamento, di ricevere a casa tutto il kit per la bellezza del proprio corpo.

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Michael Dubin, Fondatore Dollar Shave Club

Dollar Shave Club: un e-commerce di grande successo

Dollar Shave non è una piattaforma di e-commerce come tutte le altre. Fondata da Michael Dubin nel 2012, l’azienda ha riscosso successo immediato grazie ad uno spot video (il cui protagonista era lo stesso Dubin) che pubblicizzava un rasoio da barba. In sole 48 ore il video aveva ottenuto 1 milione di visualizzazioni e 12.000 acquirenti.

Il modo di fare e-commerce (e pubblicità) di Dollar Shave Clud è studiato, attento e risponde ai bisogni dei cittadini. La startup ha scelto di proporre sulla sua piattaforma prodotti semplici e di uso comune, come un rasoio low cost, proponendolo sul mercato con una formula di abbonamento mensile. Ognuno sceglieva la sua formula e il suo prodotto e riceveva direttamente a casa, ogni mese, tutto il materiale che serviva a radere la barba. Obiettivo: “risparmiare al cliente la noia di andare al supermercato a scegliersi e a comprarsi il rasoio”, sosteneva Michael Dubin.

Oltre al rasoio la piattaforma ha scelto di vendere anche altri prodotti, sempre low cost e che sarebbero piaciuti al grande pubblico. Un esempio concreto, per capire la strategia messa in atto da Dolar Shave che potrebbe far comodo ad Unilever. Sempre nel 2012 la startup ha scelto di vendere anche delle salviette da uomo, colmando un vuoto del mercato. La scelta non è stata causale, ma è stata presa dopo una ricerca di mercato: negli Stati Uniti il 51% degli uomini le utilizza, e il 23% le compra online.

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