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Come gli americani di Elliott vogliono spodestare Vivendi di Bolloré da Tim (salvando Genish)

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Il fondo americano Elliott punta a revocare i consiglieri in quota Vivendi per nominare altrettanti consiglieri italiani su sua indicazione espressione. E’ la mossa ufficiale del fondo dopo giorni di indiscrezioni sulle intenzioni di Elliott. Ecco tutti i primi dettagli con le notizie odierne (e qui l’analisi di Michele Arnese per Start Magazine).

I NOMI ITALIANI IN TIM PER ELLIOTT

Elliott ha chiesto a Tim di inserire nell’ordine del giorno dg dell’assemblea del 24 aprile la nomina di sei amministratori. Ecco chi sono: l’ex capo azienda di Enel, Fulvio Conti, Massimo Ferrari (cfo del gruppo Salini-Impregilo), Paola Giannotti De Ponti (bocconiana, ex Ansaldo Sts, oggi nel cda di Terna), l’ex direttore della Rai e attuale commissario Alitalia, Luigi Gubitosi, il docente di Harvard Dante Roscini e Rocco Sabelli, già ai vertici di Alitalia e Piaggio. Tutti, secondo il fondo Usa, andranno a sostituire quelli che sarebbero revocati in base alla richiesta del fondo stesso.

LA MOSSA PER LA REVOCA

Infatti Tim ha ricevuto dai soci Elliott International, Elliott Associates e The Liverpool Limited Partnership richiesta di integrazione dell’ordine del giorno dell’assemblea con la richiesta della revoca di sei amministratori: Arnaud Roy de Puyfontaine, Hervé Philippe, Frédéric Crépin, Giuseppe Recchi, Félicité Herzog e Anna Jones. Tim convocherà un cda nei prossimi giorni, si legge in una nota. Dunque Elliott ha chiesto la revoca di tutti quegli amministratori che fanno riferimento a Vivendi (Philippe è il cfo di Vivendi e Crepin il capo legale) ma anche di Felicité Herzog e Anna Jones tecnicamente qualificate come indipendenti anche se elette nella lista dell’azionista di maggioranza. Nella lista non compare l’attuale amministratore delegato di Tim, Amos Genish, nominato di recente da Vivendi al posto di Flavio Cattaneo.

QUESTIONE GENISH

Nella lista non compare l’attuale amministratore delegato di Tim, Amos Genish, nominato di recente da Vivendi al posto di Flavio Cattaneo. Assenza significativa? Si vedrà quando in assemblea saranno chiamati a votare la nomina di Amos Genish, primo punto all’ordine del giorno. La situazione è considerata interlocutoria – come sottolineano fonti vicine al fondo citate dall’Ansa – perché “l’azione di Elliott è finalizzata a cambiare il sistema e non contro i singoli manager”. Il fondo però potrebbe votare contro e proporre contestualmente un suo candidato alternativo: secondo indiscrezioni il nome potrebbe essere quello di Paolo Dal Pino che ha aiutato il fondo nell’analisi del business. Le novità potrebbero non essere finite; infatti Elliott nella lettera inviata a Tim si “riserva di formulare ulteriori richieste di integrazione dell’ordine del giorno o proposte di delibera”.

LE PROSSIME TAPPE

Il fondo Elliott non ha ancora comunicato alla Consob il valore della sua quota (deve farlo solo se supera il 5% ed entro 4 giorni dal superamento della soglia) ma per chiedere l’integrazione dell’agenda basta avere il 2,5 per cento del capitale. Il 24 aprile i soci a Rozzano dovranno dunque votare sull’azzeramento dei vertici con la richiesta di revoca del presidente (De Puyfontaine) e del vicepresidente esecutivo (Recchi). Non viene citato Amos Genish, nominato a.d dal cda e ad oggi solo cooptato nel board mentre la nomina deve ancora essere votata ed è il primo punto all’ordine del giorno dell’agenda originale per l’assemblea di Tim del 24 aprile.

(ECCO OBIETTIVI PUBBLICI E SEGRETI DEL FONDO AMERICANO ELLIOTT SU TIM)

(CHI E’ IL FONDO ELLIOTT E CHI SONO GLI UOMINI VICINI AL FONDO USA)

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