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Dalla decontribuzione al bonus per verde urbano: la Manovra punto per punto

Manovra

Approvata dal Consiglio dei Ministri la Manovra per il 2018: 20 miliardi per il rilancio del Paese 

 

La manovra 2018 è stata approvata: l’Italia mette a disposizione, per il rilancio del Paese e dell’occupazione, ben 20 miliardi di euro, per metà coperti dalla flessibilità concessa dalla Ue.

Punto cardine della legge Bilancio, come già annunciato, è la decontribuzione per i neoassunti. Ma c’è anche un bonus per il verde urbano, nuove misure anti povertà e nuovi incentivi per l’edilizia sanitaria. Il testo passerà ora al Senato, per la discussione, eventuali modifiche e l’approvazione finale.

Di seguito tutte le misure.

Decontribuzione neoassunti, fino a 35 anni di età

manovraE’ la misura che il Premier Gentiloni ritiene fondamentale per il rilancio del Paese e del mondo del lavoro: l’esecutivo ha approvato la decontribuzione per i neoassunti. In pratica, è previsto un taglio al 50% dei contributi previdenziali per i neoassunti under 29 anni a tempo indeterminato (età massima 35 anni, solo per il 2018). L’incentivo ha una durata di un triennio e

Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna potranno invece avvalersi della decontribuzione al 100%. Il Governo ha previsto l’esonero totale dai contributi Inps fino a un massimo di 8.060 euro per tutte le assunzioni stabili di giovani disoccupati tra i 16 e i 24 anni e di lavoratori over 25 anni se disoccupati da almeno sei mesi.

Incremento della  Cassa integrazione straordinaria

Sempre sul fronte lavoro, con l’obiettivo di sostenere giovai e famiglie, il Governo ha messo a disposizione 100 milioni di euro per consentire un incremento della durata della Cassa integrazione straordinaria di 6-12 mesi, arrivando quindi nel complesso a 30-36 mesi. Non solo: per finanziare la Cigs delle aziende “a valenza strategica”, con numero di dipendenti superiore a 100 unità, il Governo ha previsto altri 100 milioni. Il fondo sarà accompagnato da politiche attive per la ricollocazione al lavoro.

Previsto anche uno stanziamento da 85 milioni di euro per il sostegno dell’apprendistato duale.

Superammortamento e iperammortamento: ecco cosa cambia

Resta valida anche per il 2018 la possibilità di avvalersi dell’incentivo economico del superammortamento, ossia dell’incentivo fiscale che agevola l’acquisto di beni strumentali tradizionali. Cambia, però, l’aliquota inferiore: dal 140% si passerà al 130%. La Manovra rivede anche il perimetro dei beni agevolabili, che si restringe. Per i software, il supermmortamento dovrebbe rimanere con aliquota del 140%.

Conferma anche per l’iperammortamento, incentivo destinato all’acquisto di macchinari e apparati funzionali alla digitalizzazione dei processi produttivi. Aliquota fissata del 250% per gli acquisti effettuati fino al 31 dicembre 2018, con una coda fino al 30 settembre 2019 per la successiva consegna (a patto di aver versato almeno il 20% di acconto).

Asta per le frequenze 5G

La Legge Bilancio indica anche le norme che regoleranno la cosiddetta asta delle frequenze per il 5G (acronimo di 5th Generation) per la telefonia mobile. La base d’asta, secondo quanto anticipato alla vigilia del Cdm il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli, sarà di 2,5 miliardi di euro.

Dal momento che la banda 700 sarà disponibile solo a partire dal 2022, l’esecutivo potrebbe disporre un pagamento per tranche nel corso degli anni e non in un’unica soluzione.

Confermato l’ecobonus

Confermato anche per il 2018 l’ecobonus, ma con uno sconto fiscale un pò più basso di quello attuale (al 50% anziché al 65%). E mentre c’è chi si augira di stabilizzare questa misura, o di renderla quinquennale per i condomini, il Governo starebbe studiando la possibilità di legare l’entità dello sconto all’obiettivo di miglioramento energetico raggiunto.

Pensioni: resta adeguamento dell’età

Nessun blocco per ora all’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita nel 2019, restano inascoltate le richieste dei sindacati. La Manovra, invece, contiene piccole modifiche ai requisiti per l’accesso all’Ape social che agevoli le donne.

Vittoria dei sindacati, invece, per l’ape ‘rosa’: previsto ‘sconto’ di 6 mesi per figlio, per un massimo di 2 anni.

Niente abolizione dei superticket

restano i superticket, mentre il Governo stanzia, attraverso un rifinanziamento “ex art. 20”, almeno un miliardo di euro, in tre anni, per riqualificazione edilizia. Spazio all’interno dell Manovra anche per il payback pregresso per le case farmaceutiche. La Legge Bilancio 2018 segna, dunque, la fine al contenzioso tra il settore e il Governo per gli anni dal 2013 al 2016.

Bonus verde per riqualificazione  per giardini e terrazzi

Arrivano gli incentivi per il verde urbano. Con l’obiettivo di incentivare la riqualificazione dei giardini e delle aree verdi private, il Governo prevede la detrazione per la cura del verde pari al  36% delle spese sostenute (come quella già in vigore per le ristrutturazioni edilizie). L’aiuto economico riguarderà lavori di sistemazione di terrazzi e giardini, anche condominiali.

Impresa 4.0: credito di imposta su intera spesa

Il credito d’imposta per la formazione legata al piano Impresa 4.0 sarà applicato sull’intera spesa e non sull’incremento rispetto al triennio precedente.

Aumento di 85 euro per gli statali

Via libera all’aumento di  85 euro (medi) per i dipendenti statali, come sancita dall’accordo fra governo e sindacati. per l’operazione occorrono circa 1,7 miliardi, altri 100-150 milioni servono a garantire che l’aumento non cancelli il bonus Renzi a chi già lo riceve.

Lotta alla povertà

La Manovra stanzia 600 milioni (che salgono a 1,2 miliardi nel 2020) aggiuntivi l’anno per il cosiddetto reddito di inclusione (Rei), la cui entrata in vigore è prevista il 1° gennaio del prossimo anno.  A regime dovrebbero beneficiare del Rei 500 mila famiglie, con reddito  sotto la soglia della povertà.

Il beneficio economico sarà erogato su dodici mensilità, con un importo che andrà da circa 190 euro mensili per una persona sola, fino a quasi 490 euro per un nucleo con 5 o più componenti

1.500 ricercatori universitari

Tra le voci di spesa, la legge di Bilancio prevede anche uno stanziamento ad hoc per l’assunzione di oltre 1.500 ricercatori universitari. Per il ministro dell’Economia Padoan si tratta di un «un segnale molto chiaro: dopo molti anni si torna a dare linfa vitale all’Università, il Paese può e deve investire in capitale umano».

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