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CME Group Inc lancia futures su Bitcoin

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CME Group Inc. lancia i primi futures sul Bitcoin: i contratti si baseranno sul CME CF Bitcoin Reference Rate

 

Arrivano i primi futures su Bitcoin. CME Group Inc., uno dei maggiori fornitori mondiali di prodotti derivati, ha annunciato il lancio, entro la fine dell’anno, di futures su bitcoin. I contratti saranno basati sul CME CF Bitcoin Reference Rate (BRR), calcolato in base ai prezzi battuti da Bitstamp, GDAX, ItBit e Kraken (un riferimento giornaliero per il prezzo del bitcoin del dollaro USA).

“Dato il crescente interesse dei clienti nei mercati di crittografia, abbiamo deciso di introdurre futures su bitcoin”, ha dichiarato Terry Duffy, direttore generale della CME.

La notizia del lancio dei primi futures sulla criptomoneta, ha portato il prezzo del Bitcoin a quota 6338,6 dollari, mentre i dati Bitstamp mostrano come la moneta virtuale abbia registrato un massimo di 6351 dollari nelle ultime ore.

La novità, come scrive il Financial Times, contribuirà a rendere meno volatile la moneta virtuale. Il prezzo della moneta virtuale è salito da sotto i 1.000 dollari di inizio anno a $ 6.3451 del 31 ottobre (ore 10.05 EDT), secondo l’indice dei prezzi di CoinDesk. Il prezzo è salito del 3,6% negli ultimi 24 ore. Non sono mancati i crolli:  a settembre, infatti, dopo aver superato la soglia  dei 5.000 dollari è crollato a  3.907,26 dollari. A pesare sulle spalle del Bitcoin erano, in quell’occasione, le dichiarazioni del ceo di JP Morgan che oha definito la moneta una “frode”, destinata a “fare una brutta fine” e i divieti messi in atto in Cina.

Gli importanti guadagni hanno attirato grande interesse, ma anche critiche significative. Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan Chase, lo scorso mese ha affermato che il Bitcoin è una “frode” e che questa moneta viene utilizzata soprattutto da assassini, rivenditori di droga.

Le dichiarazioni e i crolli, comunque, non sembrano spaventare più di tanto gli investitori.  Secondo un sondaggio Forex, infatti, quasi un terzo degli investitori retail nel mercato valutario ha investito o avrebbe intenzione di investire sulle Ico, le Initial Coin Offering (raccolta fondi tramite criptovalute per finanziare nuovi progetti aziendali. Si tratta, ovviamente, di un processo non regolamentato). Non è da sottovalutare nemmeno la percentuale degli intervistati che hanno già scelto di investire nelle criptomonete: il 19% ha ammesso di avere investito in una Ico. Circa l’8,5% d si è detto, invece, interessato al mercato Ico. Il sondaggio rivela anche delle ombre: quasi la metà del campione (49%) dice di non avere fiducia nelle Ico.

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