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Bitcoin: la bolla è vicina?

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Sfondano il tetto dei 10.000 dollari e in poche ore degli 11mila, per poi tornare a crollare a 9.500. Vicini alla Bolla?

 

Non c’è dubbio: chi ha acquistato i Bitcoin (moneta virtuale e digitale, scambiata via internet, direttamente fra due persone) nel 2009, ad oggi, ha certamente guadagnato. In realtà, anche tutti coloro che li hanno acquistati nel corso di quest’anno hanno visto aumentare i loro ricavi virtuali. Chi, invece, si fosse deciso solo ieri, quando la moneta stava cavalcando l’onda, superando anche il tetto degli undici mila dollari, ha certamente perso qualcosa. Sì, perchè, la criptomoneta, confermando proprio la sua grande volatilità, è scesa in serata a 9.500 dollari. Niente nuovi record, niente nuovi guadagni.

Di fatto, “piccoli” crolli a parte, i Bitcoin riescono ad attirare sempre più gente e sempre nuovi investitori. C’è chi ha paura di “perdere il treno”, di lasciarsi sfuggire la grande occasione della vita. Ma è proprio questo atteggiamento, che oggi spinge il valore della moneta, che rischia di penalizzare tutti. E di far rimanere migliaia di persone, in ogni parte del mondo, con un pugno di mosche in mano. Insomma, difficile prevedere quello che farà la moneta. E mentre la sua volatilità è qualcosa di certo e più volte dimostrato, il suo valore è dubbio. Si fa spingere da qualche vendita al dettaglio, da qualche frase, da possibili scissioni e da dietro front su aggiornamenti di sistemi, mentre l’ipotesi bolla si fa sempre più realista. Andiamo per gradi.

Una crescita record

Fondato nel 2009 dopo il crollo finanziario, il bitcoin è una moneta digitale che non ha alcuna banca centrale o autorità di regolamentazione a sostegno. Le monete non esistono in una forma tangibile ma sono prodotte da computer e archiviate in un portafoglio digitale o nel cloud. Inizialmente valeva davvero poso: sette anni fa sono state acquistate due pizze per 10.000 bitcoin, per intenderci. Il valore, poi, è iniziato a salire e, in questo 2017, il Bitcoin ha registrato un anno record. Basti pensare che circa 12 mesi fa valeva poco più di 700 dollari, a inizio anno ha superato i mille, continuando a crescere. Un mese e mezzo fa ha sfondato la soglia di 5.000. Oggi è su livelli pari a oltre il doppio, guadagnando il 20% nel corso dell’ultimo fine settimana, quasi 70% nelle ultime due settimane e 900% in dodici mesi.

Il rischio Bolla

I numeri non sono certo quelli di una crescita “sana”, se così possiamo definirla. Il fenomeno finanziario che ha catturato l’attenzione dei più importanti analisti di settore sembra infatti dirigersi verso una Bolla: proprio come la storia insegna, le promesse di ingenti e facili guadagni gonfiano le quotazioni di beni e azioni,che prima o poi dovranno fare i conti con la realtà. E spesso è più dura di quanto si pensa.

Solo qualche mese fa,  Jamie Dimon, ceo di  JP Morgan sosteneva : “Se avessimo trader che fanno trading di Bitcoin li licenzierei in un secondo”, convinto che la criptomoneta avesse replicato il crollo dei tulipani olandesi.  In Olanda, nel 1600 alcuni speculatori fecero salire i costi dei bulbi a prezzi esorbitanti, per poi vederli crollare all’improvviso. E i numeri, in effetti, ci sarebbero.

Come il 1600?

Soggetti diversi, ma stessa sorte? Difficile prevederlo, ma l’analisi effettuata da Convoy Investments, che ha messo a confronto importanti bolle della storia della finanza internazionale, offre importanti spunti di analisi. La moneta virtuale, infatti, ha visto lievitare le quotazioni di 50 volte nell’ultimo triennio. Il valore ha raggiunto lo stesso picco dei tulipani e ha superato qualsiasi altro valore raggiunto con le bolle passate. Anche la crescita del valore della moneta sembra ricalcare quella dei famosi bulbi multicolore.

bitcoin

Non si investe in Bitcoin, si gioca con il Bitcoin

Anche l’esperto di pagamenti elettronici, Dave Birch, si è espresso sull’argomento. E in passato ha affermato che “una persona non investe in bitcoin, ma gioca sul bitcoin”. A tutti quelli che pianificano investimenti nella valuta, Birch consiglia di investire solo quanto si è disposti a perdere.

“In generale, possiamo dire che più l’investimento è volatile, minore è la proporzione di ricchezza che dovremmo prendere in considerazione”, afferma, a The Guardian, Marc Warne, fondatore di Bitcoin exchange Bitcoin. “Ho sentito parlare di persone che investono i loro guadagni di una vita in bitcoin e questa è una cattiva idea”.

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