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Bitcoin, Jamie Dimon (Jp Morgan) rivaluta la criptomoneta

Jp Morgan Fintech

Jamie Dimon ci ripensa: la Blockchain è una tecnologia che funziona. Amministratore delegato di JP Morgan pentito di aver definito i bitcoin una frode

Jamie Dimon, amministratore delegato di JP Morgan Chase & Co., che aveva definito il bitcoin “una frode” si dice pentito della sua espressione e di aver liquidato con termini così estremi la tecnologia. “Mi dispiace aver fatto quel commento”, ha affermato Dimon in un’intervista alla rete Fox Business.  “ La tecnologia Blockchain è una realtà”.

A settembre 2017, il ceo di JP Morgan aveva definito la moneta una “frode”, destinata a “fare una brutta fine”. “Se avessimo trader che fanno trading di Bitcoin li licenzierei in un secondo” dichiarava Jamie Dimon. “Se si è in Venezuela, in Ecuador o in Corea del Nord, se si è uno spacciatore o un assassino allora è meglio usare i bitcoin rispetto ai dollari. Quindi ci potrebbe essere un mercato, anche se limitato”, ha poi continuato Dimon. Il ceo di JP Morgan, parlando di moneta virtuale ricordava la bolla dei tulipani olandesi. In Olanda, nel 1600 alcuni speculatori fecero salire i costi dei bulbi a prezzi esorbitanti, per poi vederli crollare all’improvviso.

bitcoin shopping onlineSolo poche ore dopo queste dichiarazioni, però, la Banca è entrata sul mercato e ha iniziato ad acquistare Bitcoin tramite XBT, un Exchange Traded Note quotato sulla Borsa di Stoccolma. Già allora, qualcosa non quadrava. In un mondo perfetto, Dimon avrebbe spiegato i motivi per cui la gente si rifugia nei bitcoin (come fuggire alla finanza tradizionale e al controllo), facendo anche notare i pericoli della criptomoneta, facendo notare come JPMorgan stia lavorando per fornire ai propri clienti un servizio per utilizzare i bitcon in modo più sicuro. E invece, il ceo, denuncia l’innovazione come frode e minaccia di licenziare qualsiasi dipendente che commercia in bitcoin.

Questa esagerazione sembrava essere un’accusa gratuita nei confronti della tecnologia in generale che sostiene il bitcoin. L’accanimento contro la moneta virtuale, comunque, sembrava ancora più strano alla luce del fatto che per ben 175 volte, come scrive Bitcoin.com, JP Morgan ha richiesto un brevetto per un“Bitcoin alternativo” negli Stati Uniti, dal 2013.

La società starebbe anche lavorando, secondo indiscrezioni, ad una piattaforma blockchain, lavorando in collaborazione con Zcash. Il progetto si chiamerebbe “Quorum”.

Ora tutto sembra più chiaro. E Jamie Dimon abiura pubblicamente sulle proprie opinioni. “il Bitcoin sta diventando davvero grande, anche se non sono ancora molto interessato all’argomento”, ha detto Dimon.

Il valore delle valute digitali è aumentato in modo significativo quest’anno, attirando l’attenzione delle autorità di regolamentazione, dei massimi dirigenti bancari, e, soprattutto, di numerosi investitori. Il prezzo del bitcoin, il più onnipresente delle valute virtuali, è più che triplicato, a 14,297 dollari, da quando Dimon ha fatto i suoi commenti a settembre.

Saranno proprio questi numeri ad aver fatto cambiare idea a Dimon. Nell’intervista, l’amministratore delegato ha più volte affermato di credere nella blockchain, la tecnologia utilizzata per verificare e registrare le transazioni delle criptovalute (e del Bitcoin).

Gli esperti hanno affermato che la tecnologia blockchain potrebbe rimodellare il sistema finanziario globale e anche JPMorgan sta testando potenziali casi d’uso della tecnologia

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