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Bayer vuole comprare Monsanto. Cosa cambierebbe?

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Monsanto

L’accordo Bayer-Monsanto potrebbe influenzare gli accordi per il Ttip, a favore delle multinazionali del settore agrochimico

Bayer vuole Monsanto. Dopo giorni di indiscrezioni, è arrivata la prima vera offerta per ottenere il controllo della multinazionale: Bayer, il gruppo farmaceutico tedesco, ha offerto all’azienda di biotecnologie statunitense ben 63 miliardi di dollari.

Monsanto è il grande venditore al mondo di semi per le culture (anche Ogm) e dunque, se l’accordo tra le due società andasse a buon fine, nascerebbe il più grande produttore mondiale di sementi e prodotti chimici per l’industria agricola(antibiotici, semi di culture geneticamente modificati e pesticidi): l’azienda tedesca vedrebbe aumentare il fatturato derivante dal comparto agricolo dall’attuale 22% al 40%. L’eventuale acquisizione, infatti, dovrebbe rafforzare “Bayer con posizioni di leadership nei settori del cori del core business e farebbe nascere un gruppo leader nel business agroalimentare”, hanno fatto sapere i tedeschi.

I termini dell’accordo

Bayer ha offerto ben 62 miliardi di dollari (si tratta dell’offerta più alta fatta da un’azienda tedesca ad un’azienda estera), tutti in contanti. Si tratta di una cifra sostanziale: gli azionisti riceveranno circa il 37% in più rispetto al prezzo di chiusura delle azioni della società il 9 maggio. Bayer finanzierà l’accordo con una combinazione di capitale e di debito, compreso un aumento di capitale pari a circa il 25% del valore totale della transazione.

No si tratta di una decisione facile per Monsanto che non “si trova a decidere su un singolo affare, sulla struttura di tutta l’industria”, ha spiegato a Bloomberg Erik Gordon, professore presso l’Università del Michigan Ross School of Business.

Bayer

Accordo Bayer-Monsanto, il glifpsfato e il Ttip

La proposta di acquisto fatta da Bayer a Monsanto arriva negli stessi giorni in cui è stato annunciato il secondo rinvio da parte del Paff, Plants, animals, food and feed committee che fa capo all’Unione europea (Ue) sul rinnovo dell’autorizzazione a usare il glifosato, uno degli erbicidi più diffusi al mondo.

In caso di voto, la Germania, ha fatto sapere, avrebbe scelto di astenersi dal voto. Non certo una scelta causale, dal momento che la Monsanto ha detenuto il brevetto di produzione dell’erbicida Roundup, che contiene il glifosato come principio attivo, fino al 2001.

C’è poi a questione Ttip. Un eventuale accordo tra i due colossi dell’industria agrochimica, infatti, andrebbe a “indebolire i processi decisionali democratici a vantaggio delle multinazionali”, come riportato dal settimanale tedesco Der Spiegel.

Ricordiamo che il trattato eliminerebbe alcune differenze normative che esistono tra Unione europea e Stati Uniti, modificando gli standard di qualità e sicurezza a cui fino ad oggi l’Europa si è ispirata.

Il consolidamento del settore agrochimico

Il possibile accordo Bayer-Monsanto sarebbe solo una delle mosse che nei mesi precedenti si sono succedute tra le grandi aziende del settore agrochimico, consolidando il settore e monopolizzandolo a favore di big. L’azienda statale cinese Chemchina ha acquisito la svizzera Syngenta (che Monsanto avrebbe voluto acquistare), mentre la Dupont si è fusa con la Dow chemical.

Nel 2015, Bayer ha realizzato un fatturato di oltre 46 miliardi di euro, Monsanto, invece, ha realizzato un fatturato superiore ai 15 miliardi di dollari con un utile netto di 2,3 miliardi: la fusione porterebbe Bayer a controllare una quota sostanziale di mercato.

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