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Australia finanzia un programma per riconoscimento facciale NFBMC

Riconoscimento Facciale

L’Australia investe 18.5 milioni nel programma per il riconoscimento facciale. La «nuova arma per la sicurezza nazionale» consentirà alle forze dell’ordine e alle agenzie governative di ricercare i volti da patenti di guida e passaporti.

Sulla sicurezza, si sa, in Australia non si va per la leggera. La settimana scorsa il Ministro della Giustizia Michael Keenan ha annunciato il finanziamento del programma National Facial Biometric Matching Capability (NFBMC) che dal 2016 consentirà a polizia e agenzie governative di condividere e confrontare i volti degli australiani.

I sistemi informatici per il riconoscimento facciale consentono di identificare automaticamente le persone in base ad un confronto con un’immagine digitale già campionata. Ogni volto ha caratteristiche uniche, forma degli occhi, del naso o della mandibola, proporzioni differenti da persona a persona che vengono calcolate attraverso specifici software. Una tecnologia alla quale lavorano anche colossi del tech come Facebook, che qualche mese fa aveva annunciato l’introduzione di un sistema simile per i propri clienti. Al giorno d’oggi in Australia, secondo quanto riportato da ABC, sono circa 100 milioni le immagini facciali memorizzate.

Rilanciato dal sito Mashable, il ministro Keenan ha dichiarato che l’approvazione della legge sul NFBMC consentirebbe di «accelerare il riconoscimento del volto di sospetti terroristi, assassini e rapinatori armati». Il programma per il riconoscimento facciale potrebbe, a detta del ministro, essere utile per affrontare con maggior efficienza i problemi legati a furti d’identità, che secondo un rapporto delle autorità australiane ha colpito tra 2013 e 2014 più di 50.000 persone.

Il governo australiano ha da poco rafforzato le misure sulla sicurezza. In agosto l’approvazione del “Migration Amendment” ha dato alle autorità il potere di raccogliere uno o più identificatori personali da australiani e da non cittadini alla frontiera del paese.

I funzionari governativi, tengono a precisare che il sistema NFBMC definito come «nuova arma per la sicurezza nazionale» non verrà messo a disposizione delle agenzie di sicurezza straniere. Nel mese di maggio un’inchiesta del New York Times aveva indicato che anche negli Stati Uniti erano stati portati a termine programmi di riconoscimento facciali, la National Security Agency americana aveva raccolto le immagini da e-mail, messaggi di testo e social media.

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