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Amazon delude: utili in calo del 77%

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Amazon

Mentre la capitalizzazione arriva a cifre altissime (500 miliardi di dollari), Amazon registra utili in calo del 77%. Pesano gli investimenti

Triste giorno per Amazon. Mentre il colosso del tech festeggia una capitalizzazione di 500 miliardi di dollari, raggiungendo Google, Apple, Microsoft e Facebook nell’Olimpo dei colossi finanziari, l’azienda pubblica una trimestrale davvero deludente, con utili in calo del 77% annuo (colpa della troppa ambizione e dei numerosi investimenti). Crescono comunque i ricavi. Ma andiamo per gradi.

Trimestrale deludente

amazonGli utili di Amazon crollano. Un balzo delle spese operative ha pesato sugli utili del secondo trimestre del 2017, scesi del 77% annuo a 197 milioni di dollari. Scendono anche i profitti per azione a 40 centesimi da 1,78 dollari contro attese degli analisti per 1,41 dollari per titolo.

Bene, invece, i ricavi, che sono cresciuti del 25% a 38 miliardi di dollari, sopra le stime per 37,2 miliardi. A trainare è, tra le altre cose, anche la divisione di cloud computing, chiamata Amazon Web Services (AWS), che ha continuato ad andare bene con vendite per 4,1 miliardi di dollari, in rialzo del 42% sullo stesso periodo dello scorso anno e in linea al consenso.

Stime deludenti anche per il terzo trimestre

Numeri negativi anche per il terzo trimestre. Questo, almeno, è quanto prevedono le stime: Amazon dovrebbe generare ricavi per 39,25-41,75 miliardi di dollari ossia in rialzo del 20-28% rispetto allo stesso periodo del 2016, ma gli utili operativi sono attesi tra una perdita di 400 milioni e un risultato positivo per 300 milioni, peggio dei 575 milioni di dollari del terzo trimestre del 2016.

Perchè gli utili sono così bassi?

Dobbiamo dirlo, Amazon è impegnato su più fronti e investe sempre di più. Dai supermercati innovativi al settore auto.

Una divisione della colosso di tecnologia, infatti, lavora per lo sviluppo della guida autonoma, che potrebbe un giorno cambiare i modi (e i tempi) di consegna dei pacchi di Amazon. Lo suggeriscono dei brevetti depositati nel 2015 e nel gennaio 2017. Allo studio c’è a un sistema che gestisca la guida autonoma all’interno delle “reversible lane”, ovvero delle cioè corsie all’interno delle quali il traffico può muoversi in entrambe le direzioni, a seconda di determinate condizioni.

Amazon, in pratica, avrebbe brevettato un sistema che comunica con veicoli a guida autonoma, informandoli di eventuali cambiamenti del flusso di traffico. La rete dovrebbe informare il veicolo nel caso in cui, per incidente o per lavori, una corsia è chiusa. Grazie all’informazione, il sistema di guida può decidere di cambiare percorso e scegliere un’alternativa più semplice o entrare nella corsia corretta con largo anticipo.

Non solo auto. Amazon si lancia nel mercato negozi fisici

Solo qualche mese fa, il colosso dell’e-commerce ha inaugurato, a Seattle, due negozi di alimentari, dove però non è previsto che i clienti entrino. La spesa la si fa online, e in seguito si ritira nel parcheggio del negozio, dove un commesso la porta fino all’auto del cliente. Al momento la possibilità di acquisto da questi supermercati è riservata agli abbonati al servizio Prime di Amazon, che possono comprare i prodotti alimentari online e indicare un orario approssimativo (una finestra di due ore) in cui verrà effettuato il ritiro. Una volta entrati nel parcheggio, un sensore leggerà la targa dell’auto e un commesso provvederà a recapitare le buste.

E sempre per essere presente nel mercato fisico, oltre che nell’online, Jeff Bezos ha pensato all’acquisto della catena di supermercati Whole Food, per 42 dollari in azione. L’accordo, in contanti, è valutato 13,7 miliardi di dollari.

Whole Food, però, continuerà a operare come marchio separato da Amazon. ”Whole Foods piace a milioni di persone perche’ offre i migliori alimenti organici e naturali, rendendo divertente il mangiare salutare” ha affermato Jeff Bezos, amminitratore delegato di Amazon, al momento dell’annuncio. “Questa partnership presenta un’opportunita’ per massimizzare il valore per gli azionisti di Whole Foods, ampliando la nostra missione e offrendo la più alta qualità, esperienza e innovazione ai nostri clienti” ha invece commentato John Mackey, il fondatore e amministratore delegato di Whole Foods, che resterà alla guida della società una volta che l’operazione sarà completata. La transazione da 13,7 miliardi di dollari, incluso il debito, sarà completata nella seconda meta’ del 2017.

E poi ci sono il social e le chat

amazon-sparkAd abbassare gli utili anche gli investimenti di Amazon per social e chat.  Amazon Spark  è il social network lanciato da Jeff Bezos per condividere foto, storie, idee, immagini dei prodotti di interesse. Gli utenti potranno interagire con commenti e smile. Una piattaforma ispirata, dunque, a Instagram, con l’obiettivo (nemmeno tanto velato) di indirizzare gli utenti social sul proprio store oline. Aumentando le vendite e confermando la posizione di leader nel settore dello shopping online.

Al momento l’applicazione, che ha superato una serie di beta testing, è disponibile solo sul mercato americano. L’obiettivo, con il nuovo programma, è quello di spostare parte dell’attività social che ruota intorno ai prodotti proprio all’interno dello store.

Jeff Bezos sembra voler sfidare anche WhatsApp, oltre che Facebook. In base a quanto scritto dal sito AFTVnews, il colosso dell’e-commerce starebbe al lavoro su Anytime, un’applicazione di messaggistica, incentrata soprattutto sulle conversazioni di gruppo.

L’applicazione dovrebbe avere tutte le funzionalità che garantisce questo tipo di servizio di questo tipo. Dovrebbe avere la crittografia, che rende più sicuri i messaggi, ma anche le chiamate audio e video, agli adesivi e forse anche la condivisione di musica.

A differenza di WhatsApp, però, l’applicazione di Amazon non dovrebbe fare uso dei numeri telefonici per identificare gli utenti, ma dovrebbe bastare il nome che li identifica, lo ‘username’.

Anytime poi potrebbe essere un servizio integrabile con l’assistente virtuale Echo. La chat non è stata ancora ufficializzata, se sarà sul mercato toglierà ulteriore spazio agli operatori telefonici già assediati da servizi come WhatsApp, Facebook Messenger e Telegram.

 

 

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