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Da Agcom al Governo: tutti contro la scalata di Vivendi a Mediaset

di

Vivendi

La scalata di Vivendi a Mediaset preoccupa AgCom, per una possibile intragrazione tra l’azienda media italiana e Telecom. Anche il Governo decide di scendere in campo, prendendo le parti della società del Biscione

 

La scalata di Vivendi a Mediaset è un affare internazionale di grande rilevanza, oltre che una faccenda italiana ora difficile da gestire (a livello politico e a livello industriale). Ed è per questo che dopo il rastrellamento da parte dell’azienda guidata da Vincent Bollorè delle azioni Mediaset, l’AgCom ha deciso di scendere in campo schierandosi contro il comportamento della francese. Anche il Governo Gentiloni sembra aver preso le parti dell’industria italiana e ha deciso di rivolgersi, a livello informale, al governo francese. Approfondiamo insieme.

La scalata di Vivendi a Mediaset

Tutto ha inizio ad Aprile, quando le due aziende siglano un accordo vincolante per la vendita di Mediaset Premium a Vivendi. Dopo aver analizzato il business plan, però, la francese sceglie di fare un passo indietro proponendo un nuovo accordo, mai accettato dalla società del Biscione, che ha portato la francese in tribunale per non aver rispettato la prima intesa tra le due aziende.

Vivendi-Mediaset

Vincent Bollorè, Vivendi

A Vincent Bollorè, però, Mediaset piace (è la prima azienda media italiana per telespettatori ed introiti pubblicitari e ha anche affari Spagna) e Vivendi ha scelto di rastrellare le azioni del Biscione, arrivando in soli 3 giorni a possedere una quota del 20% di Mediaset.

Da Arcore hanno fatto sapere, però, che non è con una scalata ostile che si inizia un rapporto industriale. E non solo: Fininvest si è portata nei pressi del 40% della quota societaria, soglia che per i prossimi mesi non potrà superare a meno di lanciare un’Offerta pubblica sull’intera società.

Il parere di Agcom

Sul caso Vivendi-Mediaset ha deciso di scendere in campo anche Agcom: l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni potrebbe imporre un veto per fermare la possibile integrazione fra l’azienda del Biscione e Telecom Italia. Ricordiamo, infatti, che Vivendi è primo azionista di Telecom con una quota del 24%.

“Dopo una preliminare analisi su dati 2015, Telecom risulta il principale operatore nel mercato delle comunicazioni elettroniche, con il 44,7% del mercato prevalente delle tlc, mentre Mediaset raggiunge nel 2015 una quota del 13,3% del Sic”, spiega l’Agcom. Una possibile integrazione tra Mediaset e Telecom, tramite Vivendi, potrebbe dunque essere vietata.

Contatti informali tra Governo italiano e quello francese

Anche il neonato Governo Gentiloni sembra essersi schierato a favore della società del Biscione, definendo la scalata a Mediaset un approccio poco appropriato.

Il governo italiano si è rivolto, in modo informale, al governo francese per spiegare che le future decisioni italiane in merito alla faccenda sono volte “a difesa della dignità nazionale”: L’Italia non è certo ostile, fanno sapere da palazzo Chigi, verso chi intende investire nel Bel PAese, ma «nessuno può pensare di fare razzie».

Insomma, a Parigi è arrivata tutta l’indignazione italiana sulla scalata di vivendi, che ha agito “senza nemmeno un preavviso, senza neppure un’informazione sul progetto industriale”.

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