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2017, gli investimenti nell’era Trump e Brexit

Trump

Ford, Volvo, Fca e Toyota investono negli Usa, dopo le minacce di Trump. Facebook e Google puntano sull’Inghilterra

 

All’inizio fanno paura, fanno tremare i mercati, fanno crollare le monete locali, poi i cambiamenti sembrano diventare motore per l’economia. E così è stato anche per la Brexit e per l’elezione di Donal Trump: dopo l’incertezza, sono arrivate le prime promesse di investimento.

A puntare sull’Inghilterra sono, tra gli altri, i giganti della Silicon Valley, Facebook e Google. Ad investire negli Usa, dopo l’invito del neopresidente americano, sono invece le case automobilistiche, da Fca a Ford, da Toyota a Volvo. Proviamo a scoprire qualcosa in più.

Usa: gli investimenti post-Trump

L’ultima, in ordine di tempo di annuncio, è Toyota: la casa automobilistica ha comunicato  durante il Salone dell’auto di Detroit, che investirà 10 miliardi di dollari negli Stati Uniti nei prossimi cinque anni. Se la dobbiamo dire tutta, la decisione della casa giapponese arriva come risposta alle parole del Tycoon, che aveva minacciato Toyota, General Motors e Ford di imporre dazi doganali alti sulle vetture che producono in Messico e che importano negli Usa. Critiche e minacce a parte, l’investimento di Toyota è concreto.

Così come è concreta la scelta di Ford: 700 milioni di dollari per uno stabilimento nel Michigan. La cas dell’Ovale Blu, però, abbandona il progetto da 1.6 miliardi per un nuovo impianto produttivo in Messico.

Anche Fca investirà negli Usa: promette un miliardo di dollari di investimenti entro il 2020, creando 2.000 nuovi posti di lavoro in Michigan ed in Ohio.

A dimostrare tutto il suo interesse per il mercato americano è anche Volvo, che già prima dell’elezione di Donald Trump aveva deciso di investire neli States. Costruirà le sue auto lusso nel Paese a stelle e strisce, creando almeno 1000 posti di lavoro.

Inghilterra: gli investimenti post-Brexit

Non solo in America, c’è chi investe anche in Inghilterra, nonostante la Brexit. Facebook, per esempio, ha annunciato, tramite le parole di Nicola Mendelsohn, vicedirettore generale di Facebook per Europa, Medio Oriente e Africa, che nel 2017 aprirà nuovi uffici a Londra e assumerà 500 nuovi dipendenti.

Anche a Google la Brexit non fa paura. La casa di Mountain View, infatti, nei prossimi mesi avvierà i lavori per allargare il campus di King Cross, per un investendo di oltre un miliardo. Non solo: Big G. assumerà anche 3mila persone.

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