Per diverso tempo, la ripresa economica della Germania è sembrata essere dietro l’angolo. Tuttavia, previsioni rosee sono state smentite da venti contrari, dall’energia costosa ai dazi di Donald Trump fino al dumping cinese. Il mese scorso il governo guidato dal cancelliere Friedrich Merz ha abbassato le stime di crescita per il 2026 dall’1,3% all’1%. […] A soli nove mesi dall’inizio del mandato, si percepisce un senso di deriva. Le imprese sono stufe.
LA MAXI SPESA PER LA DIFESA TEDESCA
Alcuni speravano in un rimbalzo più rapido, dato lo straordinario stimolo fiscale intrapreso dalla Germania. Lo scorso marzo il Bundestag ha approvato un fondo da 500 miliardi di euro per il clima e le infrastrutture, escludendo gran parte delle spese per la difesa dal “freno al debito”. Promettendo di costruire l’esercito convenzionale “più forte d’Europa”, Merz punta a destinare il 3,5% del PIL alla difesa entro il 2029. La spesa complessiva per la difesa è passata dai 47 miliardi di euro del 2021 ai 108 miliardi previsti per quest’anno.
MERZ HA ACCELERATO IL RIARMO DELLA GERMANIA
Il riarmo tedesco è iniziato nel 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, ma Merz ha accelerato questa rincorsa. Nonostante il pessimismo, la generosità del governo ha mostrato segnali di ripresa: gli ordini manifatturieri hanno iniziato a esplodere, probabilmente grazie agli esborsi per armi e munizioni. La spesa per voci importanti come veicoli blindati e difesa aerea fornirà un ulteriore aiuto. “C’è motivo di essere ottimisti”, afferma Johannes Binder dell’Istituto per l’economia mondiale di Kiel.
LA SFIDA PRODUTTIVA
La questione principale riguarda la velocità con cui la Germania potrà convertire tali ordini in produzione. Le aziende produttrici di armi hanno risposto bene all’aumento della domanda, ma non abbastanza velocemente da evitare enormi arretrati. Colli di bottiglia nelle strutture, nella fornitura di manodopera e nella burocrazia affliggono l’economia; la difesa non fa eccezione. […]
SPERARE DI UNA RIPRESA TEDESCA?
Questo rimbalzo guidato dallo Stato può ispirare una ripresa più ampia? Gli ordini sono una cosa, ma la produzione manifatturiera complessiva rimane stagnante, con un calo del 15% rispetto al picco del 2018. I settori tradizionali dell’auto e della chimica sono in difficoltà. La spesa per difesa e infrastrutture dovrebbe avere effetti a cascata, ma non tutti gli operai licenziati dall’industria automobilistica possono sperare in un posto nel settore della difesa.
Tuttavia, una spesa mirata guiderà col tempo l’innovazione in tutta l’economia, specialmente mentre si riduce il divario tra tecnologia civile e militare. Incoraggiare le startup che lavorano su droni, robotica e intelligenza artificiale per la difesa potrebbe avere effetti positivi sostanziali.
Per ora, una Germania cupa attende con ansia la sua ripresa. A causa delle difficoltà nel trasformare gli ordini in produzione, la crescita di quest’anno potrebbe essere solo dello 0,8%. Ma la velocità aumenterà quando la macchina tedesca si metterà in moto nella seconda metà del 2026. Non proprio dietro l’angolo, ma non lontano.
(Estratto dalla rassegna stampa estera a cura di eprcomunicazione)







