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Davvero gli Usa compreranno i droni intercettori ucraini contro l’Iran?

Il Pentagono e almeno un governo del Golfo sono in trattative per acquistare intercettori di fabbricazione ucraina per contrastare gli attacchi dei droni iraniani, secondo il Financial Times. Proprio i Paesi del Golfo hanno finora utilizzato i costosi missili Patriot americani, ma le scorte stanno diminuendo

Gli Usa vogliono i droni intercettori dell’Ucraina, più economici dei preziosissimi Patriot.

È quanto ha rivelato il Financial Times secondo cui il Pentagono e almeno un Paese del Golfo stanno valutando l’acquisto di droni intercettori sviluppati da Kyiv per contrastare gli attacchi dei droni iraniani Shahed. L’ipotesi emerge mentre diversi Stati mediorientali cercano alternative più economiche ai missili statunitensi Patriot, utilizzati finora per la difesa ma considerati molto costosi e con scorte in diminuzione.

I droni intercettori sviluppati in Ucraina costano poche migliaia di dollari e sono progettati per abbattere gli Shahed, che hanno un costo stimato di circa 30 mila dollari ciascuno. Il confronto economico con i sistemi tradizionali è significativo: un missile intercettore Pac-3 del sistema Patriot supera infatti i 13,5 milioni di dollari.

Inoltre, secondo il quotidiano, i paesi del Golfo stanno utilizzando costosi missili Patriot per abbattere i droni iraniani, ma le loro scorte si stanno esaurendo.

Si guarda all’esperienza ucraina per individuare soluzioni più economiche. Un funzionario ucraino ha descritto le discussioni con il Pentagono come un argomento “delicato”. “Tuttavia, è ovvio che c’è un aumento di interesse per i droni intercettori ucraini, che possono intercettare gli Shahed a un costo molto basso”.

Tutti i dettagli.

PERCHÉ GLI USA PUNTANO I DRONI MADE IN UKRAINE

Dunque i rapporti potrebbero ribaltarsi: dopo che negli ultimi quattro anni l’Ucraina ha invocato il sostegno militare degli Stati Uniti, compreso l’invio degli agognati Patriot, ora potrebbe essere Washington a voler ottenere qualcosa da Kyiv.

D’altronde il paese abbatte missili e droni russi, in particolare i droni Shahed di progettazione iraniana, da oltre quattro anni. A gennaio, l’Ucraina ha dovuto affrontare una media di 143 droni e dispositivi di tipo Shahed al giorno, intercettandone 122, secondo uno studio dell’Institute for Science and International Security, citato da Politico.

Non solo, il Pentagono avrà constato che impiegare un missile intercettore PAC-3 da circa 4 milioni di dollari, lanciato da una batteria Patriot, per abbattere un drone iraniano Shahed dal costo stimato di circa 30.000 dollari non rappresenta una soluzione efficiente.

Dopo la decisione di Trump di attaccare l’Iran a fianco di Israele, Teheran sta reagendo utilizzando droni e missili balistici per colpire basi statunitensi e Paesi alleati di Washington, oltre a obiettivi più lontani come Cipro e l’Azerbaigian.

“Avete le difese aeree, e ne arrivano molte, e ne colpite la maggior parte”, ha spiegato lunedì ai giornalisti il segretario alla Difesa Pete Hegseth. “Ogni tanto, purtroppo, ce n’è una che si fa strada, un missile a getto.”

Da qui

LA POSIZIONE DI ZELENKSY

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato martedì di essere stato in contatto con lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, emiro del Qatar, e con Mohammed bin Zayed al-Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti, in merito all’uso della tecnologia anti-drone ucraina.

“L’esperienza dell’Ucraina nel contrastare i droni ‘Shahed’ è attualmente la più avanzata al mondo”, ha affermato Zelensky. “Tuttavia, qualsiasi cooperazione di questo tipo volta a proteggere i nostri partner può procedere solo senza ridurre le nostre capacità di difesa”.

“I partner si rivolgono a noi, all’Ucraina, per chiedere aiuto”, ha dichiarato Zelensky mercoledì sera. “Richieste in merito sono arrivate anche da parte americana”.

I SISTEMI UTILIZZATI DALL’UCRAINA

Tra i sistemi impiegati da Kyiv figurano il drone aereo Merops, sviluppato da un’azienda sostenuta dall’ex numero uno di Google Eric Schmidt, e il quadricottero Sting, prodotto dalla società ucraina Wild Hornets. Anche la General Cherry, un’altra azienda ucraina, produce un drone intercettore veloce “Shahed hunting”, segnala il quotidiano finanziario britannico.

In Ucraina, “ci sono letteralmente una dozzina di aziende che producono intercettori cinetici – piccoli quadricotteri a forma di proiettile o droni ad ala fissa – per poche migliaia di dollari l’uno”, ha affermato una persona a conoscenza dei colloqui.

Secondo diversi esperti, l’Iran disporrebbe di decine di migliaia di droni Shahed e ne avrebbe già lanciati centinaia contro obiettivi nel Golfo dopo l’inizio del conflitto con Stati Uniti e Israele.

LE CONSEGUENZE PER LA DIFESA UCRAINA

Allo stesso tempo Kyiv è preoccupata per le proprie forniture di munizioni anti-drone. Tuttavia, il paese scommette che l’utilizzo di intercettori a basso costo nei Paesi mediorientali potrebbe contribuire a preservare le scorte globali di missili Patriot, rileva il Ft. L’Ucraina continua infatti ad averne bisogno per difendersi dagli attacchi russi condotti con missili balistici e da crociera.

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