Palazzo Chigi accelera su autonomia strategica e space economy.
Ieri il governo Meloni ha approvato il nuovo Documento Strategico di Politica Spaziale Nazionale (Dspsn), predisposto dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) in coordinamento con il Comint (Comitato Interministeriale per le politiche relative allo spazio e all’aerospazio), in attuazione degli Indirizzi del Governo in materia spaziale e aerospaziale. In Italia, il coordinamento politico dello spazio è gestito infatti dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, con il Presidente del Consiglio che presiede il Comint.
Il piano appena approvato definirà le priorità italiane nello spazio per il prossimo decennio. In particolare, il documento individua quattro assi strategici – ricerca e benefici per la società, competitività industriale, governance e cooperazione internazionale – e punta a rafforzare l’autonomia strategica del Paese, la sicurezza delle infrastrutture spaziali e la leadership industriale italiana.
Tra le priorità figurano osservazione della Terra (per rafforzare “la leadership italiana nel settore”), telecomunicazioni (“migliorare il posizionamento competitivo in settore chiave”), accesso autonomo allo spazio (compresa l’adozione di una cornice di sicurezza), cybersicurezza (elaborare un piano/roadmap per cyber security, in linea con la Legge n.89 del 2025), logistica orbitale, servizi in orbita e sviluppo della space economy.
Tutti i dettagli.
IL VIA LIBERA DEL COMINT AL DOCUMENTO STRATEGICO
“La seduta di oggi del Comint aggiunge un tassello in più alla strategia del Governo attraverso l’approvazione del Documento strategico di politica spaziale nazionale. È un passaggio cruciale, perché traduce in programmazione e azioni concrete gli indirizzi che questo Governo ha fissato”. È quanto ha dichiarato ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la 29esima seduta del Comitato interministeriale per le politiche relative allo Spazio e alla ricerca aerospaziale.
Secondo la premier, il documento “si concentra su quei settori nei quali l’Italia è già forte – osservazione della Terra, accesso allo spazio, telecomunicazioni e navigazione, esplorazione, ricerca scientifica – e ai nuovi segmenti: logistica orbitale, servizi in orbita, infrastrutture commerciali in orbita bassa, sicurezza e resilienza”.
Meloni ha inoltre sottolineato che “l’attenzione al dominio spaziale è una priorità nazionale, e che l’Italia ha le carte in regola per continuare a ricoprire un ruolo di primo piano in questo segmento strategico”.
LO SPAZIO COME DOMINIO STRATEGICO
Nella prefazione del documento il ministro delle Imprese e del Made in Italy e autorità delegata per le Politiche spaziali, Adolfo Urso, definisce lo spazio “una dimensione essenziale della sovranità, della sicurezza e della competitività del Paese”. Il Dspsn indica come obiettivo quello di “rafforzare l’autonomia strategica nazionale, consolidare la leadership italiana nei settori di eccellenza, sostenere la crescita della filiera industriale e scientifica, valorizzare le nuove opportunità della space economy e assicurare la resilienza delle infrastrutture critiche”.
Il documento evidenzia inoltre come il dominio spaziale sia diventato “un terreno di competizione strategica” in un contesto segnato dalle guerre in Ucraina e Medio Oriente e dalla rivalità tra Stati Uniti e Cina che “accelerano l’uso duale delle capacità spaziali e spingono gli Stati a investire in sicurezza, resilienza e autonomia tecnologica”.
I QUATTRO ASSI DELLA STRATEGIA
Il Documento Strategico di Politica Spaziale Nazionale discende dagli indirizzi approvati dal Comint nel novembre 2024 e si articola su quattro assi principali: ampliamento della conoscenza e dei benefici per la società, crescita e competitività dell’ecosistema industriale nazionale, contesto regolatorio e governance, sviluppo delle collaborazioni internazionali.
Nel primo asse il governo individua come priorità il sostegno alla ricerca scientifica e industriale, la promozione delle competenze Stem e cyber, la diffusione della cultura spaziale e il rafforzamento delle capacità di Space Domain Awareness, Space Situational Awareness e Space Traffic Management.
Il secondo asse riguarda invece il rafforzamento della leadership industriale italiana nei settori dell’osservazione della Terra, del trasporto spaziale, delle telecomunicazioni, della navigazione satellitare e della logistica orbitale, oltre al sostegno a Pmi e startup della space economy.
Il terzo asse punta a rafforzare governance e quadro normativo, anche attraverso procedure amministrative più snelle e una pubblica amministrazione orientata al modello “utente-acquirente”.
Il quarto asse è dedicato alle relazioni internazionali e prevede il rafforzamento della cooperazione con Agenzia spaziale europea (Esa), Unione europea, Stati Uniti, Giappone, India, Paesi del Golfo e Paesi africani nell’ambito del Piano Mattei.
GOVERNANCE, REGOLE E FILIERA NAZIONALE
“Questo Governo, come sapete, ha scelto di seguire una linea d’azione ben strutturata e fondata su tre direttrici: la governance, le regole, la filiera nazionale”, ha spiegato Meloni.
Sul fronte della governance, la premier ha ricordato che il Comint nasce per “mettere attorno allo stesso tavolo tutte le Amministrazioni competenti e costruire una direzione comune”, in un settore nel quale “i confini sono sempre più permeabili – tra civile e militare, tra ricerca e industria, tra infrastrutture pubbliche e servizi commerciali, tra sicurezza e competitività”.
Quanto alle regole, Meloni ha rivendicato la legge sullo Spazio del 2025, definendola “la prima” normativa organica europea sulla space economy: “È una legge che chiarisce responsabilità, colma il vuoto regolatorio, dà una cornice stabile alle attività spaziali, sostiene gli investimenti con un Fondo pluriennale, rafforza la collaborazione tra pubblico e privato”.
Infine, sulla filiera nazionale, la presidente del Consiglio ha sottolineato che l’Italia dispone di “grandi gruppi, piccole e medie imprese innovative, start-up, università, centri di ricerca, distretti territoriali”. Il governo ha previsto “7,8 miliardi di euro, fino al 2028”, destinati “alle infrastrutture, alle tecnologie, alla ricerca e alle competenze”.
LE PRIORITÀ SU SICUREZZA E CYBERSICUREZZA
Uno dei capitoli centrali del documento riguarda la sicurezza delle infrastrutture spaziali. Il Dspsn prevede lo sviluppo di una Strategia nazionale di Sicurezza dello Spazio e di un Piano di sviluppo delle tecnologie spaziali critiche per rafforzare autonomia strategica e sovranità tecnologica italiana.
Tra gli interventi previsti figurano il potenziamento delle capacità nazionali di space domain awareness e space situational awareness, la creazione di sistemi nazionali di monitoraggio dello spazio e dello space Weather, lo sviluppo di tecnologie per la cybersecurity spaziale e la protezione delle supply chain strategiche.
Il documento prevede inoltre capacità operative per finalità di sicurezza e difesa, incluse capacità di deterrenza, difesa attiva delle infrastrutture critiche in orbita e accesso reattivo allo spazio.
OSSERVAZIONE DELLA TERRA, IRIDE E ACCESSO ALLO SPAZIO
Come già detto, tra i settori considerati strategici dal governo figurano l’osservazione della Terra e il trasporto spaziale. Il documento prevede roadmap di lungo periodo per rafforzare l’ecosistema nazionale dell’Earth Intelligence, sviluppare nuove missioni satellitari e potenziare l’utilizzo dei dati spaziali per protezione civile, ambiente, agricoltura, patrimonio culturale e sicurezza.
Un ruolo centrale viene assegnato anche alla piattaforma Marketplace di Iride (ovvero il programma spaziale italiano finanziato attraverso i fondi del Pnrr per la realizzazione di costellazioni satellitari dedicate all’Osservazione della Terra) per l’archiviazione, l’analisi e la distribuzione dei dati satellitari, con applicazioni basate su intelligenza artificiale e machine learning.
Sul fronte del trasporto spaziale, il Dspsn punta a definire un requisito nazionale di accesso autonomo allo spazio, anche attraverso lo sviluppo di sistemi di lancio più efficienti, affidabili e sostenibili e il rafforzamento delle collaborazioni europee e internazionali.
IL RUOLO DI PMI, START-UP E IMPRESE INNOVATIVE
Il documento dedica ampio spazio anche alla crescita dell’ecosistema industriale nazionale, con particolare attenzione a Pmi e startup. Nello specifico, il documento punta a “sostenere la competitività della filiera spaziale nazionale implementando una strategia di politica industriale” con azioni mirate a “potenziare la governance per l’internazionalizzazione delle industrie del settore spaziale; due diligence, selezione di imprese meritevoli e, per le entità industriali e scientifiche di rilevanza strategica, controllo delle operazioni societarie, dei trasferimenti tecnologici, della filiera produttiva e delle catene di approvvigionamento, protezione know-how e tutela delle info classificate e sensibili; incoraggiare lo sviluppo di Pmi e imprese innovative, con particolare focus alle start-up cui fornire supporto tecnico, finanziario e amministrativo specifico facilitando lo scaling-up, con particolare attenzione al sud-Italia eottimizzazione delle infrastrutture produttive (favorendo digitalizzazione,robotica, digital twin e AI).
Il Dspsn prevede inoltre la creazione di living labs, poli di innovazione e piattaforme aperte per la condivisione dei dati, favorendo la collaborazione tra università, enti di ricerca, industria e pubblica amministrazione.
LE COMPETENZE STEM E LA CULTURA DELLO SPAZIO
Infine, un altro capitolo del documento riguarda la formazione. Il governo intende promuovere un piano pluriennale per le competenze Stem e cyber, rafforzando i percorsi universitari e professionali legati allo spazio, sostenendo dottorati e programmi di ricerca e creando centri di eccellenza dedicati a cybersecurity, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche.
“Oggi più che mai – ha sottolineato riguardo lo spazio la presidente del Consiglio in chiusura di intervento – siamo consapevoli che, anche da questo dominio, passa il cammino per costruire una nazione pi forte, più libera, più prospera. E, quindi, grazie ancora del lavoro che abbiamo fatto insieme, ma soprattutto di quello che faremo da qui ai prossimi mesi”.




