Boeing batte Lockheed Martin nella gara per i satelliti Muos, la principale costellazione di comunicazioni a banda stretta delle forze armate.
Il 24 giugno la Us Space Force ha annunciato di aver selezionato il colosso aerospaziale per sviluppare la prossima fase del programma Mobile User Objective System Service Life Extension (Muos Sle), destinato a rafforzare le comunicazioni militari sicure a livello globale. Il contratto, del valore potenziale di 2 miliardi di dollari, prevede la realizzazione di due nuovi satelliti per comunicazioni a banda stretta, con la consegna del primo esemplare prevista nel 2031.
Dunque la Space Force ha scelto Boeing, anziché Lockheed Martin, l’appaltatore originario, per la costruzione di altri due satelliti per comunicazioni a banda stretta, come comunicato dallo Space Systems Command (Ssc), sottolinea Breaking Defense. Lockheed Martin ha costruito i primi cinque satelliti Muos, mentre Boeing aveva fornito i payload di comunicazione.
Secondo quanto dichiarato i nuovi satelliti estenderanno la vita operativa della costellazione Muos fino al 2035.
Tutti i dettagli.
LA US SPACE FORCE SCEGLIE BOEING PER LE COMUNICAZIONI MILITARI SICURE
L’assegnazione del programma Muos Sle rappresenta un nuovo incarico per Boeing nell’ambito delle comunicazioni spaziali militari statunitensi. L’obiettivo del programma è estendere e potenziare una capacità ritenuta strategica per le forze armate, assicurando la continuità delle comunicazioni anche negli scenari operativi più complessi, dove risulta difficile mantenere collegamenti stabili.
Il contratto da 2 miliardi di dollari copre “lo sviluppo, la consegna, l’integrazione di sistema e il supporto ai test in orbita” dei due nuovi satelliti, nell’ambito della gara d’appalto biennale per l’estensione della vita operativa del sistema Muos.
COS’È IL SISTEMA MUOS
Il sistema Muos fornisce comunicazioni satellitari sicure a frequenza ultraelevata alle forze armate statunitensi e a quelle dei paesi alleati, in particolare alle forze navali. La responsabilità del programma è stata trasferita dalla Marina degli Stati Uniti all’Aeronautica Militare nel 2019 e successivamente alla Space Force.
I nuovi satelliti, il cui lancio è previsto “non prima” del 2031 e del 2032, porteranno la costellazione Muos a un totale di sette satelliti.
Come spiega Spacenews, Muos collega truppe, navi, aerei e forze speciali attraverso una rete di satelliti in orbita geostazionaria. Spesso descritto come una rete di telefonia mobile nello spazio, il sistema consente agli utenti dotati di terminali relativamente piccoli di comunicare ben oltre la portata delle reti terrestri. Le radio degli utenti si connettono a uno dei cinque satelliti Muos posizionati in orbita geostazionaria. I segnali vengono instradati attraverso stazioni di terra e ritrasmessi ad altri utenti in tutto il mondo.
LA SODDISFAZIONE DI BOEING
“Siamo grati per la fiducia che la Us Space Force ha riposto nel nostro team per una capacità di vitale importanza per gli utenti militari di tutto il mondo”, ha dichiarato Sam Greaves, Vicepresidente di Boeing Space Mission Systems. “Per chi dipende da questa connettività, l’esigenza è chiara: comunicazioni sicure e funzionanti anche in condizioni operative difficili. Il nostro team conosce bene questa missione ed è pronto ad aiutare il cliente a potenziare e migliorare un sistema su cui fa affidamento ogni giorno”.
Anche Ryan Reid, Senior Director dei programmi di comunicazioni spaziali di Boeing, ha aggiunto: “Quando gli utenti militari operano nelle condizioni più proibitive, questa capacità a banda stretta rappresenta la loro ancora di salvezza. Sfruttando la nostra linea di produzione attiva per i satelliti 702MP, offriamo alla Us Space Force un immediato slancio operativo”.
IL RUOLO DELLA TECNOLOGIA UHF
Sempre Spacenews ricorda che la Marina americana ha avviato il programma Muos all’inizio degli anni 2000 per sostituire la costellazione Uhf Follow-On, una rete risalente all’epoca della Guerra Fredda che era ormai al limite delle sue capacità operative. Il primo satellite Muos è stato lanciato nel 2012, seguito da tre satelliti operativi e un satellite di riserva in orbita.
Operando nella porzione di spettro a frequenza ultra-alta (Uhf), Muos consente di mantenere le comunicazioni anche in condizioni che compromettono altre tipologie di collegamento, come terreni montuosi, aree urbane densamente edificate o situazioni meteorologiche particolarmente avverse.






