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Attacco all’Iran, cosa dicono e cosa fanno i Paesi europei

Attacco Usa-Israele all'Iran: l’Europa reagisce in ordine sparso, tra aperture alla cooperazione difensiva e prese di distanza nette.

L’Europa si divide sull’intervento Usa in Iran.

Mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non esclude l’ipotesi di inviare truppe di terra in Iran dopo l’attacco condotto da Usa e Israele, dall’Europa torna a levarsi l’allarme per una possibile escalation della crisi in Medio Oriente, in attesa di comprendere sviluppi e conseguenze dei raid che hanno ucciso la Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, e altri leader iraniani nel fine settimana. Da subito emergono i primi distinguo nei confronti di Trump e le prime spaccature tra gli alleati.

Se la Francia si è detta pronta a rafforzare la sua presenza militare in Medio Oriente dopo che un contrattacco iraniano ha colpito una base navale francese nella regione e il presidente Emmanuel Macron ha lanciato un piano nucleare con otto Paesi europei, il primo ministro britannico Keir Starmer ha ribadito che il Regno Unito non parteciperà agli attacchi offensivi ma consentirà agli Usa di condurre attacchi difensivi contro siti missilistici iraniani dalle basi della Raf.

Nel frattempo, la Spagna ha negato l’autorizzazione all’uso delle basi americane per operazioni contro l’Iran. Diversa reazione da Atene: la Grecia ha ordinato il dispiegamento di una forza militare a Cipro in seguito alle incursioni di droni sull’isola, che per la prima volta hanno coinvolto uno Stato membro dell’Ue nella campagna Usa-Israele contro l’Iran, in corso dal 28 febbraio.

“Sebbene la Repubblica di Cipro non fosse l’obiettivo, vorrei essere chiara: siamo collettivamente, fermamente e inequivocabilmente al fianco dei nostri Stati membri di fronte a qualsiasi minaccia”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in un post su X.

Da parte sua la Commissione europea mantiene una “vigilanza aumentata” e una “stretta collaborazione” con l’Europol e gli Stati membri su “potenziali rischi per la sicurezza interna” derivanti dall’attacco israelo-statunitense nei confronti dell’Iran. È quanto ha riferito l’esecutivo Ue, dopo una riunione del “collegio di sicurezza” riunitosi a Bruxelles.

E il nostro paese? Il ministro della Difesa Guido Crosetto si è espresso favorevole a fornire sistemi anti-aerei ai Paesi del Golfo.

Tutti i dettagli.

IL CANCELLIERE TEDESCO ATTESO OGGI A WASHINGTON

Ieri il cancelliere tedesco Friedich Merz è arrivato negli Stati Uniti, e oggi sarà ricevuto alla Casa Bianca da Donald Trump. Sarà il primo leader europeo a visitare Washington dopo gli attacchi all’Iran. Finora Merz non ha espresso alcuna critica agli attacchi aerei statunitensi, ma ieri, oarlando all’emittente Deutschlandfunk, il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha dichiarato che la a Germania non parteciperà alle azioni militari contro l’Iran. “Il governo tedesco non ha intenzione di partecipare”, ha affermato il ministro tedesco. “Non abbiamo neanche i mezzi militari necessari”, ha aggiunto, dal momento che la Germania, diversamente da Gran Bretagna e Usa non ha neppure le basi occorrenti. “La Repubblica federale non ha alcuna intenzione di partecipare in qualche modo”, ha concluso.

LA POSIZIONE DELLA FRANCIA

Passando a Parigi, il presidente Macron ha invece lanciato l’avvertimento: una guerra sempre più ampia tra Stati Uniti, Israele e Iran rischia di estendersi ai confini europei. Durante un discorso dalla base navale di Ile Longue, Macron ha annunciato che la Francia sta “progressivamente” entrando in una nuova fase della sua deterrenza nucleare, che ha descritto come “deterrenza avanzata”.

E ben otto Paesi europei hanno accettato di partecipare al suo piano francese. Si tratta di Germania, Gran Bretagna, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca, che potranno ospitare “forze aeree strategiche” francesi, così da “diffondersi in tutto il continente europeo”.

FAVOREVOLE ALLE OPERAZIONE DIFENSIVE

Inoltre, la Francia è pronta ad aiutare i paesi del Golfo presi di mira dagli attacchi di rappresaglia iraniani, ha dichiarato lunedì il Ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, aggiungendo che i primi attacchi israeliani e statunitensi contro l’Iran avrebbero dovuto essere discussi in anticipo alle Nazioni Unite, riporta Reuters.

“Per quanto riguarda più specificamente i nostri partner nella regione, che sono stati presi di mira, deliberatamente presi di mira dal regime iraniano, siamo pronti a contribuire alla loro difesa”, ha dichiarato Barrot ai giornalisti dopo aver presieduto una riunione di crisi presso il Ministero degli Esteri a Parigi. “Sulla base della loro richiesta, in modo proporzionato e in conformità con il principio di autodifesa collettiva previsto dal diritto internazionale”, ha aggiunto.

ALLINEATA A PARIGI, LONDRA

Dal canto suo, il premier britannico Keir Starmer ha confermato alla Camera dei Comuni che la Gran Bretagna non prenderà parte alla fase iniziale degli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

Tuttavia, il primo ministro inglese ha ribadito la volontà di consentire agli Stati Uniti di condurre attacchi difensivi contro i siti missilistici iraniani dalle basi della Raf, affermando che questo era “il modo migliore per proteggere gli interessi e le vite britanniche”. Parlando alla Camera dei Comuni, Starmer ha affermato che il Regno Unito stava schierando aerei e consentendo l’uso di basi a scopo difensivo a causa degli attacchi lanciati dall’Iran contro gli alleati del Regno Unito nella regione come rappresaglia.

IL NO DELLA SPAGNA AL DECOLLO DI AEREI AMERICANI DALLE BASI DI ROTA E MORÓN

Posizione diametralmente opposta quella di Madrid. Quindici aerei statunitensi hanno lasciato infatti le basi militari di Rota e Morón, nel sud della Spagna, dopo che il governo ha dichiarato che le basi non possono essere utilizzate per attacchi all’Iran. Il Ministro degli Esteri José Manuel Albares ha dichiarato che la Spagna non permetterà che le sue basi militari, gestite congiuntamente da Stati Uniti e Spagna ma sotto la sovranità spagnola, siano utilizzate per attacchi contro l’Iran, fatto condannato da Madrid.

Il Ministro della Difesa Margarita Robles ha affermato che gli aerei – principalmente aerei cisterna per il rifornimento in volo, tra cui il Boeing KC-135 “Stratotanker” – risultavano stazionati permanentemente in Spagna.

La posizione della Spagna e la ferma condanna delle azioni Usa-Israele in Iran da parte del primo ministro Pedro Sanchez rendono ancora una volta il Paese un caso isolato nella regione, potenzialmente mettendo ulteriormente a dura prova i suoi rapporti con Washington, osserva Reuters.

FREGATE E CACCIA INVIATI DALLA GRECIA IN DIFESA DI CIPRO

La Grecia ha invece inviato due fregate militari e due caccia F-16 in difesa di Cipro, dopo che un drone iraniano ha colpito la base britannica della Raf sull’isola. La decisione arriva dopo che un drone di tipo Shahed ha colpito la base della Royal Air Force britannica ad Akrotiri, a Cipro, mentre altri attacchi di droni contro la base sono stati “intercettati con successo” durante il giorno, secondo il portavoce del governo cipriota Konstantinos Letymbiotis.

Nello specifico, Atene ha dichiarato di inviare a Cipro la fregata classe Belharra Kimon e una seconda fregata equipaggiata con il sistema anti-drone Kentauros. Saranno schierati anche due caccia F-16. Akrotiri, situata su una penisola all’estremità meridionale di Cipro, a sud-ovest della città costiera di Limassol, è una delle due basi che la Gran Bretagna ha mantenuto nella sua ex colonia fin dall’indipendenza nel 1960. In passato fu utilizzata per operazioni militari in Iraq, Siria e Yemen.

È la prima volta che una delle basi britanniche a Cipro è colpita da un attacco missilistico da parte di militanti libici nel 1986, sottolinea Politico. Sebbene le basi siano considerate territorio sovrano britannico, Cipro è un paese membro dell’Ue e attualmente ne detiene la presidenza di turno. Il presidente di Cipro Nikos Christodoulides ha informato quindi la presidente Ue von der Leyen sull’attacco. Come già detto, Von der Leyen ha poi sottolineato che Cipro – e quindi l’Ue – non era l’obiettivo previsto dell’attacco con i droni.

E L’ITALIA?

Nel corso dell’informativa al Senato urgente sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico, il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha spiegato che “Stati Uniti e Israele hanno deciso in autonomia e nella riservatezza quando intervenire”. Nella stessa occasione, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, si è detto personalmente favorevole a fornire sistemi di difesa aerea e anti-drone ai Paesi del Golfo che hanno chiesto aiuto dopo gli attacchi subiti.

“C’è una richiesta di aiuto dei Paesi del Golfo: sistemi di difesa aerea, missilistica e anti-drone. Possibilità di avere protezione: si sono sentiti attaccati senza aver provocato questa guerra”, ha affermato il ministro. “È una valutazione politica, economica e internazionale che personalmente mi vede totalmente a favore”, ha aggiunto Crosetto.

Il titolare della Difesa ha comunque riconosciuto i limiti delle capacità nazionali: “È una cosa che ci metterà anche qua in difficoltà, perché non siamo gli Stati Uniti, non abbiamo risorse illimitate e viviamo in una epoca in cui purtroppo queste minacce da un momento all’altro possono diventare realtà”.

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