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Volkswagen realizzerà armi con l’israeliana Rafael?

Arenate le trattative con la conterranea Rheinmetall, Volkswagen starebbe portando avanti la discussione con l'israeliana Rafael Advanced Defence Systems: la sola speranza di salvare l'impianto di Osnabrück che non ha alcun progetto industriale dopo la fine della produzione della T-Roc Cabriolet pare sempre più passare per armi e difesa

Se più di un indizio fa una prova, sembra ormai certo che il principale costruttore d’auto tedesco, ovvero Volkswagen, alle prese con una crisi che non ha eguali nella sua storia, proverà a salvare la sorte quantomai in bilico almeno di un suo stabilimento in Germania allargando i propri orizzonti al business delle armi.

MOLLATA DA RHEINMENTALL VW S’E’ RIVOLTA AGLI ISRAELIANI?

Chi segue con assiduità Start ricorderà che negli ultimi mesi la notizia è rimbalzata in più di una occasione anche e soprattutto perché nel corso del 2025 l’amministratore delegato di Rheinmetall, la maggiore industria tedesca nel campo degli armamenti, aveva detto chiaramente che poteva essere interessato all’acquisizione dell’impianto di Osnabrück per riconvertirlo alla produzione militare.

Attualmente Armin Papperger, il top manager alla guida della principale azienda della difesa, tace ma questo non ha fermato Vw che di recente ha presentato – senza mai esporre il proprio marchio – alcuni prototipi di blindati a una fiera del settore.

Scoperta dalla rivista tedesca Defence Network che ha riportato per prima la notizia (con tanto di fotografie) la Casa di Wolfsburg ha dovuto ammettere di aver realizzato queste concept car in tenuta mimetica in quel di Osnabrück, proprio lo stabilimento attenzionato da Rheinmetall e che, è noto, rischia seriamente la chiusura.

LA FABBRICA VOLKSWAGEN NON HA ALTRA SCELTA: DOVRÀ PRODURRE ARMI

Lo scorso 10 marzo Volkswagen ha annunciato di aver registrato un calo di quasi la metà del suo utile netto nel 2025, attestato a 6,9 miliardi di euro, raggiungendo così, come sottolineato da Teleborsa, il livello più basso dalla crisi del Dieselgate nel 2016.

Per questo è diventato evidente a tutti che il piano di tagli per 10 miliardi siglato nella cosiddetta “tregua di Natale”, ovvero il sì ottenuto dai rappresentanti dei lavoratori, agli sgoccioli di un 2024 costellato dagli scioperi, andava revisionato. Si parla perciò di 50mila licenziamenti contro i precedenti 30/35mila. E si vaticina in modo ancora più insistente la chiusura di alcuni impianti in Germania. Tra questi figura appunto Osnabrück che, secondo i dati ufficiali, attualmente impiega 2.300 persone e non ha ancora alcun progetto dopo la fine della produzione della T-Roc Cabriolet prevista per il 2027.

I PIANI BELLIGERANTI DI VW

Ora secondo quanto riportato dal Financial Times Volkswagen sarebbe in trattative con l’israeliana Rafael Advanced Defence System, società controllata dallo Stato israeliano e nota per aver realizzato lo scudo anti-missili Iron Dome, per un accordo che sposterebbe la produzione del sito di Osnabrück  dalle automobili alle armi, per la precisione ai sistemi di difesa missilistica.

L’accordo, dettaglia Teleborsa, porterebbe nello stabilimento situato nel land della Bassa Sassonia la produzione di camion pesanti per il trasporto dei sistemi anti-missile, dei lanciatori e dei generatori elettrici. Rafael, inoltre, potrebbe realizzare un altro impianto in Germania per fabbricare i missili.

Volkswagen ha dichiarato che, pur essendo in discussione con diversi operatori di mercato, non intende adibire il sito alla produzione di armi “vere e proprie” lasciando intendere dunque che preferisce realizzare – probabilmente per non sporcare la propria immagine faticosamente ripulita dopo lo scandalo Dieselgate – blindati e strumenti afferenti la difesa. Ma questi sono dettagli, soprattutto alla luce del possibile pivot industriale in atto.

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