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Volkswagen e non solo, così le Case tedesche vanno all’autoscontro sul diesel

Dieselgate

L’articolo di Luciano Mondellini, giornalista di Mf/Milano Finanza, su come le Case automobilistiche discutono del futuro dei motori diesel

Il Salone dell’Auto di Ginevra è tradizionalmente l’appuntamento-chiave dell’anno per il settore automobilistico europeo per quanto riguarda non solo i prodotti ma anche le scelte politiche del comparto. E mai come ieri si è potuto notare che il comparto è diviso di fronte alle scelte cruciali per il futuro.

LE PAROLE DI MARCHIONNE

«Le case automobilistiche tedesche intendono continuare a produrre diesel riservando a tali modelli una parte importante» della loro produzione, ha spiegato l’amministratore delegato di Fca Sergio Marchionne al termine della riunione dei costruttori europei associati all’Acea, tenutasi ieri tra gli stand del Salone.

DOSSIER DIESEL

«Sì, abbiamo parlato di diesel», ha ammesso il numero uno del Lingotto. «C’è stato un impegno da parte dei produttori tedeschi a conservare il diesel come una parte importante della produzione, che non ha trovato appoggio dappertutto. I tedeschi hanno detto che le vendite sono aumentate e sono convinti che il diesel abbia un futuro», ha proseguito Marchionne. Che poi si è lasciato andare a un laconico «mah…» di commento.

LE DECISIONI

L’altroieri d’altronde Marchionne aveva dato appuntamento al piano industriale per l’annuncio delle decisioni di Fca sul diesel, ma non ha mai smentito le indiscrezioni del Financial Times di domenica che avevano rivelato l’intenzione del Lingotto di abbandonare la produzione di veicoli a gasolio a partire dal 2022. Sulla stessa strada anche la giapponese Toyota, che dovrebbe abbandonare la tecnologia diesel in Europa a partire da quest’anno.

CHE COSA SI DICE IN GERMANIA

Come si diceva, però, in Germania la pensando diversamente. A Ginevra infatti Matthias Mueller, il numero uno del colosso Volkswagen, ha spiegato che non bisognerà aspettare molto prima che il diesel torni in auge. «La teconologia a gasolio vedrà presto una rinascita perché la gente si accorgerà presto che si tratta di un concetto di guida molto comodo», ha spiegato Mueller. «Una volta che la gente si renderà conto che il nuovo diesel saranno eco-friendly, non ci saranno motivi per non comprare una vettura a gasolio», ha aggiunto il numero uno di Wolfsburg.

GLI SBUFFI TEDESCHI

Il tutto nonostante Volkswagen abbia accantonato oltre 20 miliardi di euro per le spese legate allo scandalo Dieselgate e benché la settimana scorsa il Tribunale di Lipsia abbia dato facoltà alle amministrazioni comunali tedesche di vietare l’ingresso in città ai veicoli diesel (cosa che molte municipalità stanno già valutando).

IL DIESEL SAGGIO

A sostegno della visione tedesca ieri Matthias Wissman, presidente dell’organizzazione internazionale dei costruttori di automobili (Oica), ha spiegato che «non è saggio» vietare il diesel. «Il vantaggio del diesel è chiaro. In confronto alla benzina la performance del diesel sul fronte delle emissioni Co2 di è davvero migliore», ha continuato, sostenendo che «la maggior parte delle persone, compresi i politici, non lo sanno». Il diesel è criticato soprattutto per le emissioni di ossido d’azoto ma, secondo Wissman, le ultime generazioni di motori su questo fronte sono migliorate molto. Va infine notato che Wissman è presidente anche dell’associazione tedesca dei costruttori automobilistici.

(articolo di Mf/Milano Finanza)

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