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Vi spiego perché Ita non riuscirà a ben decollare (e Ryanair aumenterà i prezzi)

Alitalia

Che cosa succederà a Ita (e non solo). Ecco lo scenario (numeri alla mano, vista la ripartenza dei voli) secondo Ugo Arrigo, economista esperto di trasporti

Alcuni grafici per mostrare le conseguenze industriali di Ita sul trasporto aereo italiano.
In primo luogo il mercato italiano in base ai dati più recenti: qui i livelli di traffico, voli e passeggeri, nel mese di luglio, ponendo uguale a 100 i dati di luglio 2019. 
Sull’intero mercato i passeggeri sono stati circa la metà di luglio 2019 e i voli circa il 60% ma questi dati derivano da dinamiche molto differenti tra i singoli segmenti: i voli nazionali e i loro passeggeri sono al 90% di due anni fa mentre i voli internazionali solo al 50%.
Dunque in luglio il mercato dei voli domestici è quasi tornato ai livelli pre pandemia e i relativi aerei nuovamente a riempirsi (a differenza di quelli che volano verso l’Europa, meno affollati, o il lungo raggio, rimasti semivuoti).
La tendenza al miglioramento del mercato si è accentuata in agosto, mese in cui il livello dei voli (non si conoscono ancora i passeggeri) secondo Eurocontrol si è attestato in Italia al 75% rispetto a luglio 2019, con un incremento di oltre 10 punti % rispetto al mese precedente.
Questo dato consente di prevedere che il recupero rispetto al 2019 del mercato domestico si sia portato in agosto al di sopra del 100%, probabilmente attorno a quota 105. I voli domestici avrebbero dunque già recuperato tutti gli effetti della pandemia.
Si tratta di un’ottima notizia per il modello di offerta della vecchia Alitalia che si è sempre concentrata sui voli nazionali, trasportandovi ante pandemia almeno 12 milioni di passeggeri all’anno, oltre il 55% dei suoi pax totali.
Dato che il segmento domestico è tornato ai livelli ante pandemia Ita potrebbe contare di ripartire dai 12 milioni di pax annui che vi trasportava Alitalia. Purtroppo, non sappiamo quanto per diktat dell’Ue e quanto per scelta autonoma, Ita ha deciso di partire molto piccola.
Ma con Ita così piccola come faranno gli italiani a volare sui cieli nazionali?
E infatti la risposta è che non potranno. Facciamo altri due calcoli: quanti aerei servivano ad Alitalia per trasportare 12 mil. di pax annui sui voli domestici, cioè 33mila al giorno?
Stimando 110 passeggeri in media a bordo su una capacità media di circa 150 posti e 5 voli in media al giorno per aereo, servivano 300 voli quotidiani, realizzati da una flotta di 60 aerei dedicata al mercato domestico.
È una stima plausibile che lascia poco più di altri 30 aerei di medio raggio ai voli europei ante covid, più i 26 di lungo raggio, per un totale che torna ai 118 che erano alla fine del 2017 nella disponibilità dei commissari di AZ. Ma Ita ha scelto di partire dimezzata…
Ipotizziamo dunque che Ita parta solo con circa 30 aerei per i voli nazionali. Ma con essi non potrà trasportare i 12 mil. di passeggeri della vecchia AZ ma solo 6, o al massimo, riempiendo di più gli aerei, 7 milioni. Gli altri 5 o 6 milioni o più resteranno a terra.
Dovranno dunque cercarsi un altro vettore, a cui tuttavia l’eccesso di domanda che si è così creato permetterà un consistente aumento dei prezzi. E infatti O’Leary di Ryanaiar ha annunciato forti rincari già da ottobre, cosa di cui non dubitavamo.
Così gli italiani faticheranno a viaggiare e dovranno spendere molto di più sia per spostarsi che per sostenere la CIGS dei dipendenti di Alitalia, i quali non produrranno più i voli sui quali essi avrebbero invece voluto viaggiare.
Una perfetta quadratura del cerchio.

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