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Vi dico cosa succede in Ferrari

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Ferrari

Innovazione e partecipazione garanzia di salute. “Ci auguriamo che il protocollo sanitario Ferrari possa essere preso a modello da altri”. L’intervento di Bentivogli (Fim-Cisl)

E’ stata lanciata la App e il protocollo sanitario “Back on Track” (Torna in Pista) in Ferrari. Siamo ancora lontani dalla ripartenza, i numeri non sono ancora favorevoli, ma è determinante iniziare a pianificarla subito e il protocollo Ferrari ne è un esempio, che segue le indicazioni che la Fim Cisl sta proponendo in queste settimane.

La fase 2 è molto importante perché abbiamo l’occasione di costruire misure di sicurezza nuove e stabili per le persone, ripartire con la massima attenzione agli ambienti di lavoro e quindi alla salute e alla sicurezza dei dipendenti, un’attenzione che guardi oltre l’attuale emergenza sanitaria, come è avvenuto in questo caso in Ferrari. Questo protocollo, condiviso con i nostri RLS (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza), che devono essere costantemente impegnati nel suo aggiornamento, rappresenta una sorta di rivoluzione, perché contribuirà a cambiare per sempre l’organizzazione del lavoro e, quindi, della produzione. Si tratta di una grande sfida alla quale sindacati, azienda e lavoratori devono arrivare preparati.

Non è escluso che il “protocollo sanitario Ferrari” possa essere preso presto a modello da altre aziende. Ora occorre agire con competenza e progettualità, garantendo sia la massima tutela dei dati personali sia la verifica immediata delle condizioni di salute dei lavoratori per tutelare i più vulnerabili (dal punto di vista medico “ipersuscettibili”) perché la necessità di contenere il contagio sarà determinante ancora a lungo. Abbiamo l’occasione di costruire un mondo migliore e un Paese sicuro in cui le persone si sentano meno fragili. Perciò esprimiamo un giudizio positivo su questa sperimentazione, con la quale la Ferrari dimostra di avere a cuore la salute dei suoi dipendenti e la disponibilità a condividere con chi li rappresenta ogni cambiamento delle condizioni lavorative.

La prima fase della riapertura delle sedi di Maranello e Modena, secondo le tempistiche e le modalità definite dalle autorità nazionali, prevede anzitutto la piena attuazione del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, sottoscritto il 14 marzo da sindacati, governo e associazioni datoriali, ulteriormente rafforzato e personalizzato con il supporto di competenze specialistiche qualificate sugli ambienti di lavoro Ferrari.

Oltre agli ambienti di lavoro, la fase successiva prevede uno screening dei collaboratori Ferrari, su base volontaria, con esami del sangue mirati a “verificare il loro stato di salute in relazione alla diffusione del virus”, segnalano da Maranello. Lo screening servirà a definire un primo quadro dello stato sanitario della popolazione aziendale analizzata. Si prevede poi l’allargamento del servizio alla Comunità Ferrari, ovvero ai familiari conviventi dei collaboratori, qualora interessati, e al personale dei fornitori presente in azienda. Nell’ultima fase si offre l’opportunità a ciascun collaboratore di servirsi di una App per avere un supporto medico sanitario nel monitoraggio della sintomatologia del virus.

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