Mobilità

Tutti i subbugli in Veneto per i pedaggi lievitati della Cav di Dibennardo (Anas)

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cav

Che cosa sta succedendo ai pedaggi della società Cav (di Anas e Regione Veneto) guidata da Dibennardo

Mentre i pedaggi autostradali si dimezzano per la Liguria e per le gran parti delle regioni italiane non ci saranno aumenti per il 2020, per il Veneto i rincari ci saranno. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha concesso un aumento dell’1,20%: pendolari ed enti locali protestano. Andiamo per gradi.

MILLEPROROGHE: RINCARI RINVIATI

Partiamo dal principio. I rincari delle maggiori tratte autostradali italiane sono stati rinviati. “Sul 95% della rete autostradale italiana i pedaggi non aumenteranno”, ha annunciato il ministero delle Infrastutture e dei Trasporti. I rincari tariffari previsti dal 1 gennaio 2020, infatti, sono stati quasi tutti rinviati con il decreto Milleproroghe.

CAV TRA LE ECCEZIONI

Ad alcune concessionarie l’aumento delle tariffe ha ricevuto il via libera del dicastero retto da Paola De Micheli (Pd). È stato concesso un rincaro del 4,88% alla società Autovia Padana, che gestisce la Piacenza-Brescia, e del 3,79% alla Brebemi.

A Cav, la società che gestisce la Venezia-Padova e il Passante di Mestre, l’aumento autorizzato è dell’1,20 per cento.

L’ASSETTO SOCIETARIO

Cav, guidata da febbraio 2019 da Ugo Dibennardo (uomo Anas),, è una società per azioni costituita il primo marzo 2008, in modo paritetico, da Anas (controllata dallo Stato) e Regione Veneto, “con il compito di rimborsare all’Anas le somme anticipate per la costruzione del Passante di Mestre, recuperare risorse da destinare ad ulteriori investimenti di infrastrutture nel Veneto e gestire il complesso sistema di attraversamento del Veneto orientale costituito dall’abbinamento del Passante alla Tangenziale di Mestre”.

Dibennardo, tra l’altro, secondo alcune indiscrezioni è in predicato di sostituire l’attuale numero uno dell’Anas, Massimo Simonini; è in corsa comunque anche l’amministratore delegato di Consip, Cristiano Cannarsa.

QUANTO VALGONO GLI AUMENTI

Torniamo agli aumenti. Ad oggi è ancora difficile stabilire quanto valga questa concessione fatta a Cav. La società autostradale non ha ancora stabilito i nuovi pedaggi, i cui aumenti verranno modulati per le varie tratte e per le varie tipologie di veicoli (l’aumento non si applica in automatico, dunque).

Secondo i calcoli realizzati dal quotidiano Nuova Venezia-Mattino di Padova, l’aumento potrebbe valere un milione di euro solo sulla tratta Mestre – Padova est, se il pedaggio dovesse passare dai 2,80 a 3,00 euro (i calcoli sono approssimativi).

LE PROTESTE DI PENDOLARI ED ENTI LOCALI

Non ci stanno pendolari ed enti locali. Qualcuno protesta sui social e promette di disertare la tratta autostradale per intasare le arterie statali.

L’assessore del Comune di Venezia, Renato Boraso, ha definito questi aumenti “inaccettabili”, “visti gli utili di Cav”. Si tratta dell’ennesimo “schiaffo a Dolo e alla Riviera del Brenta”, ha commentato l’assessore di Dolo, Matteo Bellomo.

LE PRECISAZIONI DELLA REGIONE

La Regione, azionista di Cav, intanto prende le distanze dalla decisione e precisa, tramite le parole dell’assessore Elisa de Berti (Lega), che “la materia regolatoria è di esclusiva competenza del governo e del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti”.

Sempre la De Berti prova a tranquillizzare che “gli aumenti dei pedaggi destinati a Cav saranno comunque indirizzati a realizzare migliorie ed efficientamento della rete gestita”.

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