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Usa, a Lockheed Martin contratto per i Black Hawk in attesa dell’elicottero del futuro

Lockheed Martin Black Hawk

Sikorsky, controllata di Lockheed Martin, si è aggiudicata un contratto pluriennale da 2,3 miliardi di dollari dallo Us Army per i Black Hawk 

 

Sikorsky, controllata di Lockheed Martin, si è aggiudicata un contratto da 2,3 miliardi di dollari dall’esercito americano per la costruzione di 120 elicotteri H-60M Black Hawk.

Si tratta del decimo contratto quinquennale per la società americana. Inoltre, il contratto include opzioni per altri 135 velivoli sia per lo Us Army che per altri clienti attraverso le vendite militari estere.

Lo ha annunciato il 27 giugno il Pentagono, precisando che le forze armate statunitensi continuano la ricerca di un elicottero di nuova generazione.

Come ha sottolineato DefenseNews, l’esercito si prepara ad assegnare un contratto a Bell o al tandem Sikorsky-Boeing per costruire il futuro velivolo d’assalto a lungo raggio (Flraa) destinato a sostituire il Black Hawk. Secondo i piani del Pentagono, il Flraa entrerà in servizio entro il 2030.

E al programma dell’US Army Future Vertical Lift guarda anche la difesa italiana.

Tutti i dettagli.

IL CONTRATTO A LOCKHEED MARTIN PER I BLACK HAWK

“Questo accordo pluriennale consente all’esercito di soddisfare le esigenze di capacità attuali e future attraverso aggiornamenti, rigenerazione, sostituzione e inserimenti tecnologici”, ha affermato il colonnello Calvin Lane, project manager di Utility Helicopters.

Come sottolinea la nota di LM, l’esercito continuerà a utilizzare l’H-60M per i prossimi decenni e insieme alla flotta futura.

Sikorsky continua infatti a modernizzare e migliorare il Black Hawk per soddisfare le missioni impegnative e in evoluzione dell’esercito.

L’attività Sikorsky di Lockheed continua “a investire nella piattaforma Black Hawk, dal supporto alla trasformazione digitale e alla modernizzazione, per fornire ai nostri clienti il ​​vantaggio competitivo di cui hanno bisogno”, ha affermato Nathalie Previte, vicepresidente dei programmi Sikorsky dell’esercito e dell’aeronautica.

Le consegne previste dal contratto inizieranno a luglio e continueranno fino al 2027.

IL VALORE DEL CONTRATTO

Inoltre, il contratto quinquennale include opzioni per altri 135 velivoli. Quest’ultimi saranno disponibili per l’esercito o per altre agenzie e alleati statunitensi.

Pertanto — se esercitate le opzioni — il contratto potrebbe valere 4,4 miliardi di dollari, ha precisato l’esercito.

IL PROGRAMMA FUTURE VERTICAL LIFT DEGLI STATI UNITI

L’esercito degli Stati Uniti ha avviato il programma chiamato Future Vertical Lift, che rivoluzionerà la componente ad ala rotante. In questo momento è suddiviso in due sottoprogrammi, il FARA (Future Attack Reconnaissance Aircraft), più leggero, per gli elicotteri da ricognizione e scorta e il FLRAA, (Future Long-Range Assault Aircraft), più grande.

La proposta di Lockheed Martin per entrambi è basata sulla tecnologia X2 del doppio rotore coassiale.

BELL E SIKORSKY CON BOEING A LAVORO NEGLI USA

A marzo 2020 il Pentagono ha assegnato gli accordi Competitive Demonstration and Risk Reduction (CD&RR) a Sikorsky di Lockheed Martin e a Bell Textron per il suo programma FLRAA.

Per il programma FLRAABell Textron propone il velivolo convertiplano V-280 Valor. Sikorsky offre invece l’elicottero composito a rotori coassiali Defiant SB-1 sviluppato congiuntamente con la Boeing.

ANCHE L’ITALIA GUARDA AL FVL CON LEONARDO

Infine, anche il nostro paese è interessato alla rivoluzione dell’ala rotante.

Per gli elicotteri di quinta generazione la Difesa italiana esaminerà lo studio di Leonardo-Lockheed Martin in materia Fvl (Future Vertical Lift).

“Come confermato dall’Amministratore Delegato Alessandro Profumo in audizione parlamentare, Leonardo ha consegnato al Ministero della Difesa lo studio, effettuato in collaborazione con Lockheed Martin, per valutare una cooperazione congiunta in materia di Future Vertical Lift”, ha scritto Rid (Rivista Italiana Difesa) lo scorso dicembre.

Lockheed Martin era alla ricerca infatti di un partner europeo per gestire le vendite europee e condividere i costi del rischio sul programma Fvl. Come annunciato nel dicembre 2020 in audizione alla Commissione Difesa alla Camera da Luigi Piantadosi, già direttore Europa e Nato per Lockheed Martin, nominato poi direttore di “Future Vertical Lift International” di Sikorsky.

“La Difesa italiana a questo punto valuterà i risultati e prenderà una decisione circa l’avvio di una cooperazione e di uno sviluppo congiunto con gli Stati Uniti”, sottolineava Rid.

Nell’ultimo Documento programmatico pluriennale della Difesa 2021-2023, si menziona infatti l’iniziativa “Future Fast Rotorcraft”. Il ministero della Difesa esaminerà le “tecnologie emergenti” nel settore e il possibile sviluppo di una piattaforma denominata “Next Generation Fast Helicopter”. L’investimento previsto è pari a 129 milioni di euro fino al 2032.

IL MESSAGGIO DEL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA

Per ultimo, a spingere in questa direzione ci ha pensato il capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone. Quest’ultimo è intervenuto in audizione presso le Commissioni riunite Difesa di Camera e Senato lo scorso marzo. “Oggi si devono porre le premesse affinché la Difesa possa inserirsi nelle iniziative industriali che nel prossimo decennio daranno vita a una rivoluzione tecnologia: la piattaforma aerea di sesta generazione, i nuovi assetti ad ala rotante Future vertical lift, i progetti e servizi per lo spazio, la piena operatività degli F35” ha sottolineato Dragone.

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