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Elicotteri, alla Difesa atterra lo studio di Leonardo e Lockheed Martin su Fvl

Fvl

Leonardo e l’americana Lockheed Martin hanno consegnato alla Difesa lo studio in materia Future vertical lift (Fvl)

 

Per gli elicotteri di quinta generazione la Difesa italiana esaminerà lo studio di Leonardo-Lockheed Martin in materia Fvl (Future Vertical Lift).

“Come confermato dall’Amministratore Delegato Alessandro Profumo in audizione parlamentare, Leonardo ha consegnato al Ministero della Difesa lo studio, effettuato in collaborazione con Lockheed Martin, per valutare una cooperazione congiunta in materia di Future Vertical Lift”, ha scritto Rid (Rivista Italiana Difesa).

Lo studio arriva a un anno dall’indiscrezione del Sole 24 Ore sull’ipotesi di collaborazione nello sviluppo di un nuovo elicottero di taglia media, civile e militare, fra il gruppo ex Finmeccanica e il colosso della difesa statunitense.

Lockheed Martin era alla ricerca infatti di un partner europeo per gestire le vendite europee e condividere i costi del rischio sul programma Fvl. Come annunciato lo scorso dicembre in audizione alla Commissione Difesa alla Camera da Luigi Piantadosi, già direttore Europa e Nato per Lockheed Martin, nominato a luglio direttore di “Future Vertical Lift International” di Sikorsky, controllata della società americana.

“La Difesa italiana a questo punto valuterà i risultati e prenderà una decisione circa l’avvio di una cooperazione e di uno sviluppo congiunto con gli Stati Uniti”, sottolinea Rid.

Nell’ultimo Documento programmatico pluriennale della Difesa 2021-2023, si menziona infatti l’iniziativa “Future Fast Rotorcraft”. Il ministero della Difesa esaminerà le “tecnologie emergenti” nel settore e il possibile sviluppo di una piattaforma denominata “Next Generation Fast Helicopter”. L’investimento previsto è pari a 129 milioni di euro fino al 2032.

Tutti i dettagli.

LO STUDIO DI LEONARDO CON LOCKHEED MARTIN SU FVL

In particolare, “lo studio ha riguardato requisiti, capacità e mercati di un potenziale elicottero medio multiruolo e multimissione basato sull’utilizzo della tecnologia compound”, riporta Rid.

IL PROGRAMMA FUTURE VERTICAL LIFT DEGLI STATI UNITI

L’esercito degli Stati Uniti ha avviato il programma chiamato Future Vertical Lift. In questo momento è suddiviso in due sottoprogrammi, il FARA (Future Attack Reconnaissance Aircraft), più leggero, per gli elicotteri da ricognizione e scorta e il FLRAA, (Future Long-Range Assault Aircraft), più grande.

La proposta di Lockheed Martin per entrambi è basata sulla tecnologia X2 del doppio rotore coassiale.

BELL, SIKORSKY CON BOEING A LAVORO NEGLI USA

A marzo 2020 il Pentagono ha assegnato gli accordi Competitive Demonstration and Risk Reduction (CD&RR) a Sikorsky di Lockheed Martin e a Bell Textron per il suo programma FLRAA.

Per il programma FLRAABell Textron propone il velivolo convertiplano V-280 Valor mentre Sikorsky offre l’elicottero composito a rotori coassiali Defiant SB-1 sviluppato congiuntamente con la Boeing.

COSA AVEVA DETTO LUIGI PIANTADOSI IN AUDIZIONE UN ANNO FA

Come aveva delineato il manager di Lockheed Martin in Commissione Difesa l’anno scorso, “Lockheed Martin e Sikorsky hanno sviluppato un elicottero con tecnologia chiamata «X2». Questo elicottero ha un controrotore superiore che elimina la necessità di avere un rotore di coda, poiché l’elicottero non si avvita più su sé stesso a causa della perdita del rotore posteriore, e questo ci ha consentito di installare un propulsore che in fase di volo può spingere l’elicottero a velocità sinora impensabili”.

LE TEMPISTICHE

Secondo la tabella di marcia tracciata un anno fa da Luigi Piantadosi, “tra il 2023 e il 2024 saranno aggiudicati i contratti e la fornitura dei primi velivoli. Parliamo di fase di accettazione con diciotto velivoli per il FARA e sei per il FLRAA, quello più grande, nel 2023-2024. Per l’entrata in servizio parliamo di 2027 per il grande e di 2028 per il più piccolo”.

IL RIFERIMENTO AL GRUPPO LEONARDO DEL MANAGER LOCKHEED MARTIN

“Il parere personale è che, essendoci un’industria elicotteristica italiana di primo piano, l’Italia si candida a essere il Paese, forse al primo posto, per poter discutere una tale partnership e assumere un ruolo primario. Si tratta praticamente di decidere in tempi rapidi se vogliamo divenire utilizzatori oppure sviluppatori di questa tecnologia” aveva sottolineato l’anno scorso il manager di Lockheed Martin. Il riferimento all’industria italiana era ovviamente a Leonardo.

LEONARDO HA CAMBIATO IDEA RIGUARDO LA COLLABORAZIONE CON LOCKHEED MARTIN?

Leonardo ha quindi cambiato idea in merito alla collaborazione con il gruppo americano per studiare insieme un’ipotesi di collaborazione industriale per un nuovo elicottero.

“Lo studio, secondo fonti autorevoli, è stato commissionato in seguito a una proposta di collaborazione fatta dal gruppo americano nel corso di incontri a Roma con i vertici di Leonardo e con il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini” riferiva lo scorso novembre il Sole 24 Ore.

Tuttavia, secondo il quotidiano confindustriale “la prima reazione di Leonardo però sarebbe stata tiepida perché un nuovo elicottero potrebbe cannibalizzare altri progetti del gruppo, a partire dal nuovo Mangusta (Aw249 o Nees), che è in ritardo di due anni e beneficia di oltre 1,1 miliardi di euro di finanziamento statale. Ai militari invece l’idea piace, perché il nuovo elicottero sarebbe più potente e più veloce del Mangusta”.

IL PROGRAMMA FUTURE FAST ROTERCRAFT NEL DPP 2021-2023

Infine, ricordiamo che tra le novità nei programmi aeronautici contenuti nel Dpp 2021-2023 c’è proprio il “Future Fast Rotorcraft”.
“L’iniziativa Future Fast Rotorcraft si pone l’obiettivo di soddisfare l’interesse ed il coinvolgimento nazionale nello studio delle emergenti tecnologie nel comparto elicotteristico, valorizzando al contempo le capacità industriali nazionali di settore, attraverso lo sviluppo di un Next Generation Fast Helicopter basato su soluzioni tecnologiche avanzate e potenzialmente disruptive, quali ad esempio rotori a tecnologia coassiale, pusher propeller, ecc” si legge nel Dpp.

LE ATTIVITÀ DI 2° FASE AVVIATE NEL 2022

Le attività della 2° Fase dell’iniziativa saranno avviate a partire dal 2022 “a valle della finalizzazione degli studi di fattibilità in corso di svolgimento”. Ciò includerà “la ricerca di adeguate sinergie con i programmi internazionali” e l’esame di “requisiti operativi, costi, tempi e rischi associati all’iniziativa”.

IL FINANZIAMENTO

Il programma presenta un finanziamento sul bilancio del Ministero della Difesa per complessivi 129 milioni di euro distribuiti in 12 anni. Il primo milione è messo a budget già l’anno prossimo.

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