Mobilità

Uber condannata per trasporto illegale

di

Uber Cina

La corte francese condanna Uber e due suoi dirigenti ad una multa salata: l’app UberPop si serve di autisti senza licenza

Uber condannata in Francia, per trasporto illegale. Il nemico numero uno dei taxi dovrà pagare una multa di 800mila euro (di cui la metà sospesa ) per aver attivato sul territorio nazionale il servizio Uber Pop. L’app dell’azienda americana consente al cliente di trovare il suo autista tramite servizio di geolocalizzazione e la tariffa della corsa viene stabilita in base alla gamma di veicoli, alle ore di guida, o in base alla congestione del traffico. Tutti, in pratica, possono essere autisti.

Uber: le motivazioni della condanna

La sentenza condanna il servizio UberPop perchè esercitato da conducenti che non hanno licenze professionali. A condannare Uber è stato il Tribunale di Parigi, che oltre alla società americana ha anche condannato, per pratiche commerciali ingannevoli e concorso in esercizio di servizi di trasporto illegale, Pierre Dimitri, il responsabile del servizio per l’Europa il Medioriente e l’Africa, e a Thibaud Simphal, manager generale per il Paese. Il primo deve pagare 30mila euro, il secondo 20mila.

Nonostante le sanzioni imposte, la Corte Francese, si può dire, è stata clemente. Come si legge su The New York Times, infatti, Uber avrebbe potuto pagare una multa fino a 1,7 milioni di dollari, mentre i dirigenti sarebbero potuti finire in carcere (5 anni) e avrebbero potuto pagare una multa di 340mila dollari ciascuno.

Uber - Taxi Parigi

Uber: servizio sospeso anche in Italia

Nella sua corsa all’espansione, Uber è stata presa di mira in molte città. I tassisti “tradizionali” in Francia e altri paesi europei sono scesi in campo per limitare i servizi della startup rivoluzionaria, accusando la società americana di non aver norme conformi alle norme locali, rappresentando in alcune città una minaccia per la sicurezza pubblicaIn Francia le proteste sono state numerose: i tassisti hanno scioperato più volte ottenendo anche l’appoggio del Governo, che ha varato nuove regole per il noleggio di vetture con conducente. Uber è stato costretto a sospendere il servizio nella scorsa estate. Anche in Italia, l’azienda di San Francisco ha sospeso il servizio, per ordine del tribunale di Milano. Con una sentenza dello scorso 26 maggio 2015, i giudici avevano accolto il ricorso per concorrenza sleale dei tassisti milanesi.

La condanna e le diverse sospensioni del servizio, però, non scoraggiano i dirigenti di Uber, come riporta The New York Times. “La sentenza non influirà sul nostro servizio”, ha commentato Gareth Mead, un portavoce dell’azienda di San Francisco. La società può sperare in una rivincita: la Commissione Europea infatti sta pensando a delle linee guida sulla sharing economy, che permettono  ai 28 dell’Unione di vietare solo in casi estremi le piattaforme di economia condivisa.

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