Mobilità

Tassisti parigini contro Uber e VTC. Le ragioni dello scontro

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Uber - Taxi Parigi

Le ragioni della protesta dei tassisti parigini contro Uber e Vtc. Proteste anche in Italia

La protesta dei tassisti Parigini contro i veicoli Vtc (Veicoli per turisti con conducente) e Uber, iniziata ieri, non sembra placarsi. Secondo quanto si apprende dalle notizie in diretta date da Le Monde e Le Parisien, anche oggi potrebbero verificarsi degli scontri.

Nella giornata di ieri Parigi sembrava un campo di battaglia, con strade bloccate, pneumatici in fiamme, violenti scontri tra polizia e manifestanti. 1.200 conducenti di taxi hanno bloccato le strade intorno ai due aeroporti di Parigi, Roissy e Orly, e nei pressi di Porte Maillot, nel versante nord della città. Le proteste, secondo quanto riferito su Le Parisien, hanno interrotto l’area intorno a Blagnac e la stazione ferroviaria di Tolosa ( Alta Garonna), mentre nel Bouches – du – Rhône , 500 taxi hanno protestato senza incidenti. Manifestazioni anche a Lille, a Nord di Parigi. A Marsiglia i tassisti per protestare hanno scelto la formula della cosiddetta ‘operazione lumaca’, in cui i taxi camminavano in corteo a bassa velocità.

Auto Vtc, Uber e Taxi

Uber è l‘app americana che offre un servizio di mobilità rivoluzionario. Il cliente trova il suo autista grazie alla geolocalizzazione e la tariffa viene stabilita in base alla gamma di veicoli, alle ore di guida, o in base alla congestione del traffico. Servizio simile offrono i veicoli VTC.

Per i taxi non è così. Il sistema di prenotazione è diverso e gli autisti hanno l’obbligo legale di calcolare i prezzi in base alla distanza percorsa o il tempo trascorso, secondo un atto ufficiale stabilito dalla prefettura.

Vtc e Uber sono convenienti, pratici e veloci: tanti sono i clienti che preferiscono il servizio, a discapito dei tassisti, che vedono il loro lavoro diminuire. I taxi della Francia, a dire il vero, hanno ottenuto alcune concessioni da parte delle autorità per limitare la concorrenza. Un veicolo VTC deve essere prenotato in anticipo, non può essere fermato da un cliente per strada (questo rimane prerogativa di taxi) e non ha stazioni nelle città più importanti del Paese (anche questo è solo prerogativa dei Taxi).

Il servizio Uber, invece, è stato ufficialmente vietato il primo gennaio 2015 con una apposita legge. I manager francesi della compagnia Thibault Simphal e Pierre-Dimitri Gore-Coty sono stati anche arrestati per complicità nel servizio, che ha continuato a operare clandestinamente.

Ma perchè allora i tassisti protestano contro Vtc e Uber?

Gli scioperi e le proteste hanno come obiettivo fare pressione sul governo prima della pubblicazione dei decreti sulla formazione dei conducenti VTC. La questione della concorrenza sleale si risolve in un’unica parola: licenze.

Quella dei tassisti è una professione regolamentata: non si può esercitare senza ottenere un certificato di idoneità professionale, rilasciato dalla prefettura dopo un periodo di formazione ed un esame. Il veicolo,inoltre, deve essere dotato di tassametro e dispositivo luce sul tetto. Ma soprattutto, la professione dei tassisti è soggetta a licenza. Chi vuole intraprendere questo lavoro deve ottenere il riscatto di una licenza esistente da un altro pilota che abbandona la professione. Queste licenze però costano tanto: i prezzi variano da 100.000 euro per una città di periferia e 200.000 euro o più a Parigi.

Un tassista è soggetto ad investimento iniziale importante, a differenza di un conducente VTC, che deve solo avere un veicolo.

Proteste contro Uber anche in Italia

Proteste anti-Uber e contro l’abusivismo nel settore si sono tenute ieri anche in Italia. Alcune centinaia di tassisti hanno manifestato a Roma in piazza Santi Apostoli. Taxi fermi anche a Firenze. I tassisti napoletani aderenti alla USB (Unione sindacale di Base) hanno scioperato dalle 8 alle 22. Un corteo di auto è partito ieri poco prima delle 10.30 da piazza San Francesco, diretto in Prefettura.

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