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Alitalia, ecco tutti i dubbi su Ita

Alitalia Lufthansa

Quali sono i piani di Ita? E riuscirà davvero a decollare al posto di Alitalia? L’analisi di Alfredo Roma, già presidente Enac, per Affari Internazionali

Dopo il via libera dell’Ue al piano industriale, la nuova compagnia aerea italiana partirà il 15 ottobre con meno di 3mila dipendenti e 52 aerei. Il pareggio di bilancio è previsto nel 2023. Da subito si opereranno rotte intercontinentali. La nuova Alitalia si chiamerà Ita.

È questo il segno di discontinuità che voleva la Commissione? Se Ita vincesse la gara che è stata aperta sul marchio Alitalia, tutto sarà come prima. Esaminando la storia degli ultimi vent’anni di Alitalia, la vera discontinuità si realizza con una governance affidata a manager competenti e pagati il giusto per evitare gli scandali passati. E questo indipendentemente da una proprietà pubblica o privata. L’aeroporto di Francoforte e quello di Chicago appartengono alle istituzione pubbliche ma la buona gestione produce utili. Una seconda domanda è come una compagnia appena costituita possa disporre a ottobre di un certificato di operatore aereo (Coa), che richiede una approfondita analisi da parte dell’Enac anche sulle persone responsabili della parte tecnica. Se poi Ita vincerà le gare aperte su manutenzione e handling anche questo ci riporterà alla situazione di partenza.

Si parla degli hub di Fiumicino e di Linate. A parte il fatto che quest’ultimo non è un hub, che ne sarà di Malpensa? Si parla di un aumento di capitale di Ita di 700 milioni con i quali potrà acquistare da Alitalia gli asset necessari per operare. Potrebbe trattarsi di una somma insufficiente, a meno che tali asset non vengano ceduti a un valore molto basso lasciando poi al contribuente le perdite della liquidazione della vecchia Alitalia, come avvenne nel 2008.

FLOTTA E PERSONALE

All’inizio Ita opererà con 52 aerei, che diventeranno 78 nel 2022 arrivando poi a 105 alla fine del 2025. Non si dice quanti di questi aerei saranno di corto, medio o lungo raggio. Non si dice chi è il costruttore (Boeing, Airbus, Embraer?). Non si dice quanti saranno acquistati o presi in leasing, il che fa un enorme differenza in termini di costi. Si parla di aerei di nuova generazione. Che cosa si intende per nuova generazione? Bene lo sviluppo del lungo raggio ancora redditizio finché anche qui non arriveranno le low-cost, ma non si dice con quanti aerei si copriranno queste rotte.

Ita inizierà ad operare con 2.700 dipendenti che diventeranno 5.700 nel 2025. Quanti saranno personale di volo e quanti di terra? Saranno assunti attingendo da quelli di Alitalia? E quelli di Alitalia che dal 2008 hanno sempre lavorato con contratti a termine dovranno cambiare mestiere?

I RISULTATI ECONOMICI

Il Piano industriale è stato approvato prevedendo un fatturato che nel 2025 raggiungerà 3,3 miliardi di euro, con un risultato economico (Ebit) di 209 milioni di euro e un pareggio operativo da realizzarsi entro il terzo trimestre del 2023. La pandemia ha creato enormi perdite al trasporto aereo e non si sa quale possa essere un trend di ripresa, anche perché non si conosce quando saremo realmente fuori da questa pandemia, viste le nuove restrizioni ogni giorno in aumento a fronte del diffondersi della variante Delta.

È naturale allora porre qualche riserva sulle previsioni del piano di Ita al 2025 perché lo scenario economico mondiale nel quale ci muoveremo nei prossimi quattro anni appare estremamente variabile. Occorre ricordare che nella catena del valore del trasporto aereo i vettori rappresentano l’anello debole. Gli altri attori sono: gli aeroporti che godono del monopolio del bacino di traffico (i passeggeri scelgono sempre l’aeroporto più vicino), il controllo del traffico aereo che è un monopolio statale e la grande distribuzione che è un oligopolio. I vettori sono quelli che subiscono gli effetti della concorrenza, che dalla liberalizzazione del trasporto aereo europeo avvenuta nel 1993, è divenuta insostenibile, specialmente per le piccole compagnie non organizzate almeno sui parametri delle low-cost: un solo tipo di aereo di nuova costruzione, pochi fermi macchina, stipendi modesti e servizi a pagamento.

In Fiat in nuovo presidente di Alitalia scelto da Mario Draghi, Alfredo Altavilla, era considerato un duro ma di grande valore. Ci auguriamo che possa davvero rappresentare una positiva discontinuità rispetto alla vecchia Alitalia, anche in relazione al suo emolumento annuo. È bene che i ministri Enrico Giovannini (Infrastrutture e mobilità sostenibili) e Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico) sostengano la massima trasparenza per questo nuovo esperimento, anche rilasciando informazioni più complete ai contribuenti che hanno sostenuto tutte le perdite precedenti di Alitalia.

 

Articolo pubblicato su affarinternazionali.it

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