Mobilità

Tutti gli ultimi sbandamenti su Autostrade (Atlantia)

di

Conte

Novità e polemiche sul dossier Autostrade (Atlantia). Ecco fatti, numeri e approfondimenti

Toccherà al nuovo ad di Atlantia, Carlo Bertazzo, gestire lo spettro di una revoca all’orizzonte. Del resto, le ultime parole del premier Giuseppe Conte, pronto a richiamare «le gravissime inadempienze» di Aspi, sembrano lasciare pochi spiragli per una marcia indietro sull’azzeramento della convenzione del 2007. Ecco tutti i dettagli e le polemiche sul caso Aspi (Autostrade per l’Italia).

CHE COSA HA DECISO IL CDA DI ATLANTIA

Ieri il cda di Atlantia ha sancito il riassetto al vertice – con la nomina di Bertazzo – che sarà completato con la futura scelta di un ceo che si dovrà occupare del business internazionale. Dossier che sarà affrontato nei prossimi mesi quando, si spera, le grane italiane saranno se non risolte almeno chiarite. Intanto, però, dopo Moody’s e Fitch è arrivata anche la scure di S&P che ha portato il rating di Atlantia a junk (spazzatura) “complicando ulteriormente uno scenario già difficile”, ha commentato il Sole 24 Ore.

L’ANALISI DEL MESSAGGERO

“Nonostante i rischi sulla continuità della gestione di Autostrade, sembrano ridursi in queste ore le possibilità di una soluzione soft da far passare in Consiglio dei ministri nei prossimi giorni. In questo caso, Atlantia potrebbe far scattare la risoluzione del contratto prevista dalla Convenzione in caso di cambio della normativa aprendo la strada a una lunga battaglia giudiziaria. Ma vuol dire anche che tutti gli effetti di questa possibile valanga passeranno inevitabilmente sotto il giudizio dei mercati e delle agenzie di rating”, ha scritto il Messaggero. D’altronde un tweet di ieri del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dal tono un po’ elettoralistico-populistico stile M5s, non fa presagire nulla di buono per la concessionaria autostradale:

I SOCI ESTERI IN SUBBUGLIO

Alcuni soci forti della galassia che ruota attorno alla holding infrastrutturale hanno intenzione di fare sentire la propria voce a Bruxelles contro il decreto Milleproroghe e la norma che dimezza il possibile indennizzo in caso di revoca della concessione alla controllata Autostrade per l’Italia. Tra questi soggetti figurerebbero Gic e Silkroad, impegnati a ultimare la lettera da inviare come segno di protesta contro i contenuti del decreto.

ECCO LA LETTERA DI PROTESTA

Che cosa è scritto nella lettera di protesta contro la norma del decreto Milleproroghe che modifica in modo unilaterale le concessioni autostradali? “Questa misura è ragione di seria preoccupazione per noi e per l’intera comunità degli investitori in quanto compromette del tutto la prevedibilità normativa, scoraggiando gli investimenti e restringendo senza giustificazione la libera circolazione dei capitali”, recita la lettera, secondo quanto svelato ieri dall’Ansa.

I DETTAGLI SULLA LETTERA

Nella lettera, che verrà inviata a breve, già entro questa settimana, si evidenzia che la misura contenuta nel Milleproroghe su Autostrade e le altre concessionarie è a tutti gli effetti simile alla modifica normativa – voluta dall’allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro – che portò nel 2006 la Commissione Ue ad aprire una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per violazione del principio ‘pacta sunt servanda’, che impedisce una modifica delle concessioni in essere senza l’accordo dei concessionari. Gli investitori chiedono dunque alla Ue di intervenire contro la norma del decreto Milleproroghe che, modificando unilateralmente le concessioni, si stima ridurrebbe l’indennizzo dovuto ad Autostrade per l’Italia in caso di revoca da 23-25 miliardi (secondo le valutazioni di Mediobanca e Jp Morgan) a circa 7 miliardi di euro. La lettera verrà inviata, tra gli altri, alla Commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager.

IL CASO DE CAROLIS (ADR)

Un altro caso è scoppiato ieri sul fronte di Atlantia. L’amministratore delegato della controllata Adr, Ugo De Carolis l’8 gennaio ha ceduto le sue 27 mila azioni della holding per un controvalore di 573 mila euro, anticipando di pochi giorni l’ennesimo downgrade da parte di S&P. Che ieri non ha risparmiato Aspi, bocciata da da BBB- a BB-) e e la stessa Aeroporti di Roma (passata da BBB- a BB+) nella corsa alla revisione. Entrambe le società perdono la tripla BBB e scendono sotto il livello investment grade riservato ai titoli speculativi. “Dagli avvisi di Borsa riguardanti le «persone rilevanti» risulta che mercoledì 8 gennaio l’ingegner de Carolis ha venduto il pacchetto di 27.000 azioni, a un prezzo medio di 21,23 euro. L’operazione è stata fatta alle ore 15:32. A quel prezzo il controvalore incassato per l’intero pacchetto è pari a 573.210 euro, al lordo di spese e delle tasse sul capital gain (pari al 26% della differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita). In quella seduta le azioni Atlantia hanno chiuso a 21,42 euro, in rialzo del 3,9% sul giorno precedente”, ha scritto il Sole 24 Ore.

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