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Tutti gli ultimi auto-scontri fra Uber e Lyft

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Mentre la società di San Francisco sborsa 3 miliardi di dollari per la concorrente di Dubai, Careem, la rivale Lyft la sorpassa con l’Ipo: debutto in borsa entro questo fine settimana

Uber in pole position ma non per molto. La rivale Lyft sorpassa la società di ride-hailing di San Francisco. Sarà infatti la prima società di trasporto on-demand a quotarsi a Wall Street. L’ipo è prevista il 29 marzo. Nel frattempo Uber non rimane ferma al pit stop, sta per annunciare l’acquisizione della società rivale con sede a Dubai, Careem, per 3 miliardi di dollari. Ecco i dettagli.

TUTTO PRONTO PER L’IPO DI LYFT

Lyft ha fatto sapere che si aspetta di raccogliere 2 miliardi dollari dal suo debutto al Nasdaq, il primo del settore delle app di trasporto privato. La società fondata nel 2012 e guidata dai suoi fondatori, Logan Green e Joh Zimmer, potrebbe raggiungere una capitalizzazione di mercato di circa 20 miliardi di dollari, a fonte di quotazione che dovrebbe oscillare tra i 62 e i 68 dollari ad azione.

UNA DEGNA RIVALE

Poco conosciuta in Europa, al momento Lyft è la principale competitor di Uber negli Stati Uniti e in Canada. È la seconda società di ride-sharing degli Stati Uniti, con una quota del 39% del mercato a stelle e strisce, basato su stime della società di e-commerce giapponese Rakuten, che è un investitore in Lyft. Il settore, in forte espansione, ha registrato nel mondo entrate per 36,5 miliardi di dollari nel 2017. Almeno 18,6 milioni di persone hanno preso un passaggio da Lyft nell’ultimo trimestre del 2018, rispetto ai 6,6 milioni di fine 2016. Lyft opera però solo negli Stati Uniti e in Canada, a differenza di Uber che opera in tutto il mondo.
Ma ha eguagliato in innovazione il suo maggior rivale, sviluppando tecnologia per l’auto a guida autonoma e espandendosi nel noleggio di biciclette e scooter a breve termine.

LA GARA IN BORSA

La quotazione di Lyft anticipa quella molto più ampia di Uber, che potrebbe raggiungere una capitalizzazione di 120 miliardi di dollari.Lyft dovrà cercare di convincere gli investitori a preferire la sua Ipo a quella della rivale Uber, che dovrebbe lanciarla il prossimo mese.

INTANTO UBER SPENDE PER CAREEM

Nel frattempo Uber sta mettendo mano al portafogli per acquisire la società concorrente con sede a Dubai Careem. Bloomberg ha anticipato l’operazione secondo cui Uber pagherà 1,4 miliardi di dollari in contanti e 1,7 miliardi in titoli convertibili in azioni Uber al prezzo di 55 dollari per azione.

Al momento nessuna delle società ha confermato le indiscrezioni, ma se così fosse sarebbe un bel colpo per Uber che si sta preparando per un’offerta pubblica iniziale ad aprile.

GLI ASSET DI CAREEM CHE PIACCIONO A UBER

La società che si occupa di ride-sharing in Medio Oriente si è espansa rapidamente negli ultimi anni, avendo ora oltre un milione di conducenti e operando in più di 90 città in 15 paesi, secondo il suo sito web. Si è inoltre esteso alle consegne di cibo e pacchi, ai servizi di autobus, alle corse programmate e ai trasferimenti di crediti – molti servizi in cui si è lanciata anche Uber.

Careem è stato valutata circa  1 miliardo di dollari in un round di finanziamento alla fine del 2016, rendendola una delle startup tecnologiche più preziose del Medio Oriente al momento. Tra gli investitori troviamo anche STV, il braccio di venture capital di Saudi Telecom, Al Tayyar Travel Group Holding e Daimler AG.

UN LEGAME A DOPPIO FILO CON IL MEDIO ORIENTE

La transazione rappresenterà un momento storico per le imprese tecnologiche in Medio Oriente, che ha faticato a produrre storie di successo di alto profilo. Per Uber, l’accordo segnerà il suo impegno nei confronti del Medio Oriente, dove ha sede uno dei maggiori investitori, il fondo sovrano dell’Arabia Saudita. Il Saudi Arabian Public Investment Fund è il principale contributore di Vision Fund, il veicolo controllato dal conglomerato giapponese SoftBank con una dotazione di 100 miliardi, principale azionista di Uber al 17,5%.

L’ASSIST  DI SOFTBANK

Non finisce qui, il colosso giapponese guidato da Masayoshi Son sta considerando di investire almeno 1 miliardo di dollari nel gruppo Advanced Technologies di Uber in un accordo che valuterà l’unità tra i 5 e 10 miliardi di dollari. Ma i negoziati non si sono conclusi e al momento le società non hanno rilasciato commenti.

L’ANNO DEGLI UNICORNI DELLA SILICON VALLEY

Le Ipo di Lyft e Uber segneranno uno spartiacque per gli unicorni tecnologici della Silicon Valley, che per anni hanno snobbato il mercato azionario a favore della raccolta di capitali privatamente. Per differenziarsi da Uber e convincere gli investitori di mercato, Lyft spingerà sulla semplicità del proprio business, meno ampio e diversificato. Dopo Lyft e Uber, c’è trepidazione a Wall Street anche per le ipo di Airbnb e Pinterest.

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