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Honda Hq

Tutte le strategie elettriche di Honda

Dopo aver frettolosamente rimesso in garage la "Honda e" per via delle scarsissime vendite in Europa, la Casa giapponese riparte da zero e ripensa la sua strategia per l'elettrificazione, in tandem eventualmente con Nissan

Nonostante le Case automobilistiche nipponiche siano state fra le prime a intuire le potenzialità dell’auto elettrica, anche in termini di ritorno di immagine (la Toyota Prius è stata scelta in passato da moltissime star di Hollywood impegnate nel sociale), il Giappone, per usare un eufemismo, non le ama particolarmente, avendo preferito scommettere sull’idrogeno. Tuttavia Honda sembra aver deciso di accelerare con l’elettrificazione del marchio.

AUTO EV, L’ANNO ZERO DI HONDA?

Sono tanti gli indizi che suggeriscono che la strategia industriale – in fatto di auto elettriche – di Honda stia vivendo il proprio anno zero, dal renaming dei suoi modelli (bye bye al nome del Suv elettrico e:Ny1, impronunciabile) fino ad arrivare a ciò che ha presentato al Ces di Las Vegas a inizio anno, che guarda caso si chiama Honda Serie 0, cioè zero, appunto.

E dato che, come si anticipava, i marchi giapponesi sono a dir poco indietro sull’auto elettrica, specie rispetto alla Cina (un fatto non da poco considerata fin qui sia la diffusione delle vetture nipponiche nel mondo, sia l’antica rivalità col Dragone), stanno anche provando a fare sistema.

LA PARTNERSHIP CON NISSAN

Da qui la decisione di Honda e Nissan (che sul fronte elettrico collabora con Renault, a sua volta partner della cinese Geely) di sottoscrivere alcuni accordi commerciali per esplorare congiuntamente la possibilità di una futura collaborazione che abbia  a oggetto la neutralità delle emissioni di carbonio.

I due marchi insomma divideranno le spese su R&D afferente le tecnologie ambientali ed elettriche, nonché lo sviluppo di software. Nulla di definitivo: le due case automobilistiche giapponesi decideranno se creare una joint venture solo dopo questo “mandato esplorativo”.

CHI FA DA SE’…

Nel frattempo, Honda che, lo ricordiamo, ha registrato un utile operativo di 1,38 trilioni di yen (8,8 miliardi di dollari) per l’anno fiscale conclusosi a marzo, con un aumento del 77% rispetto all’anno precedente, mentre gli utili della prima trimestrale sono cresciuti di oltre sei volte rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 305,6 miliardi di yen (1,9 miliardi di dollari) corre da sola.

La Casa nota soprattutto per le moto ha infatti dichiarato di voler aumentare la spesa investita in ricerca e lo sviluppo di veicoli elettrificati nel 2024 e di voler effettuare il più grande riacquisto di azioni proprie dopo aver registrato profitti record. Grandi cambiamenti all’orizzonte, insomma.

L’INSUCCESSO DELLA HONDA E DA DIMENTICARE

Il marchio di Minato volta pagina e lo fa nel tentativo di dimenticare la “Honda e”. O meglio, più che altro la deve dimenticare l’azienda stessa dato che l’utenza europea, di fatto, non ha nemmeno mai notata e conosciuta questa city car elettrica giapponese.

I numeri di vendita sono stati così bassi (nemmeno seimila unità in tre anni) da aver spinto la Casa nipponica a un frettoloso – e silenzioso – ritiro dal mercato nell’autunno del 2023. Il prezzo assai elevato (40mila euro) a fronte di una batteria da soli 35,5 kWh erano però la perfetta testimonianza del fatto che finora sull’auto elettrica Honda non abbia fatto sul serio. Sarà la volta buona?

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