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Ecco le richieste delle compagnie aeree Usa a Trump per evitare il tracollo

American Arlines

American Airlines e United Airlines pronte a licenziare se non riceveranno altri aiuti dal governo Usa. Tutti i dettagli

Con gli introiti ridotti del 70% rispetto all’anno scorso, e ben dieci miliardi di dollari di perdite, l’industria aerea sta pagando un caro prezzo alla pandemia.

Questo prezzo potrebbe ora essere condiviso da ben 32 mila dipendenti delle due compagnie americane, American e United, che mercoledì hanno annunciato di essere costretti a licenziarli a causa della reticenza del Congresso nel varare un nuovo pacchetto di aiuti anti-Covid che all’industria aerea serve come l’aria.

AMERICAN E UNITED LICENZIERANNO 32 MILA DIPENDENTI SE IL CONGRESSO NON VARA NUOVI AIUTI

Così dal 1 ottobre, giorno in cui scadeva l’obbligo di non effettuare licenziamenti legato al precedente aiuto federale di 25 miliardi di dollari (cui se ne aggiunsero altri 25 in prestiti di altro tipo), per 19 mila lavoratori di American e 13 mila lavoratori di United scatterà la procedura di licenziamento.

Questo avviene nonostante i manager delle compagnie aeree si siano adoperati fino all’ultimo per trasmettere al Congresso un messaggio di massima urgenza e necessità. La richiesta, in fin dei conti, appariva ragionevole: aiuti per permettere agli aerei di continuare a volare almeno fino al prossimo marzo.

Non si tratta naturalmente di carità, ma di un sostegno ad un settore che ancora non riesce a risollevarsi dai picchi negativi della primavera e che ormai percepisce la crisi attuale come peggiore di quella seguita agli attentati dell’11 settembre 2001.

PER GLI OPERATORI DELLE COMPAGNIE ORMAI LA CRISI DA COVID E’ PEGGIORE DELL’11 SETTEMBRE 2001

Ciononostante, al Congresso non sono riusciti a trovare la quadra, e così il CEO di American Doug Park è stato costretto a spiegare ai propri dipendenti che da ieri la compagnia ha cominciato “il difficile processo di licenziare 19 mila dei nostri bravi colleghi”, l’equivalente del 14% della forza lavoro della compagnia di Fort Worth.

IL CEO DI AMERICAN HA DETTO CHE IN CASO DI NUOVO PACCHETTO ANTI-COVID I LICENZIAMENTI SARANNO RIASSOrBITI

Agli stessi dipendenti tuttavia Park ha anche detto di essere in contatto con il Segretario al Tesoro Steven Mnuchin, e che se al Congresso troveranno un accordo i licenziamenti saranno subito riassorbiti.

Identico discorso a United, costretta a rinunciare a 13 mila dei propri dipendenti, di cui circa 7 mila saranno assistenti di volo. “Noi imploriamo”, è stato il messaggio che la compagnia ha veicolato al proprio staff, “i nostri leader eletti affinché raggiungano un compromesso, facciano un accordo e salvino i posti di lavoro”.

Chi era più arrabbiata di tutti ieri era Ted Nelson, presidente dell’Associazione degli Assistenti di volo – CWA, perché era stata lei a guidare gli sforzi al tempo del primo pacchetto anti-Covid affinché fossero incluse generose provvidenze per le compagnie aeree.

Oggi invece Nelson è costretta a constatare, parole, sue, che “decine di migliaia di lavoratori dell’aviazione essenziali si sveglieranno senza un lavoro o l’assistenza sanitaria, e decine di migliaia di altri ancora senza un salario”.

Anche Nelson, naturalmente, si aggiunge al coro di chi sta facendo pressioni sul Congresso perché faccia in fretta. “Time is up”, sono le sue parole.

Quanto al Congresso, ci sono segnali che la situazione stia evolvendo positivamente. Mnuchin venerdì ha affermato anzitutto che nel pacchetto  pensato dall’amministrazione Trump ci saranno aiuti anche per le compagnie aeree.

NEL PACCHETTO DI AIUTI DISEGNATO DALLA CASA BIANCA CI SONO GLI AIUTI PER LE COMPAGNIE AEREE

Il problema è il negoziato con i democratici, la cui leader Nancy Pelosi non è intenzionata a varare un pacchetto del valore inferiore a 2,2 trilioni di dollari, vale a dire ben 500 miliardi di dollari in più rispetto a quanto sono pronti a mettere nel piatto i repubblicani.

IL PROBLEMA AL CONGRESSO E’ TROVARE UN PUNTO DI INCONTRO TRA LE PRETESE DEI DEMOCRATICI E LE PROPOSTE REPUBBLICANA

Ancora mercoledì le trattative erano in alto mare: “Non penso che stiamo per fare dei significativi progressi”, ha dichiarato Mnuchin a Fox Business.

Nella giornata di ieri sembravano però registrarsi passi in avanti, visto che Mnuchin si era convinto ad alzare di 100 miliardi di dollari il valore dell’intero pacchetto.

Sembra insomma che i dipendenti di Airlines e United, insieme ai loro manager, dovranno passare ancora alcuni giorni di passione prima che repubblicani e democratici trovino un punto d’incontro tra le rispettive agende che permetta all’industria aerea di sopravvivere alla catastrofe.

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