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Perché l’Autopilot di Tesla finisce sotto indagine negli Usa

Tesla Autopilot

La NHTSA, l’agenzia federale statunitense che si occupa di sicurezza stradale, ha aperto un’inchiesta sul sistema di assistenza alla guida di Tesla. Riflettori accesi su 11 incidenti tra auto del marchio e veicoli di soccorso

Tesla è sotto indagine da parte della National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), l’agenzia federale statunitense che si occupa di sicurezza stradale. L’inchiesta verte sull’Autopilot, il sistema di assistenza alla guida (ADAS) che – nonostante il nome pomposo – si limita ad assistere il guidatore durante la marcia, mantenendo la carreggiata e regolando la velocità in base al traffico.

Una precisazione doverosa, visto che il nome potrebbe indurre alcuni automobilisti ad eccedere nella fiducia nei confronti del sistema distraendosi dalla guida. Comportamenti già verificatisi nonostante gli inviti del costruttore californiano a mantenere lo sguardo sulla strada e a supervisionare la condotta dell’Autopilot.

Ad attirare l’attenzione della NHTSA sono stati alcuni incidenti – al momento 11 quelli citati – nei quali modelli Tesla si sono schiantati contro veicoli di soccorso impegnati in precedenti sinistri, mentre era attivo l’Autopilot. L’agenzia governativa ora vuole capire se il sistema di guida assistita sia alla base degli incidenti.

AUTOPILOT, NON GUIDA AUTONOMA

Tesla è un marchio pioniere nel campo dell’innovazione: la scelta di puntare esclusivamente sull’auto elettrica fa il paio con lo sviluppo di un’avanzata tecnologia di bordo. Tra le soluzioni portate al debutto nel settore automobilistico c’è la connettività che permette di aggiornare il software e risolvere bug da remoto, senza portare il veicolo in officina.

L’Autopilot è – o almeno dovrebbe essere nelle intenzioni – il fiore all’occhiello della tecnologia Tesla. Un paio di anni fa Elon Musk, durante un’intervista con ARK Invest, aveva annunciato la guida completamente autonoma entro il 2020: “Penso che per quella data avremo la piena funzionalità della guida autonoma completa, il che significa che l’auto sarà in grado di trovare parcheggio, venirti a prendere e portarti fino a destinazione senza alcun intervento del guidatore. Ne sono certo, non c’è dubbio”.

In realtà le cose non sono andate proprio così. Anzi: ad oggi, l’Autopilot non permette al veicolo di muoversi da solo, rimane un ADAS di livello 2 come specificato da Tesla in una lettera al California Department of Motor Vehicles a fine 2020. L’auto è in grado di accelerare, frenare e sterzare da sola, ma il conducente non deve mai abbandonare del tutto il volante. Esistono due pacchetti di assistenza, proposti da Tesla optional sui propri modelli: l’ “Autopilot avanzato” e la “Guida autonoma al massimo potenziale”, con prezzi rispettivamente di 3.800 euro e 7.500 euro. Il primo include: Funzione navigazione con Autopilot (gestione automatica degli svincoli autostradali, degli incroci e dei sorpassi di auto più lente); Cambio di corsia automatico (durante la guida in autostrada); Autopark (nel parcheggio parallelo e in quello perpendicolare); Summon (parcheggio e recupero automatico del veicolo). Il pacchetto più completo include anche: Riconoscimento e reazione a semafori e segnali di stop; Guida automatica sulle strade cittadine (in prossimo).

GLI INCIDENTI CON VEICOLI DI PRIMO SOCCORSO

Nonostante le avvertenze del costruttore – e forse anche a causa della confusione generata da dichiarazioni avventate come quelle di Musk – l’Autopilot è stato più volte utilizzato in modo improprio dai conducenti di Tesla, alcuni dei quali sorpresi a guidare mentre giocavano con lo smartphone, dormivano o addirittura erano seduti sul sedile posteriore. Ma è una sequenza di undici incidenti avvenuti nel periodo 2018 – 2021 tra modelli Tesla e veicoli di primo soccorso impegnati in eventi precedenti ad essere stata attenzionata dalla NHTSA, con la conseguente apertura dell’indagine.

Come riporta electrek.com, l’agenzia federale ha rilevato che nei sinistri citati l’Autopilot era attivo, che la maggior parte degli incidenti si è verificata dopo il tramonto e che lo scenario includeva veicoli di soccorso con lampeggianti accesi, torce di segnalazione, coni stradali e segnaletica normalmente impiegata per segnalare ostacoli.

L’indagine riguarda tutti i modelli Tesla dotati di qualsiasi versione di Autopilot, dunque Model S, Model X, Model 3 e Model Y prodotte dal 2014 ad oggi. L’agenzia valuterà le tecnologie e i metodi utilizzati dall’Autopilot per monitorare e assistere il conducente durante la guida. Inoltre, l’agenzia afferma che valuterà anche l’OEDR – la capacità di rilevare oggetti e di mettere in atto le opportune manovre per evitarli – dei veicoli in modalità Autopilot.

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