skip to Main Content

I piani di Elon Musk faranno sbandare Tesla?

Tesla

Elon Musk vuole che Tesla arrivi a vendere 20 milioni di auto elettriche nel 2030: oggi si ferma a 1,5 milioni. È un obiettivo fattibile, considerate anche le necessità di batterie e metalli? Ecco dettagli, numeri e confronti

L’amministratore delegato di Tesla, Elon Musk, vuole che la società arrivi a vendere 20 milioni di veicoli elettrici nel 2030. È un piano di crescita molto ambizioso e aggressivo, che se avrà successo farà di Tesla il produttore automobilistico nettamente più grande della storia, con una quota del 20 per cento circa del mercato mondiale dei veicoli. Ma che – stando ai calcoli di Reuters – avrà allo stesso tempo dei costi senza precedenti, nell’ordine di centinaia di miliardi di dollari, che potrebbero rivelarsi un fardello troppo pesante per l’azienda.

TREDICI VOLTE TANTO IN OTTO ANNI

Tesla stima di vendere 1,5 milioni di veicoli elettrici nel 2022: per arrivare ai 20 milioni dichiarati da Musk dovrà fare tredici volte tanto in appena otto anni. Senza contare che la società è nata solo diciannove anni fa.

Oggi la prima casa automobilistica per numero di auto prodotte – circa 10 milioni di unità – è Toyota, fondata nel 1937.

Secondo Michael Tracy, esperto di industria manifatturiera presso The Agile Group, quello di Tesla è uno sforzo paragonabile al Progetto Manhattan, il programma statunitense per la realizzazione della bomba atomica nella Seconda guerra mondiale.

LE FABBRICHE DI BATTERIE

È vero che Tesla ha rivoluzionato il settore automobilistico – riconosce Reuters -, ma per raggiungere il target di Musk dovrà ricreare anche l’industria estrattiva e il meccanismo di commercio dei metalli per le batterie.

Per soddisfare l’obiettivo di vendita di 20 milioni di auto elettriche, Tesla avrà bisogno di una capacità di batterie di trenta volte superiore a quella attuale. Per soddisfare la richiesta degli stabilimenti, dunque, avrà bisogno di costruire sette o otto nuove fabbriche di batterie (gigafactory, in gergo), in media una ogni dodici mesi. Stando ai conti di Reuters, potrebbe allora spendere 400 miliardi di dollari o anche più nei prossimi otto anni per realizzare nuove fabbriche di batterie e nuovi stabilimenti di assemblaggio veicoli, più altri 200 miliardi per produrre le batterie o acquistarle da fornitori, calcolando il prezzo delle materie prime.

Nel mondo, sono diversi i governi – come quelli canadese, indiano e indonesiano – che stanno lavorando per attirare Tesla e convincerla a investire nel loro paese: Musk dovrebbe fare un annuncio in merito entro fine anno.

COSA HA DETTO MUSK

A luglio Musk aveva detto agli investitori di Tesla che “sul lungo termine, prevediamo di produrre circa 3000 gigawattora o 3 terawattora all’anno [di batterie, ndr]. Penso che abbiamo buone possibilità di raggiungere questo obiettivo prima del 2030, ma sono molto fiducioso che potremmo farlo entro il 2030″.

Ad oggi la capacità produttiva di batterie della società è di 100 GWh.

IL FABBISOGNO DI METALLI CRITICI

Secondo la società di analisi Benchmark Mineral Intelligence, per arrivare a produrre batterie per 3 TWh entro il 2030 Tesla avrà bisogno di due milioni di tonnellate di litio, 1,3 milioni di tonnellate di nichel, 200mila tonnellate di cobalto e 3,5 milioni di tonnellate di grafite.

Si tratta di quattro volte tanto la quantità di litio e cobalto che l’intera industria dei veicoli elettrici consumerà nel 2022; sette volte tanto quella di cobalto; due volte tanto quella di cobalto.

Gli esperti dicono che al momento non esiste una capacità di estrazione e lavorazione delle materie prime sufficiente a soddisfare gli obiettivi di produzione di Tesla al 2030.

tesla
Grafico via Reuters.

LE AZIENDE RIVALI

A complicare i piani di Musk c’è l’aumento del numero di concorrenti di Tesla, perché anche le case automobilistiche tradizionali come Stellantis o Ford hanno iniziato a investire massicciamente nella mobilità elettrica. In Cina, il più grande mercato al mondo per le auto, ci sono startup in rapida crescita come Xpeng, NIO e Li Auto. BYD, in particolare – è cinese e vende veicoli elettrici e ibridi a basso costo -, vuole sfidare Tesla a livello internazionale.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie da EnergiaOltre!

Errore

Back To Top

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie da EnergiaOltre!

Errore