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Come Tata si elettrizzerà contro Tesla

Tata

Il gruppo indiano Tata ha annunciato di aver completato una raccolta di capitali che ha toccato i due miliardi, somma che verrà investita nello sviluppo di auto elettriche. Nel frattempo deve difendere la posizione dominante in India, con Tesla che si appresta al debutto

 

Due miliardi di dollari, questa è la cifra che Tata intende investire nello sviluppo di veicoli elettrici per i prossimi cinque anni. L’annuncio arriva da fonti ufficiali del colosso indiano, che ha terminato una raccolta di capitali freschi attraverso la società di private equity TPG. Un’operazione che va a sommarsi all’investimento di 1 miliardo di dollari concordato dal Rise Climate Fund di TPG e dalla holding statale di Abu Dhabi ADQ. Operazione che darà vita ad una business unit dedicata con l’intento di investire in nuovi modelli a zero emissioni, incluse le piattaforme dedicate, infrastrutture di ricarica e batterie.

A chiarire la strategia del gruppo ha pensato Shailesh Chandra, capo della divisione veicoli passeggeri di Tata Motors: “L’obiettivo è quello di guidare la carica dei veicoli elettrici nel mercato”, ha detto ai giornalisti, aggiungendo che per raggiungere i suoi obiettivi la società lavorerà con investitori focalizzati su un “mondo senza emissioni di carbonio”.

LE AZIONO TATA SCHIZZANO IN SU DEL 20%

La diffusione della notizia relativa ai nuovi capitali raccolti ha fatto schizzare verso l’alto le azioni di Tata, che nella mattinata di mercoledì 13 hanno registrato un’impennata del 20%. SI tratta dell’aumento di valore più elevato registrato dal gruppo indiano dal 2017. Un evento significativo, perché si tratta della prima grande raccolta fondi da parte di una casa automobilistica indiana per promuovere la mobilità elettrica.

INDIA: OBIETTIVO 30% DI AUTO ELETTRICHE ENTRO IL 2030

Una tendenza in linea con quella dell’intero settore automobilistico, con i principali gruppi mondiali che hanno già investito decine di miliardi per accelerare lo sviluppo dei veicoli a batteria e al tempo stesso contrastare il dominio che la Cina ha stabilito. Tata, che vanta la supremazia nel mercato interno, deve però guardarsi le spalle: Tesla si è già attivata facendo pressioni sul governo indiano al fine di rimuovere i dazi doganali sulle importazioni in vista del lancio dei propri modelli proprio laddove Tata è più forte.

Al momento, le auto elettriche rappresentano meno dell’1% del totale del mercato indiano, che nel 2018 aveva toccato i 4,4 milioni di nuove immatricolazioni e che – se non fosse scoppiata la pandemia di coronavirus – nel 2020 avrebbe superato la soglia dei cinque milioni. Il governo indiano intende far crescere la quota di immatricolazioni di veicoli elettrici al 30% entro il 2030 e per centrare l’obiettivo ha lanciato un piano di incentivi che include, tra l’altro, la creazione di una produzione nazionale di batterie.

ENTRO IL 2025 INVESTIMENTI NEGLI EV PER 330 MILIARDI

Ormai è corsa all’elettrico, una sfida che sta facendo lievitare gli investimenti dei costruttori auto. La società di consulenza AlixPartners ha stimato in 330 miliardi di dollari il volume dei capitali che entro il 2025 saranno destinati allo sviluppo dei veicoli a batteria. Aggiungendo anche che si aspetta un aumento delle vendite di EV entro il 2030, soglia entro la quale di dovrebbe passare dall’attuale 2% globale a circa il 25%

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