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Ned Curic

Ecco come e perché i sindacati bacchettano Stellantis

La Fiom-Cgil si è detta insoddisfatta dai risultati del tavolo sullo stabilimento Stellantis di Mirafiori. Fatti e dichiarazioni (anche degli altri sindacati)

Sindacati critici nel corso del tavolo sullo stabilimento Stellantis di Mirafiori, tenutosi questa mattina al ministero delle Imprese e del Made in Italy.

LE DICHIARAZIONI DI LODI (FIOM-CGIL)

“Il tavolo di oggi purtroppo nella sua sostanza è stato lo stesso del tavolo di ieri (su Melfi, ndr). Il contributo di Stellantis è stato imbarazzante. Oggi come ieri non ha dato risposte. Ha continuato a parlare della necessità degli incentivi per aumentare i volumi della 500 elettrica. Non ha parlato di nuovi modelli”, ha dichiarato Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità, all’uscita del tavolo.

L’azienda “ha parlato solo dell’hub di economia circolare e del battery hub”, ha continuato, sottolineando che invece per il sindacato “l’obiettivo è 200mila auto prodotte in quello stabilimento, che è il limite minimo per saturare lo stabilimento. L’approccio dell’azienda non ci soddisfa. Stellantis non sta collaborando per trovare soluzioni”.

STELLANTIS RIPETE “GLI STESSI CONCETTI”, SECONDO LAZZI (FIOM-CGIL TORINO)

“L’incontro di oggi non ha risolto nulla. Per l’ennesima volta hanno ribadito gli stessi concetti. Ma il Battery Technology Center, l’Hub di Economia Circolare, la produzione di cambi elettrificati Dct, l’incertezza delle future produzioni delle Maserati 100% elettriche, la sola produzione della 500 Bev, non sono assolutamente sufficienti per garantire l’occupazione e il rilancio di un polo storico della produzione italiana di auto”, aggiunge Edi Lazzi, segretario generale Fiom-Cgil di Torino.

“Chiediamo un rilancio dello stabilimento che passa attraverso la produzione di nuovi modelli, di progetti per gli ingegneri e tecnici, e di assunzioni di giovani. Senza questi punti il rischio è che tra sette anni Mirafiori chiuda per consunzione in quanto tutti gli addetti saranno in pensione. Questo determinerebbe l’ulteriore impoverimento di Torino”, continua, ricordando che “a Mirafiori sono 17 anni che si fa cassa integrazione”.

LA FIOM CHIEDE LA CONVOCAZIONE DI TAVARES A PALAZZO CHIGI

La Fiom-Cgil chiede che l’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, sia convocato a Palazzo Chigi per chiarire le reali intenzioni del gruppo in Italia e dare le giuste garanzie richieste a salvaguardia di uno dei settori strategici per l’occupazione e l’economia del nostro Paese. In assenza di tali risposte, partendo dallo sciopero unitario del 12 aprile a Torino, la Fiom contrasterà “con ogni mezzo democratico, la dismissione silenziosa che si sta consumando sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori”.

LA POSIZIONE DELLA FIM-CISL

Per lo stabilimento di Mirafiori “la sola 500 elettrica e le attuali Maserati non sono sufficienti a saturare gli impianti e l’occupazione”. Così al tavolo Stellantis su Mirafiori al Mimit, il segretario generale Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, mostrando comunque apprezzamento per gli investimenti fatti a Mirafiori in economia circolare e per la produzione dei cambi elettrici.

Nel 2023, ha ricordato Uliano, “ci siamo fermati a 77mila unità (con Maserati 85mila) rispetto all’obiettivo delle 100mila unità per il 2023 con un forte rallentamento nelle vendite a partire da settembre e questo non aiuta”.

Per quanto riguarda Maserati, “siamo preoccupati: dei cinque modelli prodotti a Torino oggi ne restano due, GranTurismo e Gran Cabrio. Inoltre il lancio della nuova Quattroporte è stato rinviato dal 2025 al 2028 e per Levante il lancio è stato ufficializzato nel 2027 su piattaforma Large (che nei piani è sul sito di Cassino)”, ha continuato Uliano, sottolineando di ritenere che “l’elettrificazione del brand Maserati non è sufficiente a saturare Torino: serve per questo una vettura di largo consumo”.

Da questo punto di vista, “l’idea di un prodotto popolare in collaborazione con Leapmotor, che come ha detto Davide Mele ancora non è stato deciso dove allocare, ma anche la produzione della 500 ibrida, oltre che quella full elettrica, potrebbero aiutare a centrare l’obiettivo”. Infine, in merito alla possibile cessione di Comau, Uliano ha chiesto “l’intervento del Governo attraverso il golden power in quanto riteniamo che rappresenti una realtà strategica per tecnologia e competenze su cui stiamo aspettando ancora delle risposte da parte del Gruppo”.

UILM SPERA NEGLI INCENTIVI

“Speriamo che gli incentivi all’acquisto di autovetture, oggi nuovamente annunciati dal Mimit, siano tali da rilanciare la produzione nazionale e da rendere accessibili anche ai cittadini comuni le auto a basse emissioni. Ma per rilanciare la produzione a Torino, per Mirafiori e per le stesse imprese dell’indotto, è necessaria una nuova vettura di larga diffusione”. Lo dichiarano Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, e Luigi Paone, segretario generale della Uilm di Torino, al termine dell’incontro con Stellantis presso il ministero delle Imprese.

“Speriamo che il bonus possa ridare fiato ad un mercato attualmente in sofferenza e quindi contribuire a incrementare la produzione italiana, ma, a fronte di un auspicato accordo fra Governo, Sindacato e Stellantis, sarebbe opportuno che gli incentivi divenissero pluriennali e riservati alle vetture prodotte in Europa”, aggiungono, sottolineando che per lo stabilimento di Mirafiori “chiediamo innanzitutto una nuova vettura, dal momento in cui la produzione di Maserati a Torino si è quasi esaurita e la stessa Fiat 500 elettrica è in una fase di contrazione. Auspichiamo una vettura di larga diffusione e possibilmente ibrida, giacché ci pare imprudente o comunque prematuro puntare esclusivamente sul full electric”.

COSA SERVE A MIRAFIORI, SECONDO URSO

A Mirafiori serve “almeno un nuovo modello di auto che risponda alle esigenze del mercato italiano» mentre a Torino «al momento sono prodotte auto (Fiat 500 elettrica e 2 modelli Maserati) rivolte sostanzialmente al mercato estero”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine del tavolo Stellantis. “A Mirafiori serve un modello competitivo, anche perché il Governo ha messo 1 miliardo in incentivi e se Stellantis non produce auto che rispondono alle esigenze del mercato italiano e alle caratteristiche degli incentivi, questi vanno ad auto prodotte all’estero”, ha aggiunto il ministro.

“Dal tavolo di oggi è emersa soprattutto una condivisione del sistema piemontese”, ha detto Urso, spiegando che è emersa la “necessità che a Mirafiori si possano produrre almeno 200mila autovetture che in una logica nazionale significa raggiungere l’obiettivo – confermato più volte dall’azienda – di produrre 1 milione di veicoli nel nostro paese”. Dopo l’incontro di oggi a Roma, ha continuato Urso, “ci rivedremo la prossima settimana a Torino, dove è nata l’industria automobilistica italiana, perché pensiamo che Mirafiori debba ripartire con una prospettiva condivisa e per fare questo è necessario che l’azienda chiarisca quali modelli, con quale produzione e con quali livelli occupazionali si possa raggiungere questo obiettivo”.

Per il ministro, “siamo all’inizio del percorso, ma dobbiamo percorrerlo in breve tempo, perché abbiamo necessità di risposte chiare sulla base delle quali si possa realizzare un piano nazionale sull’automotive che consenta la salvaguardia della filiera che è un gioiello del Made in Italy e che noi vogliamo rafforzare e rilanciare”.

LA POSIZIONE DI STELLANTIS

“Siamo convinti di aver creato la capacità per garantire un futuro ai nostri stabilimenti adeguato all’ambizione comune del milione di veicoli”. Lo ha detto Davide Mele, responsabile corporate affairs di Stellantis in Italia, sottolineando che l’azienda è però consapevole che “la produzione di veicoli non può essere sufficiente a garantire la stabilità di un sistema industriale, essendo legata infine alla domanda del cliente, all’accessibilità del prodotto e alle dinamiche di un mercato che troppo spesso ha dimostrato la sua volatilità anche grazie alle decisioni di legislatori, in particolare europei, non sempre guidati da logiche di sviluppo industriale”.

Per questo motivo, dalla sua nascita Stellantis ha cercato di affiancare a queste iniziative legate ai veicoli altre produzioni, dettate dai cambiamenti in atto nei regolamenti, dalle nuove abitudini di consumo dei clienti, e dai piani di decarbonizzazione dell’azienda. Mele ha citato, per esempio, “il progetto per Mirafiori che abbiamo battezzato Mirafiori Automotive Park 2030 è il più ampio che abbiamo sul panorama europeo e lo abbiamo diviso per le quattro direttrici di attività chiave, Manufacturing & Supply Chain, Design, Engineering & Tech e HQ Functions”.

Per quanto riguarda il tema della produzione locale racchiusa nel capitolo Manufacturing and Supply Chain, “nel caso di Mirafiori rappresenta la perfetta sintesi di una strategia che abbraccia a 360 gradi la sfida della transizione: produzione della 500 e delle berline Maserati, auto iconiche pronte alla sfida 2030 con alta propensione all’export ed ad alto valore aggiunto, introduzione di una trasformazione bilanciata della produzioni delle meccaniche sia tradizionali (i cambi attuali) sia la nuova generazione (cambi eDCT) e HUB europeo di attività strategiche ed anticicliche fondamentali per il successo della transizione sia da un punto di vista qualitativo e tecnologico come il Battery Technology Center sia da un punto di vista competitivo e di sostenibilità con l’Hub europeo di economia circolare”.

“Siamo convinti della potenzialità di raggiungere target ambiziosi a Mirafiori della 500 elettrica portandola a numeri a tre cifre per il gioiello che è e che ha dimostrato nei suoi 18 anni di storia recente (circa 3 milioni di unità prodotte). E nel recente passato ne ha già mostrato il potenziale, con una velocità massima di 430 vetture / giorno su due turni con un impiego di 1200 addetti, equivalente ad un potenziale di circa 100k all’anno”, ha proseguito Mele. Il responsabile ha dichiarato che la 500 è “il gioiello di casa Fiat, sia a livello nazionale sia internazionale e anche in relazione alla futura conclusione produttiva della vettura a motore termico. Un gioiello che sarà sempre legato alla città di Torino che è, e sarà, la Casa della 500”.

Mele ha inoltre sottolineato che “dobbiamo avere molto chiara la regola che la produzione è strettamente correlata alla domanda di mercato e quindi se vogliamo puntare a determinati obiettivi dobbiamo tenere in grande considerazione non solo il produttore ma anche il cliente”. In base alla domanda dei clienti, “noi produciamo le auto e non il contrario. Ecco perché è fondamentale stimolare la domanda con auto a prezzi accessibili. L’accessibilità è il risultato congiunto degli incentivi alla domanda da un lato e degli sforzi congiunti di Stellantis, dei suoi fornitori e delle politiche industriali del governo e delle Regioni focalizzate a permettere ai fattori abilitanti citati in precedenza di raggiungere i livelli di competitività dei costi necessari ai clienti per acquistare le nostre auto, fornendo così attività e posti di lavoro ai nostri stabilimenti e a quelli dei nostri fornitori”, ha spiegato Mele.

Il dimensionamento futuro della produzione “sarà funzione del recupero di competitività produttiva dello stabilimento di Torino e dei fornitori da attuarsi seguendo l’agenda di lavoro dello specifico tavolo. La competitività di costo è infatti un argomento essenziale per l’accessibilità del prodotto e per la sostenibilità della filiera automotive italiana”, ha detto Mele, spiegando che “il quadro competitivo sta diventando sempre più complesso, con l’ingresso sul mercato di nuovi protagonisti, quasi sempre provenienti da fuori Europa, e in particolare di marchi ed aziende Cinesi che al momento hanno un vantaggio competitivo di costo di circa il 30% rispetto ai costruttori Europei, a parità di contenuto tecnologico e di innovazione”.

E MASERATI?

Per quanto riguarda Maserati, secondo Mele “il calo del mercato cinese, che rappresenta uno dei mercati principali del marchio Maserati con il 21% delle vendite globali, ha influito notevolmente sul marchio del Tridente. L’obiettivo è di recuperare con le vetture GranTurismo e GranCabrio del programma elettrico Folgore”.

LA POSIZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE

Al tavolo Stellantis su Mirafiori il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, accompagnato dall’assessore al Lavoro, Elena Chiorino, e il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, hanno consegnato il documento condiviso frutto del confronto che si è svolto ieri a Torino con le parti sindacali, le associazioni di categoria e la Camera di Commercio.

Il documento ribadisce la necessità di un nuovo modello da produrre a Mirafiori, la centralità dell’indotto automotive piemontese e l’esigenza che Torino e il Piemonte mantengano il cervello della ricerca e della progettazione del gruppo, forti delle competenze d’eccellenza di tutta la filiera. “Quello avviato su Mirafiori, con il Comune di Torino, è un percorso che ci ha consentito di ottenere importanti risultati, come l’avvio dell’hub europeo del riciclo e del Battery Center, e la prossima settimana del centro per le trasmissioni, che valgono in tutto circa mille occupati, ora si tratta però di fare un passo in più”, ha dichiarato il presidente del Piemonte, Alberto Cirio.

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