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SpaceX, Blue Origin e XArc. Come il Pentagono studia un trasporto merci via razzi

Le forze armate statunitensi stanno  un piccolo programma di sviluppo che vuole sfruttare i razzi riutilizzabili, come quelli che SpaceX sta costruendo, per consegnare rapidamente merci in qualsiasi parte del mondo

Il Pentagono sta lavorando a un programma di sviluppo che vuole sfruttare i razzi riutilizzabili per consegnare rapidamente merci in qualsiasi parte del mondo.

Chiamato Rocket Cargo, il programma logistico punta a consegnare fino a 100 tonnellate di carico e potenzialmente persone in qualsiasi parte del mondo entro un’ora. Lo ha annunciato il Dipartimento dell’Air Force Usa lo scorso giugno.

Il programma tenterà di sviluppare capacità come l’atterraggio di “un razzo su un’ampia gamma di materiali e superfici non tradizionali”, l’ingegneria di “una stiva di carico del razzo e la logistica per il carico e lo scarico rapidi” per servire luoghi in cui un aereo non può atterrare.

La proposta di budget dell’Air Force per il 2022 è di quasi 50 milioni di dollari per continuare il lavoro di studio iniziato lo scorso anno con piccoli contratti con SpaceX e Exploration Architecture Corporation (XArc). SpaceX sta testando infatti Starship, mega-razzo per carichi pesanti in fase di sviluppo che prevede di essere riutilizzato.

E alla fine del 2021 si è unita anche Blue Origin, la società aerospaziale fondata da Jeff Bezos.

Tutti i dettagli.

COS’È IL PROGRAMMA ROCKET CARGO DEGLI USA PER IL TRASPORTO CARGO VIA RAZZI

La consegna di merci tramite il trasporto di razzi non è un concetto nuovo.

Fino a qualche anno fa gli alti costi di lancio proibitivi per un’applicazione incentrata sulla logistica e la capacità di carico utile relativamente piccola hanno vincolato i tipi di carico che potevano essere consegnati.

Ma oggi diverse società commerciali stanno generando nuove opportunità sviluppando grandi razzi e stadi riutilizzabili che atterrano in sicurezza sulla terra, espandendo la capacità di carico e riducendo drasticamente i costi di lancio.

Il programma Rocket Cargo, diretto dall’Air Force Research Laboratory e dalla United States Space Force, insieme al Comando dei trasporti degli Stati Uniti (Us Transcom). Quest’ultimo sovrintende alle operazioni di logistica militare globale.

Il viaggio spaziale punto a punto è una forma di trasporto, in cui un razzo si lancerebbe nello spazio e poi ritornerebbe in un altro luogo, rendendolo ipoteticamente in grado di portare rifornimenti o possibilmente persone da un lato all’altro della Terra.

GLI ACCORDI FIRMATI CON SPACEX E XARC NEL 2020

E proprio le società aerospaziali private hanno mostrato interesse a essere coinvolte in questo progetto.

Nel marzo 2020 lo Us Transcom ha firmato un Crada (accordi di ricerca e sviluppo cooperativi) con SpaceX nel per esaminare lo sfruttamento delle tecnologie di trasporto spaziale commerciale della società. L’obiettivo è di accelerare la consegna di materiale e truppe del Dipartimento della Difesa in tutto il mondo. Ad aprile 2020 ha siglato un Crada con la società di consulenza spaziale Exploration Architecture Corporation (XArc), per consigliare il comando sui requisiti per l’utilizzo di spazioporti commerciali.

Come spiega Space.news, con gli accordi Crada le aziende accettano di condividere informazioni sui loro prodotti e capacità, ma il governo non si impegna ad acquistare nulla.

E QUELLO ASSEGNATO A BLUE ORIGIN NEL 2021

Infine, anche Blue Origin ha firmato un accordo Crada con lo Us Transcom per il programma Rocket cargo lo scorso dicembre.

La società di Jeff Bezos gestisce un veicolo di lancio riutilizzabile suborbitale New Shepard per il turismo spaziale. Inoltre sta sviluppando un veicolo di lancio orbitale per carichi pesanti chiamato New Glenn con un primo stadio riutilizzabile.

Il volo di debutto di New Glenn è previsto per la fine del 2022.

A CHE PUNTO È STARSHIP DI SPACEX

Anche la compagnia si Elon Musk deve ancora raggiungere l’orbita con il razzo Starship.

Finora SpaceX ha testato infatti solo prototipi di Starship presso la sua struttura in Texas. L’ultimo test di volo ad alta quota lo scorso maggio è stato il primo che si è concluso senza che il prototipo esploda. 

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