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Smart Grid, come cambierà il modo di produrre energia

Smart Grid

La strada del cambiamento è oggi rappresentata dal Making connections. E’ tempo di Smart Grid: cambia anche il modo di produrre energia

Making connections rappresenta oggi la strada del cambiamento.
Connessioni tra i vari ambiti disciplinari, per sostituire all’immagine della gerarchia tra i saperi quella di una conoscenza condivisa. Connessioni tra operatori per limitare l’eccesso di specializzazioni e dell’isolamento disciplinare, connessioni tra individui per formare comunità, connessioni che determinano relazioni bi-direzionali tra i nodi di una rete. Connessioni di una rete smart.

Smart significa consapevole. Inizialmente intesa come modalità per superare l’autonomia degli specialismi, la globalizzazione ha prodotto nel tempo un progressivo isolamento dell’individuo, una sua de-responsabilizzazione, imponendogli inevitabilmente un comportamento “passivo” nei confronti della società. Una società consapevole è una società di individui responsabilmente attivi.

Smart significa equa
. Per affrontare una crisi divenuta negli anni più grave e sempre più globale, si è arrivati a mettere in discussione l’egemonia dei mercati e sono state avanzate ipotesi di modelli diversi. Thomas Piketti ha sottolineato il fenomeno della disuguaglianza economica, mai così drammatico, come risultato delle contraddizioni del modello economico. L’enciclica di Papa Francesco ha sostenuto la necessità etica di agire sulle cause strutturali della inequità anche per proteggere l’ambiente.

Smart significa condivisa
. Jeremy Rifkin considera lo sviluppo tecnologico e il tema dell’energia in riferimento ad una urgenza per il cambiamento. L’economia è assunta a disciplina guida delle strategie della società del novecento e questo senza considerare lo sfruttamento del pianeta e quindi dell’uomo. Un atteggiamento che provoca monopolio, ricchezza non uniforme, concentrazione, e quindi corruzione, malversazione, imposizione. Allora occorre proporre un processo diverso che si fonda sulla condivisione e la collaborazione. Rifkin parla di “proiezione secondo un’era di beni e servizi quasi gratuiti e con essa la contrazione nel prossimo mezzo secolo del capitalismo e l’affermazione del Commons collaborativo come modello della vita economica”.

smart grid

Smart significa distribuita
. Distribuita deve essere la visione generale, con una valorizzazione delle caratteristiche territoriali, quelle della sovranità e vocazionalità. Ma distribuita deve essere la generazione dell’energia, unica soluzione per una de-carbonizzazione della società e dell’economia.

Smart significa rinnovabile
. Un sistema a costo marginale zero, che rappresenta la condizione dove i profitti si annullano, non è compatibile con i mercati globali. Il sistema delle fonti rinnovabili è, per definizione, un sistema a costo marginale zero.
Infine, smart significa “pubblica”, capace di tutelare il bene comune. Anche l’energia è un bene comune e deve essere oggetto, nello spirito della Carta Costituzionale, del passaggio da una concentrazione e centralizzazione proprietarie al loro opposto, quello di uno spazio aperto, accessibile a tutti, sicuro per tutti.

L’Associazione ha voluto allargare i propri orizzonti e coinvolge ora non solo i professionisti del settore, ma anche le Istituzioni e, attraverso di esse, tutti i cittadini, perché ormai sappiamo che un reale cambiamento dell’attuale modello energetico (e sociale) oggi non più sostenibile, può avvenire solo attraverso la responsabilizzazione dell’individuo e di tutta la comunità. Il libro che AiCARR presenta a MCE2016 (Strategia per le Comunità dell’Energia su Scala Urbana), solleva anche il tema del coinvolgimento dell’individuo, nella sua duplice veste di consumatore e di produttore di energia, nella convinzione che un suo atteggiamento più consapevole e attivo sia un elemento-chiave senza il quale le nuove tecnologie, per quanto sofisticate, e le nuove le leggi, per quanto articolate, non avrebbero da sole l’impulso vitale necessario a innescare e sviluppare questa profonda, indispensabile ed inevitabile trasformazione.

 

Livio de Santoli
pubblicato su Aicarr Journal, Marzo 2016

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