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Smart City: un quartiere di Milano a spreco di energia zero

Cina Città Verdi

Milano sempre più smart city: al via la trasformazione dell’area tra Porta Romana e Vettabbia. Il quartiere sarà a spreco di energia zero

Milano diventa smart, intelligente, connessa. O almeno questo è l’obiettivo di ‘Sharing Cities’, un progetto presentato all’Urban Center, che vede Milano, Londra e Lisbona collaberare per dar vita ad un distretto smart. Le tre città si sono aggiudicate il bando europeo per progetti pilota nell’ambito energetico e dei trasporti, inserito nel programma di ricerca e innovazione Horizon 2020.

Gli ambiti di intervento: come Milano diventa Smart City

A subire la grande trasformazione sarà l’area tra Porta Romana e Vettabbia: il quartiere, tra cinque anni, sarà completamente a spreco di energia zero, grazia ad un finanziamento di 8,6 milioni di euro ( 2,1 milioni saranno per il Comune, i restanti per i partner tra cui ci sono Politecnico, Amat, Atm, Legambiente, A2A).

Gli interventi sono rivolti ad abbattere le emissioni inquinanti di edifici e mezzi di trasporto, migliorando la qualità dell’aria. Sarà effettuato l’adeguamento energetico degli edifici (sono previsti interventi su 5 edifici di proprietà mista e su 2 edifici pubblici del complesso di via San Bernardo), saranno installati lampioni intelligenti dotati di sensori di vario tipo e di wi-fi. Sarà incentivata anche la sharing mobility, grazie a 60 veicoli di car sharing elettrico, 150 bici elettriche, 76 punti di ricarica di colonnine elettriche, 10 veicoli elettrici destinati alla logistica.

Ad essere coinvolti saranno anche i condomini privati (solo quelli che vogliono aderire al programma): i lavori di adeguamento energetico saranno a carico dei condomini, ma ci saranno degli incentivi (si prevede un abbattimento dei costi che va dal 50% al 70%).

smart city

Tra gli ambiti di lavoro anche quello dedicato alle persone e alla comunità, che prevede, come spiega il Comune di Milano,  attività di coinvolgimento dei cittadini per la co-creazione di servizi di condivisione a integrazione del quartiere.

Sarà realizzata anche una piattaforma urbana di condivisione per la gestione dei dati provenienti da una vasta gamma di fonti (ad esempio i sensori o le statistiche tradizionali) e si avvarrà di uno standard comune da replicare su diverse città.

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