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Da city a smart city, la sfida di Napoli

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Smart city

“Smart cities e smart comminities” per realizzare a Napoli e in molte città italiane, progetti innovativi ed ecosostenibili. L’idea di una ‘città del futuro’, è il tema centrale del dibattito, coordinato da Antonio Polito neo vice direttore del Corriere della Sera dopo essere stato guida del dorso dedicato al Mezzogiorno, dal quotidiano di Rcs.

Smart city, share economy  sono temi già arrivati a Napoli perché i partenopei sono già ‘smart’, sono social. Basti pensare che il primo network della storia è il tipico vicolo della città, dove è forte il senso di comunità”. Questo uno dei passaggi chiave espressi, da Antonio Polito secondo cui “Innovazione significa fare un salto di qualità per una città come Napoli”.  Al Teatro Niccolini dell’Accademia delle Belle Arti due tavoli di confronto.

Nel primo oltre a Walter Facciotto, direttore generale Conai e Fabio Filocamo, presidente Alumni di Harvard, anche Michelangelo Suigo, responsabile Public Affairs di Vodafone: “Napoli è già pronta per diventare ‘Smart’ – ha spiegato – molte delle esperienze che abbiamo lanciato in città hanno avuto successo. Come il Ci.Ro, ‘city roaming’, il car sharing con auto elettriche, il servizio integrato dal sistema realizzato grazie alla connettività Vodafone”.

Suigo ha sottolineato che basta poco per creare una vera e propria ‘Smart city’: “Napoli si presta a diventare protagonista di una città innovativa. Sono però necessari tre elementi fondamentali: le infrastrutture di reti di comunicazioni (banda larga e ultra larga), servizi di Pubblica amministrazione e disponibilità dei cittadini. Tutte le rivoluzioni – ha continuato  Suigo – si fanno con le singole teste, ma i napoletani compresi, sono già iper digitali. Una rivoluzione digitale potrebbe ridurre quel gap che esiste tra cittadino e pubblica amministrazione. Abbiamo stimato – ha evidenziato il  responsabile Public Affairs di Vodafone – che implementando in maniera integrata alcune soluzioni che sono già disponibili sul mercato, si potrebbe ottenere un risparmio di oltre 15 milioni all’anno, semplicemente realizzando attività di Smart city, anche in una città come Napoli. L’anagrafe digitale, per esempio porterebbe ad un risparmio di oltre 3 milioni e mezzo all’anno. Meno sprechi anche grazie all’ottimizzazione della gestione dell’illuminazione pubblica. E’ chiaro che il salto va fatto anche con la PA, ma iniziative come ‘Orizzontesud’ dimostrano che siamo sulla strada giusta”. Smart city per il sud è un’idea piu’ che concreta anche per Filocamo: “L’utilizzo di tecnologia all’interno dell’area urbana – ha evidenziato presidente Alumni di Harvard  – può rendere la città funzionale ed efficiente. Milano si sta già avviando ad una visione di servizi più innovativi. La nostra sfida sarà portare il progetto di Smart city in metropoli storiche come Roma e Napoli”.

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Protagonisti del secondo tavolo di discussione, presidente della Fondazione Matching Energies, Marco Zigon, Paola Girdinio, dell’Università di Genova e il presidente del Cnr Gino Nicolais  che hanno presentato il progetto “Capri Smart Island”. L’obiettivo dello studio che unisce il lavoro di tre università (Napoli, Genova e Politecnico di Milano) e Cnr è quello di trasformare Capri in un’isola green. “All’inizio  – ha affermato  Zigon – l’idea era quella di realizzare il progetto in un quartiere di Napoli, ma non abbiamo trovato lo stesso interesse che ha mostrato invece il Sindaco di Capri”. Smart city per Capri è già un progetto a un passo dalla realizzazione. A lanciare  le idee la Girdinio, dell’Università di Genova: “Piccole barche a motore elettrico per portare i turisti a visitare le Grotte azzurre dell’isola di Capri ed eliminazione  di semafori e traffico. Per l’isola vogliamo lanciare un nuovo modello di sviluppo. Un esempio concreto? Unire il patrimonio culturale, artistico e paesaggistico dell’isola con applicazioni Ict collegate alla rete di illuminazione per la connessione wifi”. Per il presidente del Cnr Nicolais è necessario un passo in più: “Al sud e in Campania è necessario cambiare la mentalità della gente e mostrare loro i risultati dei nostri studi. Manca la possibilità di mostrare come sarà un’area urbana tra trent’anni, dobbiamo creare una sorta di ‘dimostratori tecnologici’, per far comprendere che siamo a due passi dal creare una città silenziosa e che non consuma energia. Solo così i cittadini possono comprendere e condividere l’idea di Smart city”. Imprenditori, manager ed esperti di comunicazione dunque concordano: Napoli è già city, a un passo da essere Smart.

Mariangela Barberisi

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