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Ryanair sbrocca?

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Ryanair

Ryanair ha chiuso il 2020 in rosso di 815 milioni. La compagnia low cost critica gli “aiuti Stato a compagnie Ue insolventi”. Ma forse dimentica le agevolazioni pubbliche che ha incassato anche in Italia. Tutti i dettagli

 

La più grande perdita annuale della sua storia per Ryanair nel 2021-21, sotto il peso della crisi scatenata dalla pandemia.

Nell’esercizio chiuso il 31 marzo scorso il vettore irlandese ha registrato una perdita netta di 1 miliardo di euro contro l’utile di 649 milioni un anno prima. Il disavanzo al netto delle voci straordinarie ammonta a 815 milioni contro un utile di un miliardo. I ricavi sono crollati dell’81% a 1,64 miliardi di euro e i passeggeri trasportati si sono ridotti da 149 milioni a 27,5 milioni.

“Il 2020-2021 è stato il più difficile dei 35 anni di esistenza di Ryanair”.

La società guidata da Michael O’Leary evidenzia che le prenotazioni sono aumentate significativamente dall’1 aprile, con una forte ripresa nella seconda metà dell’anno, ma la visibilità per l’esercizio rimane “vicina allo zero”, rendendo impossibile fornire una guidance.

IL ROSSO DA 1 MILIARDO DI EURO

Ryanair ha registrato una perdita netta annua di 815 milioni di euro a causa della pandemia di Coronavirus che ha messo a terra il settore dell’aviazione globale. Tenendo conto delle variazioni dei prezzi del petrolio e dei cambi — spiega la compagnia aerea in una nota — la perdita al netto delle tasse ha raggiunto 1 miliardo di euro.

CROLLANO I RICAVI DI RYANAIR

Il fatturato è diminuito dell’81% a 1,64 miliardi di euro, rispetto agli 8,49 miliardi dell’anno precedente.

MA ANCHE I COSTI

I costi operativi sono a diminuiti del 66% a 2,48 miliardi.,

IL TRAFFICO

Il traffico è sceso dell’81% a 27,5 milioni, rispetto ai 149 milioni dell’anno precedente. “Il gruppo — prosegue la nota — prevede che il traffico del primo trimestre sarà fortemente ridotto a un numero di clienti compreso tra 5 e 6 milioni”.

L’IMPATTO DI COVID-19

“Il Covid-19 ha causato un crollo del traffico, quasi da un giorno all’altro, per effetto dei divieti di volo, delle restrizioni ai viaggi e dei lockdown imposti dai Governi europei con scarso preavviso o coordinamento”, indica il gruppo irlandese in un comunicato, ricordando “la parziale ripresa” della scorsa estate, seguita dall’impatto della seconda e poi dalla terza ondata della pandemia, che hanno creato “enormi disagi e incertezze” per i clienti e la compagnia.

LA FIDUCIA PER IL 2021-22

Tuttavia, la compagnia area low cost irlandese si mostra fiduciosa sulla ripresa.

Guardando ai prossimi 12 mesi, Ryanair vede una ripresa del traffico nella seconda metà dell’anno e si aspetta che il numero totale di passeggeri per il periodo sia all’estremità inferiore della sua gamma di obiettivi emessi da 80 milioni a 120 milioni di passeggeri.

Tutto dipenderà dalla capacità dei paesi europei di vaccinare la maggior parte delle loro popolazioni entro settembre come previsto, ha sottolineato la compagnia.

ESPANDE LA FLOTTA

Il vettore irlandese spera di ricevere la prima consegna dal suo ordine di 210 Boeing 737 Max a fine maggio come parte dei piani per espandere la sua flotta a 600 aerei nei prossimi cinque anni.

LE COMPAGNIE CHE NON CE L’HANNO FATTA

Ryanair ha ricordato inoltre che la crisi ha causato il collasso di compagnie quali Flybe, Norwegian, Germanwings e Level.

L’ATTACCO DI RYANAIR AGLI AIUTI DI STATO

Infine, la compagnia low cost irlandese ha lanciato un attacco agli aiuti statali profusi in Europa a vantaggio delle compagnie nazionali. La crisi “ha dato il via a uno tsunami di aiuti da parte dei Governi Ue alle loro compagnie di bandiera insolventi, incluse Alitalia, Air France-Klm, Lot, Lufthansa, Sas, Tap e altre, che saranno distorsivi della concorrenza nella Ue e sosterranno per molti anni ad alti costi e inefficienti”, sottolinea Ryanair.

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