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Ryanair, ecco seduzioni, minacce e richieste all’Italia

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Ryanair

Ryanair potrebbe ridurre le basi in Italia e licenziare parte dei dipendenti. Che cosa ha detto l’ad Eddie Wilson al Sole 24 Ore e al Corriere della Sera, criticando il governo italiano

 

Turbolenze nel futuro italiano di Ryanair. Il Belpaese rappresenta il terzo mercato europeo per la low cost irlandese: la compagnia, in Italia, ha 60 aerei in 14 basi, ma la situazione incerta non esclude che questi numeri possano cambiare, come affermato dallo stesso Eddie Wilson, ad di Ryanair, al Sole 24 Ore e al Corriere della Sera.

Nonostante una forte domanda sui voli nazionali in Italia e sui voli con Spagna e Grecia, Ryanair continua a soffrire la crisi del Covid, con le prenotazioni a livello internazionale che non sono state soddisfacenti. La compagnia irlandese invoca gli aiuti del governo, ma le sue chiamate restano inascoltate.

Andiamo per gradi.

INCERTEZZE SUL FUTURO DI RYANAIR IN ITALIA

Partiamo dalle incertezze. “Non siamo certi di poter mantenere tutte le basi data la situazione di incertezza, gli aerei possono essere spostati in altri aeroporti”, ha detto Wilson al Sole 24 Ore.

TRATTATIVE IN CORSO

Da cosa dipende il futuro nel Paese? Da come andranno le trattative. “Al momento stiamo parlando con molti scali italiani i quali stanno soffrendo per il calo di traffico aereo, in particolare negli aeroporti regionali, quelli che più dipendono dai vettori low cost”, ha aggiunto Wilson.

INCERTEZZA SUI MESI INVERNALI

Le trattative di cui parla Wilson, specifica l’ad al Corriere della Sera, riguardano “la stagione invernale”. L’autunno è stato già deciso: la low cost ha ridotto l’offerta del 20%.

LE ACCUSE AL GOVERNO

In questa situazione, anche il governo, secondo Ryanair ha le sue colpe: “Dal governo inglese abbiamo ricevuto un prestito temporaneo che dovremo restituire alla fine di marzo del prossimo anno, nell’ambito di un piano di sostegno al settore del trasporto aereo. Tutte le compagnie vi hanno avuto accesso in modo equo, non è stato il caso dell’Italia”, ha detto Wilson, rimarcando e sottolineando gli aiuti da 3 miliardi di euro concessi ad Alitalia.

I RICORSI IN EUROPA

In realtà, sul fronte degli aiuti di Stato, la compagnia irlandese ha più di un sassolino nella scarpa da togliersi. In Europa, la compagnia, sta contestando gli aiuti pubblici ai vettori: “Abbiamo già fatto ricorso in Francia, Svezia, Portogallo, Germania. Sono misure che distorcono il mercato. Perché a loro devono andare i soldi e a noi no?”, ha detto Wilson.

Nessun ricorso, ancora, contro quanto fatto dal governo italiano per Alitalia: “Non abbiamo ancora fatto ricorso, aspettiamo che si pronunci prima Bruxelles”.

COSA CHIEDE RYANAIR

Ma cosa chiede Ryanair a Giuseppe Conte? “Chiediamo al governo di incentivare le compagnie che saranno ancora in attività tra 5-10-15 anni. Abolire da subito l’addizionale comunale per tre anni”, ha detto Wilson al Corriere. L’addizionale, specifica il quotidiano, è di 6,5 euro per passeggero in partenza, 7,5 euro dagli scali di Roma.

IL MANCATO ACCORDO CON GLI ASSISTENTI DI VOLO

A complicare la situazione è il mancato accordo con gli assistenti di volo, che per Wilson rappresenta “un’altra fonte di incertezza che può condizionare le nostre decisioni di investimento. Abbiano ottimi rapporti con i sindacati e stiamo lavorando su un piano che attui misure compatibili con l’attuale scenario di crisi che stiamo vivendo, preservando più posti di lavoro possibili”, ha detto al Sole.

NON SI ESCLUDONO LICENZIAMENTI

“Abbiamo già raggiunto un accordo con i piloti italiani, in caso non si arrivasse allo stesso risultato con gli assistenti di volo non escludiamo di adottare misure drastiche come i licenziamenti”, ha aggiunto l’ad della compagnia irlandese.

I MINIMI SALARIALI

Eddie Wilson si è espresso anche sul fronte dei minimi salariali: “Abbiamo comunicato all’Enac di essere già in linea con i minimi salariali come prevede il Contratto collettivo nazionale”, ha detto. “Il mercato del lavoro italiano continua ad essere distorto per le misure di supporto riservate ad Alitalia e non a tutte le compagnie aeree che operano sul mercato. Le compagnie low cost hanno una struttura di costi diversa e non possono essere paragonate alle leading airlines. Non chiediamo aiuti di Stato, ma misure che siano equamente accessibili e che possano stimolare la domanda e generare traffico”, ha detto Wilson.

LA CONCORRENZA DI WIZZ AIR

Tra i nuvoloni che turbano il volo di Ryanair in Italia c’è anche il debutto nel mercato di Wizz Air, nonostante Wilson non appare preoccupato: “Ma noi siamo il più grande vettore in Italia e abbiamo le tariffe più basse. La concorrenza è un bene per i passeggeri”, ha detto Wilson, aggiungendo che la compagnia guarderà “come si comporterà Wizz Air” e ontrollerà se applicherà “i minimi contrattuali e se le autorità vigileranno”.

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