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Ryanair capitombola a Bruxelles, che cosa è successo

Ryanair Cassazione

Il tribunale di Lussemburgo dichiara legali gli aiuti di Stato alle compagnie aeree Air France e Sas, bocciando i ricorsi fatti da Ryanair che sperava in aiuti simili durante la pandemia da Covid

 

Si schianta al suolo la battaglia legale di Ryanair fatta contro gli aiuti di Stato concessi da Francia e Svezia, rispettivamente, a Air France e Sas. Il tribunale di Lussemburgo dichiara legali gli aiuti di Stato alle compagnie aeree.

Il vettore irlandese, però, non si arrende e promette di fare ricorso. Tutti i dettagli.

GLI AIUTI DI STATO

La pandemia da Covid-19 ha messo in seria difficoltà le compagnie aeree mondiali, costrette ad atterrare la gran parte dei vettori per diversi mesi a causa dello stop agli spostamenti. Da Bruxelles era arrivata, infatti, la benedizione agli aiuti di Stato per oltre 30 miliardi euro.

AIUTI DANNEGGIANO CONCORRENZA

Aiuti, però, che non sono piaciuti a Ryanair. “Durante la pandemia del Covid-19 sono stati donati oltre 30 miliardi di euro di sussidi statali discriminatori alle compagnie di bandiera dell’Ue e, se consentito, ciò distorcerà la parità di condizioni nell’aviazione dell’Ue per i decenni a venire, dando un vantaggio alle compagnie aeree nazionali cronicamente inefficienti sui loro concorrenti efficienti a basso costo”, sostiene la compagnia aerea. 

COSA CONTESTAVA RYANAIR

In particolare, il vettore irlandese contesta, tra tutti gli aiuti concessi, il differimento della tassa aeroportuale francese e la garanzia sul prestito svedese, introdotti all’inizio della crisi del Covid-19, con condizioni di nazionalità.

Il regime francese, infatti, era riservato alle compagnie aeree registrate francesi e il regime svedese alle compagnie aeree registrate svedesi.

LA BATTAGLIA LEGALE

Le norme, di fatto, escludevano tutte le altre compagnie aeree dell’Ue, anch’esse danneggiate dal Covid-19 e, soprattutto, anch’esse attive nel dare, sostiene il vettore irlandese, “il loro contributo alla connettività, all’occupazione, alla crescita del traffico e all’economia in generale in Francia e la Svezia”.

È per questo che Ryanair si è appellata al Tribunale di Lussemburgo.

LA SENTENZA CONTRO RYANAIR

Il Tribunale, però, che ha rigettato, con due sentenze distinte, le accuse di Ryanair, sostenendo la legalità degli aiuti.

Sul fronte svedese, in particolare, il tribunale ha stabilito che l’aiuto statale “è conforme al diritto europeo il sistema di garanzie sui prestiti istituito dalla Svezia per sostenere le compagnie aeree titolari di una licenza nazionale, destinato a porre rimedio al grave turbamento dell’economia di tale stato membro”. Un regime che sarebbe stato “adottato nell’interesse dell’Unione”.

LE ECCEZIONI UE

Se è vero, infatti, che le norme dell’Ue in materia di aiuti di Stato, sono tese, solitamente, a prevenire gli squilibri nel mercato interno del Continente, vietando la discriminazione in base alla nazionalità, è anche vero che sono previste eccezioni.

La stessa Ue, prevede “aiuti per promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo o per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro” e per “aiuti per riparare i danni causati da calamità naturali o eccezionali occorrenze”. Il Covid rientra nelle eccezioni.

RYANAIR FARA’ RICORSO

Ryanair, però, non ci sta e promette di fare ricorso. La compagnia aerea, scrive in una nota, ha “preso atto delle sentenze della Corte dell’Ue sui regimi di aiuti di Stato francesi e svedesi a favore di Air France e SAS rispetto a tutte le altre compagnie aeree dell’Ue” e “deferirà ora tali questioni alla Corte di giustizia dell’Ue”.

“Uno dei maggiori risultati dell’Ue è la creazione di un vero mercato unico per il trasporto aereo, sostenuto dal principio di una licenza aerea comune dell’Ue, una per ciascuna compagnia aerea. Una condizione di cittadinanza in un regime di aiuti di Stato è chiaramente incompatibile con il mercato unico”, sostiene un portavoce della compagnia. “Ryanair è una compagnia aerea veramente europea. Non abbiamo una “patria” ricca e potente che ci sovvenziona in tempi di difficoltà. Né vogliamo aiuti discriminatori. Il nostro istinto in una crisi è cercare efficienza e risparmio sui costi, per offrire più rotte a tariffe più basse, pur rimanendo la compagnia aerea più verde d’Europa”.

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