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Perché gli azionisti di Stellantis bocciano lo stipendio “indecente” di Tavares

Stellantis Melfi

Secondo Phitrust, azionista francese di minoranza di Stellantis, lo stipendio di Tavares è troppo alto e non giustificato dalla “ristrutturazione massiccia” che la società dovrà effettuare. I soci di Stellantis hanno votato contro la politica di remunerazione del gruppo presieduto da Elkann. Tutti i dettagli

 

Phitrust, società francese di gestione degli investimenti focalizzata sui fattori di sostenibilità, ha criticato la remunerazione di Carlos Tavares, amministratore delegato del produttore automobilistico Stellantis (Phitrust ne è azionista di minoranza), giudicandola troppo alta.

LA REMUNERAZIONE “INDECENTE” DI TAVARES, SECONDO PHITRUST

In un comunicato, Phitrust afferma che la remunerazione di Tavares per il 2021 – giudicata “indecente” – è stata di 66 milioni di euro in tutto, stando alla metodologia di calcolo dell’autorità francese per i mercati finanziari (AMF). Il rapporto di Stellantis parla di 19 milioni, ma l’anno scorso all’amministratore delegato sarebbero stati assegnati “piani di azioni gratuite” per un valore equo contabile di 32 milioni; inoltre, è prevista una remunerazione a lungo termine di 25 milioni di euro (con un massimo di 50 milioni).

“Questa remunerazione”, si chiede Phitrust, “che è la più alta tra le grandi società in Francia (e probabilmente dei gruppi quotati nell’Unione europea), è giustificata per una persona che non è l’artefice della società ma è solo il suo manager e quindi non si assume alcun rischio o sanzione finanziaria né assume alcuna responsabilità personale, tanto più che la fusione dei due gruppi non è ancora stata completata?”. Stellantis è nata dalla fusione dei gruppi PSA (francese) e Fiat Chrysler Automobiles (italo-statunitense).

Anche per il governo francese, che possiede il 6,2 per cento di Stellantis, il compenso di Tavares è “eccessivo”: lo ha dichiarato il ministero dell’Economia e delle finanze Bruno Le Maire, riporta Repubblica.

RISTRUTTURAZIONE “MASSICCIA” IN VISTA?

Phitrust si chiede inoltre se la remunerazione di Tavares sia “socialmente giustificata”, considerato che l’azienda dovrà “probabilmente affrontare una ristrutturazione massiccia con conseguenti tagli di posti di lavoro, data la sua sovraccapacità produttiva e la duplicazione di molte posizioni e funzioni in seguito alla fusione PSA/FCA”.

Mesi fa Tavares, parlando del costo maggiore delle tecnologie per i veicoli elettrici – Stellantis, come molte altre case automobilistiche, vi sta puntando molto – rispetto a quelle tradizionali, disse che “dobbiamo […] restare competitivi”. E aggiunse che l’Italia ha un costo di produzione “significativamente più alto, a volte il doppio, rispetto alle fabbriche di altri paesi europei, nonostante un costo del lavoro più basso”: c’entra “l’organizzazione della produzione, che va migliorata” e i prezzi “fuori misura” dell’energia.

RESPINTA LA POLITICA DI REMUNERAZIONE

Phitrust, come la maggioranza degli azionisti (il 53,1 per cento), ieri ha votato contro la politica di remunerazione di Stellantis, accolta con favore del 47,88 per cento dei votanti. Si è trattato di un voto consultivo e non vincolante.

L’assemblea dei soci ha approvato il bilancio 2021 di Stellantis e la distribuzione di un dividendo di 1,04 euro per azione, pari a circa 3,3 miliardi di euro in tutto.

STELLANTIS DIFENDE TAVARES

Stellantis ha difeso la remunerazione di Tavares, invitando gli azionisti a giudicarla nel contesto dei “risultati record raggiunti nel 2021”, spiegando che l’aumento dello stipendio del dirigente rispetto a quello che percepiva in PSA si deve al fatto che “Stellantis è una azienda diversa e molto più grande”.

La società ha definito “falsi” i numeri di Phitrust, sostenendo che la “vera retribuzione” di Tavares per il 2021 ammonta a 19 milioni: “il resto sono elementi ipotetici, per il lungo periodo fino al 2028”.

COSA HA DETTO ELKANN

John Elkann, presidente di Stellantis (e di Exor, la holding che la controlla), ha detto ieri che “il settore automotive sta vivendo una profonda trasformazione” verso la mobilità elettrica e digitale, “un’epoca senza precedenti nella quale l’agilità di Stellantis farà la differenza”. Ha aggiunto che nel 2021 l’azienda è diventata la quinta produttrice di veicoli elettrici al mondo.

Tavares ha condiviso la visione ottimistica, ricordando però le difficoltà incontrate l’anno scorso: le difficoltà di approvvigionamento di semiconduttori, l’aumento del prezzo delle materie prime e le nuove normative europee sulle emissioni.

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