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Perché Stellantis si pianterà a Melfi

Vendite Stellantis

Cig a rotazione fino al 27 giugno per 1.500 operai di Stellantis a Melfi. Ecco perché

 

Cassa integrazione per oltre mille dei circa settemila operai dello stabilimento di Melfi (Potenza) di Stellantis da oggi fino al 27 giugno. Lo hanno reso noto i sindacati dopo un incontro con l’azienda.

La decisione è stata presa a causa del “perdurare della crisi di mercato”. Deciso inoltre che la fabbrica sarà chiusa per ferie dal 9 al 29 agosto.

A Melfi Stellantis, nata a gennaio dalla fusione di Fca e Psa, produce modelli Jeep Renegade e Compass e il SUV compatto Fiat 500X. Si tratta di una delle più grandi strutture di assemblaggio del gruppo in Italia.

E già da inizio anno nello stabilimento nell’ex Fca di Melfi c’è grande preoccupazione tra i 7200 dipendenti. A metà marzo, Stellantis aveva annunciato la proroga della “cassa integrazione fino al 2 maggio” per i dipendenti di Melfi.

Nello stabilimento lucano 1.500 lavoratori sono in rotazione cig da settembre 2018, dopo il fermo produttivo della Fiat Punto.

Nel frattempo c’è incertezza anche sulla situazione occupazionale dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano nel Lazio. “Per il mese di giugno l’azienda ha comunicato la chiusura dello stabilimento per i giorni 28,29 e 30. Il fermo riguarda i due modelli attualmente in produzione, dopo l’uscita di scena della Giulietta, e cioè Giulia e Stelvio Alfa Romeo. Sono probabili ulteriori fermi produttivi, oltre quelli già citati di giugno, grazie anche al prolungamento della Cassa Integrazione Covid-19 fino al 31 agosto” ha riportato Radio Cassino Stereo. Il consigliere regionale del Lazio Pasquale Ciacciarelli della Lega ha sollecitato il presidente: “Zingaretti convochi i vertici in Regione”.

Tutti i dettagli.

NUOVO GIRO DI CIG PER MELFI

Da oggi e fino al 27 giugno 1.500 operai dello stabilimento di Stellantis di Melfi torneranno in cassa integrazione a rotazione. Previsto inoltre un calendario di fermate collettive da agosto. Lo riferiscono a LaPresse fonti sindacali dopo un incontro con l’azienda.

RIDUZIONE SULLA LINEA JEEP RENEGADE E 500X

“Permane, innanzitutto, una drammatica situazione di mancanza di giornate lavorative soprattutto sulla linea della Jeep Renegade e 500x, mentre per la Compass la riduzione è meno marcata. Un dato giustificato ancora una volta dall’azienda dal perdurare della crisi di mercato e soprattutto dalla mancanza dei semi conduttori che sta penalizzando fortemente tutto il settore dell’automotive”, scrivono i sindacati in una nota congiunta.

RIMODULATO IL CALENDARIO DELLE FERMATE A GIUGNO

“Va evidenziato altresì – scrivono ancora i sindacati – come per il mese di giugno, anche grazie alle pressioni fatte dal sindacato, è stato rimodulato il calendario delle fermate che, a differenza di maggio, prevede una distribuzione più equa su tutti i turni collettivamente ed inoltre le fermate singole saranno esclusivamente sul primo turno. Ciò ci permette di salvaguardare meglio il salario dei lavoratori, così come per la maturazione dei ratei abbiamo utilizzato dei par, ancora nella disponibilità aziendale, sulla linea Jeep Renegade e 500x che ci permettono la maturazione della festività del 2 giugno ai fini del calcolo complessivo delle giornate lavorate.Per lo stesso motivo per permettere la maturazione dei ratei dei lavoratori nei giorni 28, 29 e 30 giugno sono stati inseriti tre giorni di ferie collettive e le stesse rientrano nel monte ore complessivo annuale a disposizione della direzione aziendale”.

CHIUSURA COLLETTIVA DAL 9 AL 29 AGOSTO

“In tal senso, su nostra richiesta, è stata definita la chiusura collettiva per il periodo estivo che va dal 9 al 29 agosto”, sottolineano i sindacati. “Anche se allo stato rimangono grandi criticità per lo stabilimento di San Nicola di Melfi e nell’attesa del prossimo incontro di Torino — aggiungono —, registriamo un diverso approccio dal punto di vista del confronto sindacale, così come auspicato da tempo da noi, e ciò si traduce in una maggior condivisione nelle scelte drammatiche del momento congiunturale che stiamo vivendo”.

LA CRISI DEI CHIP

“Altresì riteniamo però che al netto del periodo congiunturale i lavoratori stanno facendo grandi sacrifici, ormai, da molto tempo e forse ci saranno ancora periodi bui a causa della pandemia e della crisi mondiale del mercato dell’auto e dei semiconduttori” precisano i sindacati.

La crisi dei chip “è il problema più serio”, aveva dichiarato il mese scorso il segretario regionale della Uilm Basilicata, Marco Lomio. Per il sindacalista della Uilm “questi continui stop legati ai problemi di fornitura ad oggi non vedono una soluzione e impattano in modo forte sul salario dei lavoratori”.

L’industria globale sta fronteggiando infatti una carenza globale di chip, ormai definiti come “il nuovo petrolio”. A causa dei lockdown, sono schizzate le vendite degli acquisti di alcuni tipi di prodotti relativi all’elettronica, come pc, consolle e smartphone. Ma il settore dei semiconduttori, una volta che la ripresa si sta avviando, non riesce a rispondere in modo spedito alle nuove richieste in quanto creare nuovi impianti richiede parecchi costi, nonchè tempi lunghi. Questa dinamica sta mettendo in seria difficoltà numerosi comparti, ‘in primis’ quello dell’automotive.

NECESSARIO INCONTRO A TORINO CON I VERTICI

Tornando alla situazione dello stabilimento di Melfi, “il nostro compito è quello di tutelare il valore del lavoro affinché il prezzo della crisi non sia pagato solo dai lavoratori” aggiungono i sindacati. “È per questo che tutti dobbiamo sforzarci di trovare le giuste soluzioni ed è evidente che l’incontro di Torino debba e deve essere il momento di definire in modo chiaro le strategie future ma soprattutto per il rilancio del nostro stabilimento e del suo indotto”, concludono i sindacati.

INCERTEZZA ANCHE NELLO STABILIMENTO DI PIEDIMONTE SAN GERMANO

Ma l’aria di incertezza sul mantenimento dei livelli occupazionali non si respira solo a Melfi, ma anche nello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano.

A maggio sono sei i giorni in cui dallo stabilimento di Piedimonte San Germano non sono uscite vetture. “Per il mese di giugno l’azienda ha comunicato la chiusura dello stabilimento per i giorni 28,29 e 30” ha riportato Radio Cassino Stereo.

“Questo è il risultato della politica fallimentare condotta in questi anni dal Partito Democratico, sia a livello regionale che provinciale” dichiara in una nota, il consigliere regionale del Lazio Pasquale Ciacciarelli della Lega. “Chiediamo subito la convocazione dei vertici dell’azienda in Regione Lazio. L’ho già chiesto tempo fa in XI commissione attività produttive, e tornerò immediatamente a farlo per richiedere di sapere quali sono le strategie industriali del prossimo futuro nel Lazio Meridionale. Si tratta di una questione che non si risolve con gli altrettanto fallimentari gruppi di lavoro. Zingaretti ha il dovere di far chiarire al gruppo il piano industriale che intende mettere in atto a Cassino Plant, il mantenimento dei livelli occupazionali, gli investimenti che, nel caso, volessero fare in provincia di Frosinone, e in generale sul territorio della Regione Lazio. L’era dei tavoli di lavoro è finita” incalza il consigliere del Carroccio.

“Occorre concretezza, occorrono garanzie dalle sole persone che possono darle: il management di Stellantis. Zingaretti convochi i vertici in Regione” conclude Ciacciarelli della Lega.

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