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Perché Stellantis si elettrizzerà con la startup austrotedesca Vulcan Energy

Stellantis Vulcan

Il gruppo automobilistico italo-francese Stellantis diventerà il secondo azionista di Vulcan, azienda fornitrice di litio decarbonizzato, fondamentale per la produzione delle batterie. Tutti i dettagli

 

Stellantis, il gruppo automobilistico nato dalla fusione tra Fca e Psa, diventerà il secondo azionista dell’azienda fornitrice di litio decarbonizzato Vulcan Energy. Lo ha annunciato oggi dicendo che investirà 50 milioni di euro per l’acquisizione di una quota pari all’8% di Vulcan Energy Resources. L’accordo iniziale è stato esteso a 10 anni.

La holding aveva già stretto recentemente un accordo di fornitura di idrossido di litio in Nord America.

I TERMINI DELL’ACCORDO

Come riferisce Milano Finanza, “ora Vulcan emetterà circa 8,5 milioni di azioni a Stellantis a 6,622 dollari australiani per azione, pari a un premio del 32,4% rispetto al prezzo di chiusura del 23 giugno. Le sue azioni hanno chiuso la sessione del 24 giugno in rialzo del 26,8%”.

I PIANI DI STELLANTIS E VULCAN

L’investimento azionario, riferisce la nota diffusa da Stellantis, contribuirà all’aumento delle trivellazioni nel suo campo di produzione Upper Rhine Valley Brine Field (URVBF) per l’espansione produttiva prevista da Vulcan.

“Questo investimento altamente strategico in un’azienda leader nel settore del litio ci consentirà di creare una catena del valore resiliente e sostenibile per la nostra produzione europea di batterie per veicoli elettrici”, ha dichiarato Carlos Tavares, Ceo di Stellantis. “Continuiamo a ricercare relazioni solide con partner che condividano i nostri valori, contrastando collettivamente il riscaldamento globale e offrendo una mobilità pulita, sicura e conveniente ai nostri clienti.”

UN’ESTRAZIONE DEL LITIO PIÙ SOSTENIBILE

Vulcan, start-up austro-tedesca, sta già producendo energia geotermica nel suo sito URVBF e, nell’ambito del progetto Zero Carbon Lithium, prevede di produrre idrossido di litio senza combustibili fossili e con un’impronta netta di carbonio pari a zero. Vulcan, infatti, scrive MF, “sta testando un metodo di estrazione diretta del litio che utilizza meno terra e acque sotterranee, rendendolo più sostenibile rispetto alle più comuni miniere a cielo aperto e ai bacini di evaporazione della salamoia”.

“Il significativo investimento di Stellantis in Vulcan e nel progetto Zero Carbon Lithium rappresenta una chiara presa di posizione da parte di una delle maggiori case automobilistiche del mondo in merito all’approvvigionamento sostenibile e strategico dei materiali per le batterie”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Vulcan, Francis Wedin.

“Siamo totalmente in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione ed elettrificazione di Stellantis, che sono tra i più ambiziosi del settore. È incoraggiante – ha aggiunto – vedere un produttore automotive leader del settore che investe nella produzione locale di litio a basse emissioni di carbonio per i veicoli elettrici. In qualità di nostro principale acquirente, auspichiamo di approfondire il rapporto con Stellantis, azionista di rilievo di Vulcan e della nostra attività Zero Carbon Lithium”.

I PROGETTI GREEN DI STELLANTIS E VULCAN

Nell’ambito del piano strategico Dare Forward 2030, si legge nella nota, Stellantis ha annunciato l’obiettivo di coprire entro il 2030 il 100% del mix di vendite di autovetture elettriche a batteria (BEV) in Europa e il 50% di autovetture e veicoli commerciali leggeri BEV negli Stati Uniti.

Stellantis promette di essere il punto di riferimento del settore nel contrasto al cambiamento climatico, con l’obiettivo di raggiungere il traguardo zero emissioni nette entro il 2038, con una riduzione del 50% entro il 2030.

Per cinque anni a partire dal 2026, Stellantis – in base a un accordo vincolante firmato a novembre 2021 – deve ricevere da Vulcan tra le 81 e le 99 mila tonnellate di idrossido di litio per batterie provenienti dalla Germania. Vulcan, ricorda MF, ha inoltre accordi di fornitura di litio anche altre aziende: la casa automobilistica francese Renault SA, il gruppo belga di riciclaggio Umicore NV e la sudcoreana LG Chem.

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