Perché serve un’Authority sul traffico subacqueo
È necessaria la creazione dell’Autorità nazionale per il traffico subacqueo. Chi c’era e che cosa si è detto alla presentazione del primo Rapporto globale sul mondo subacqueo realizzato da fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine e Marina Militare Italiana in collaborazione con Cnr e La Sapienza
Oltre allo spazio e al cyber, stiamo assistendo a una corsa all’abisso e l’Italia può essere protagonista, ma occorre un’Autorità per il traffico subacqueo e sistemi di monitoraggio del mondo subacqueo.
È quanto è emerso durante la presentazione odierna presso l’Accademia Navale di Livorno del Primo Rapporto globale sul mondo subacqueo “Civiltà del mare. Geopolitica, strategia, interessi nel mondo subacqueo. Il ruolo dell’Italia” realizzato da Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine e Marina Militare Italiana in collaborazione con Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e Università degli Studi di Roma La Sapienza.
Come ha evidenziato il presidente di Leonardo, il generale Luciano Carta, “le sfide strategiche e tecnologiche del mondo subacqueo necessitano di un approccio multidisciplinare ed integrato, non solo per garantire la sicurezza delle infrastrutture e dei servizi ad esse alimentate, ma anche per l’equilibrio di un ambiente sempre più vulnerabile e sul quale è crescente l’interesse dell’industria: abbiamo il dovere e la possibilità di agire molto prima per garantire la sicurezza del nostro mare e delle nostre coste”.
Tutti i dettagli.
CORSA ALL’ABISSO
“Stiamo assistendo ad una vera e propria corsa all’abisso in cui dobbiamo agire d’anticipo, predisponendo adeguate condizioni per la tutela dei nostri interessi nazionali”, ha evidenziato l’ammiraglio Enrico Credendino, capo di Stato Maggiore Marina, intervenendo in occasione della presentazione del Primo Rapporto globale sul mondo subacqueo. Interessi nazionali, ha chiarito, fra cui “l’estrazione e il trasporto di fonti di energia, imprescindibili per la nostra economia e che possono anche consentire al Paese di giocare un ruolo di primo piano per la sicurezza energetica dell’intero continente, da qualsiasi fonte essa provenga”. Stesso discorso anche per “le connessioni digitali”, partita in cui l’Italia, sempre per la propria posizione strategica nel Mediterraneo, può giocare “un ruolo rilevante”. Dunque “lo spazio marittimo, le profondità sono vitali in questo secolo” e il mare “è centrale per il nostro Paese” e di questo bisogna che ci sia “consapevolezza”, ha concluso l’ammiraglio Credendino.
IMPORTANZA DEL POLO DELLA SUBACQUEA
“Possiamo considerare la guerra una summa di molteplici effetti sotto il profilo della sicurezza, energetica e ambientale, che ci fanno invocare una maggiore attenzione alle minacce subacquee, in quanto potenzialmente in grado di colpire strutture strategiche”. “Il danneggiamento gasdotto Nord Stream e la tranciatura del cavo sottomarino Svalbard Undersea Cable System, che collega la Norvegia con la stazione Svalbard, ci hanno messo di fronte a sfide notevoli. Scenari in cui l’Italia, che è al centro del Mare Nostrum, non può che assumere un ruolo di rilievo nell’ambito Nato”, ha osservato il generale Luciano Carta, presidente di Leonardo.
E ancora “l’ammiraglio Credendino ha richiamato l’attenzione aumento delle navi russe nel Mediterraneo che rende alto il rischio di potenziali incidenti”, ha ricordato Carta. “Sono note da tempo le capacità russe di ricognizione sottomarina, svolte nell’ambito di programmi ufficialmente di ricerca scientifica ma, di fatto, strumenti di mappatura e individuazione di cavi sottomarini ed altre strutture”. “Senza dubbio, la recente introduzione del Polo della subacquea con la legge di bilancio e Leonardo è pronta a offrire il suo contributo anche in vista dell’auspicata costituzione dell’autorità nazionale per il controllo del traffico subacqueo”, ha sottolineato Carta. Dopodiché il il presidente di Leonardo ha evidenziato l’importanza dell’accordo Onu “raggiunto a New York per la protezione e gestione sostenibile dell’alto mare, oltre 200miglia nautiche al di là della Zee, il cui obiettivo ultimo è la protezione del 30% delle acque in mare aperto entro il 2030”.
NECESSARIA COSTITUZIONE DI UN’AUTORITÀ PER IL TRAFFICO SUBACQUEO
LE SFIDE DEL DOMINIO SUBACQUEO
MUSUMECI: “IL FINANZIAMENTO DEL POLO PER IL SUBACQUEO DIMOSTRA ATTENZIONE DEL GOVERNO”
Infine “Il subacqueo è una sfida, in un paese come la nostra che si è formato nel mare e con il mare, che deve indurci a recuperare tanto tempo perduto, vanno fatte delle scelte. Si conosce solo il 20% del mondo subacqueo, le sfide nazionali e internazionali impongono scelte improntante a responsabilità” ha illustrato il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare Nello Musumeci.
“Servono scelte politiche serie e responsabili per far fronte alle sfide nazionali ed internazionali. Troppi enti — ha ricordato Musumeci — concorrono su questa materia e non è mai un bene quando non riescono a dialogare fra loro”. Ecco perché è nato il dicastero per il Mare con una funzione di coordinamento e programmazione fra almeno otto ministeri che direttamente concorrono a formare il sistema economia mare ma che tra di loro non riescono a dialogare”.
È necessario altresì il coordinamento tra le vecchie norme e le nuove che devono disciplinare il mondo del subacqueo, ha puntualizzato il ministro Musumeci. “Dobbiamo avere l’ambizione di essere anche primi nei settori che ci competono. Il finanziamento del polo per il subacqueo nella legge di bilancio 2023 è un segnale che il governo Meloni è aperto a questa sfida. C’è bisogno di legiferare e deliberare”.
“L’Italia conta nel mondo soltanto se conta nel Mediterraneo” ha concluso il ministro.
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