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Perché l’Antitrust ipotizza intese anti concorrenziali nel recupero delle batterie esauste

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L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di alcune società per accertare una presunta intesa restrittiva della concorrenza nel settore del recupero delle batterie per veicoli e industriali esausti

 

L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di COBAT RIPA, COBAT, Fiamm Energy Technology, Clarios Italia, Eco-bat, Piomboleghe, Piombifera Italiana e E.S.I. Ecological Scrap Industry per accertare una presunta intesa restrittiva della concorrenza posta in essere nel settore del recupero degli accumulatori per veicoli e industriali esausti, che vengono raccolti e trattatati per la trasformazione in nuova risorsa (piombo secondario) da utilizzare per la produzione di batterie al piombo nuove.

LE SOCIETÀ COINVOLTE

Le società coinvolte dall’istruttoria sono:

COBAT RIPA: consorzio per la gestione dei rifiuti di pile e accumulatori al piombo, costituito a far data dal 1º giugno 2018 nell’ambito della scissione in più consorzi distinti di Cobat, Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo. Nel 2018, il fatturato generato da COBAT RIPA è stato pari a circa 2.5 milioni di euro.

COBAT: società di servizi affiancata a Cobat Ripa. Il fatturato generato nel 2018 è stato pari a circa 53 milioni di euro.

FIAMM ENERGY TECHNOLOGY: è una joint venture nata nel 2016 in seguito al conferimento, da parte di Fiamm S.p.A., del ramo di azienda relativo alle batterie per veicoli e industriali con tecnologia al piombo; Fiamm è attualmente controllata congiuntamente da Hitachi Chemical Company Ltd. (51%) e da Elettra 1938 S.p.A. (49%). Fiamm, secondo quanto riportato dall’istruttoria Antitrust, “è un consorziato di categoria A1 di COBAT RIPA e COBAT (categoria produttori/importatori), con una quota pari al 17,4% dei rispettivi fondi consortili” ed è “è attiva anche nel settore del trattamento e riciclaggio delle batterie esauste”. Nel 2018, Fiamm ha generato un fatturato pari a circa 404 milioni di euro.

CLARIOS ITALIA: è una società attiva nella vendita di accumulatori al piombo per veicoli e industriali, recentemente ceduta dal gruppo Johnson Controls al fondo di investimento Brookfield. La società, che “in Italia è attiva anche nel settore del trattamento e riciclaggio delle batterie esauste, attraverso un contratto di conto lavorazione con COBAT RIPA/COBAT”. Nel 2018 ha generato un fatturato pari a circa 107 milioni di euro.

ECO-BAT: la società, attiva a livello mondiale nei settori della produzione di piombo primario e del recupero delle batterie al piombo esauste, “dispone di due impianti di trattamento e recupero di batterie al piombo esauste siti a Paderno Dugnano (MI) e Marcianise (CA). Eco-bat è un consorziato di categoria A1 di COBAT RIPA e COBAT (categoria riciclatori), con una quota pari al 23,2% dei rispettivi fondi consortili”, si legge nell’istruttoria. Nel 2018, Eco-bat ha generato un fatturato pari a circa 121 milioni di euro.

PIOMBOLEGHE: è un’azienda attiva nel settore del recupero e trattamento delle batterie al piombo esauste e nel 2018 ha generato un fatturato pari a circa 73 milioni di euro.

PIOMBIFERA ITALIANA: società attiva nel settore del recupero e trattamento delle batterie al piombo esauste, consorziata di categoria A1 di COBAT RIPA e COBAT, con una quota pari al 6,6% dei rispettivi fondi consortili. Nel 2016, Piombifera ha generato un fatturato pari a circa 26 milioni di euro.

E.S.I: società attiva nel settore del recupero e trattamento delle batterie al piombo esauste, consorziata “di categoria A1 di COBAT RIPA e COBAT (categoria riciclatori), con una quota pari al 3,2% dei rispettivi fondi consortili”. Nel 2017, ESI ha generato un fatturato pari a circa 11 milioni di euro.

LE CONDOTTE CONTESTATE

L’autorità garante della concorrenza ipotizza che le aziende abbiano “coordinato, in seno agli organi consortili di Cobat Ripa/Cobat, il proprio comportamento. Nello specifico, si assume che essi abbiano concordato l’acquisto degli accumulatori al piombo esausti, per veicoli e industriali, raccolti dal sistema Cobat Ripa/Cobat e dagli altri sistemi di raccolta nazionali. Ciò in violazione dell’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea”, spiega il Comunicato dell’Antitrust.

DEFINIZIONE DEI PREZZI DI CESSIONE

Cosa significa? Secondo le denunce arrivate a luglio 2019, i riciclatori aderenti al sistema COBAT, nonché i produttori integrati Fiamm e Clarios, avrebbero definito, congiuntamente e progressivamente al ribasso, i prezzi di acquisto delle batterie esauste raccolte dal sistema COBAT e dagli altri sistemi nazionali. Il meccanismo di definizione del prezzo sembra essere stato accompagnato, spiega l’istruttoria, “da un accordo di spartizione dei lotti tra i riciclatori”.

“Allo stato delle informazioni disponibili, sembra inoltre verosimile ritenere che le condizioni di conferimento del rifiuto da COBAT RIPA/COBAT ai due produttori integrati Clarios e Fiamm (per Clarios, sembrerebbe a valle della lavorazione) non siano dissimili da quelle praticate ai riciclatori (“[omissis]”), e dunque concordate per [omissis]38, anche considerato il peso che entrambi tali soggetti rivestono negli organi di governo di COBAT RIPA/COBAT in cui vengono definiti tali parametri”, si legge nell’istruttoria.

INTESA DAL 2018

“Eco-bat, Piomboleghe, Piombifera, ESI, Fiamm e Clarios sembrano aver posto in essere un’intesa, che appare tutt’ora in corso, tesa a coordinare il proprio comportamento di acquisto degli accumulatori al piombo per veicoli e industriali esausti quantomeno dal 1º giugno 2018, e dunque quantomeno in seno alla nuova struttura del sistema COBAT, articolata nei due consorzi COBA RIPA e COBAT, i quali appaiono altresì aver partecipato alle condotte contestate”, aggiunge l’Antitrust.

ISPEZIONI IN CORSO

Ieri – riferisce una nota dell’Antitrust – funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi delle società interessate. Il procedimento si concluderà entro il 30 marzo 2021.

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