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Caccia Giappone Usa

Perché il Giappone riparerà i caccia delle forze armate Usa

Il governo di Tokyo espanderà la propria capacità di fornire assistenza agli aerei da combattimento Usa con sede in Giappone per rafforzare la cooperazione bilaterale in materia di difesa nell’Asia orientale.

Tokyo si sta preparando ad estendere i propri servizi di manutenzione per includere i caccia F-15 e F-16 delle forze armate Usa di stanza nel Paese asiatico.

Lo riferisce il quotidiano Nikkei, sottolineando che il Giappone si occupa già della manutenzione e riparazione dei cacciabombardieri F-18 ed F-35 statunitensi di stanza nel Paese.

Stando al quotidiano, ad occuparsi della manutenzione degli F-15 ed F-16 statunitensi saranno i conglomerati Mitsubishi Heavy Industries e Ihi Corporation, che già forniscono servizi analoghi per i velivoli da combattimento della Forza aerea di autodifesa giapponese.

“La riluttanza del Giappone ad assumersi la manutenzione degli F15 e degli F16 è cambiata con un ripensamento delle disposizioni di sicurezza nazionale nel 2022 per aumentare la capacità interna” evidenzia Nikkei.

L’iniziativa è in linea con gli accordi assunti il mese scorso in occasione del viaggio di Stato del premier giapponese Fumio Kishida a Washington. In quell’occasione il presidente Usa Joe Biden e il leader giapponese hanno delineato una serie di progetti in materia di difesa e sicurezza.

Tutti i dettagli.

I PIANI DEL GIAPPONE PER LA MANUTENZIONE DEI CACCIA AMERICANI

Come già detto, al momento gli F-18 e gli ultimi modelli di aerei da caccia F-35 di stanza nelle basi statunitensi sono sottoposti a manutenzione e riparazione in Giappone. Ora Tokyo prevede di integrare la manutenzione degli F-15 e degli F-16 entro il 2025. Per farlo, si avvarrà di Mitsubishi Heavy Industries e IHI come fornitori di servizi. Entrambe le società servono gli aerei dell’Air Self-Defense Force (ASDF) giapponese.

EFFICIENZA E VELOCITÀ

Gli F-16 e gli F-15 statunitensi sono di stanza rispettivamente nelle basi aeree di Misawa e Kadena, con circa 50 aerei in ciascuna base a partire dal 2022. Tuttavia, questi aerei richiedono una manutenzione completa ogni pochi anni, rendendo necessari voli in Corea del Sud per la manutenzione, spiega Eurasiantimes.

Mentre nelle basi nipponiche si effettua infatti la manutenzione quotidiana, i jet devono essere trasportati in Corea del Sud per la manutenzione completa da parte della Korea Air Lines. Il processo può richiedere da pochi giorni a diverse settimane. Pertanto Tokyo vuole abbreviare i tempi ed eliminare il costo dei voli all’estero. Questa espansione mira a snellire i processi di manutenzione e ridurre i costi di invio degli aeromobili all’estero per la manutenzione.

L’ACCORDO DI APRILE TRA BIDEN E KISHIDA

Questa rivalutazione ha acquisito slancio in seguito alla conclusione di un accordo di cooperazione, acquisizione e sostegno industriale della difesa (DICAS) tra il Giappone e gli Stati Uniti durante il vertice Giappone-USA di aprile. Questo accordo delinea i piani per la piena manutenzione degli aerei militari statunitensi entro i confini del Giappone.

Secondo il Financial Times si è trattato di un “vertice storico progettato per rafforzare la solida alleanza Usa-Giappone mentre le nazioni diventano sempre più preoccupate per quelle che considerano minacce provenienti dalla Cina.” Proprio per far fronte alle sfide poste da Pechino, Washington e Tokyo hanno annunciato una serie di iniziative volte a rafforzare la cooperazione militare ed economica tra i due Paesi. Insieme all’Australia, svilupperanno un nuovo sistema di difesa missilistica aerea.

Inoltre, le due parti hanno dichiarato che un aggiornamento pianificato dei loro quadri di comando e controllo militare consentirebbe una maggiore interoperabilità e pianificazione in tempo di pace e durante i conflitti.

L’ASSERTIVITÀ CINESE

Quindi l’aggiornamento del servizio è stato motivato dalla percezione di una crescente minaccia militare da parte della Cina. Nell’anno terminato a marzo di quest’anno, le forze di autodifesa giapponesi hanno effettuato 669 scramble dei propri aerei da combattimento, di cui 479 causati da aerei cinesi, segnala Nikkei.

Nello stesso periodo, Pechino ha fatto sorvolare droni tra l’isola di Yonaguni, nella prefettura giapponese più meridionale di Okinawa, e Taiwan. Ha anche dispiegato bombardieri insieme alla Russia per lunghe distanze su aree periferiche del Giappone.

LE CONSEGUENZE

Secondo Eurasiantimes, migliorando le operazioni di assistenza e manutenzione per le risorse militari statunitensi in Giappone, i tempi di risposta per la rimessa in servizio di tali risorse sarebbero significativamente ridotti, rafforzando la sicurezza regionale.

Il governo giapponese ha già intrapreso misure significative per rafforzare la propria industria della difesa, compreso l’allineamento degli standard nazionali sulle attrezzature con quelli degli Stati Uniti e dell’Europa. Questa armonizzazione mira a ridurre i costi di manutenzione, espandere le opportunità commerciali per le aziende della difesa giapponesi e migliorare l’interoperabilità con gli alleati.

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