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Perché Honda carica a bordo la console per videogiochi Sony PlayStation 5

Sony Honda

Le auto, sempre più simili a computer, disdegnano i saloni dell’automotive per approdare in quelli dell’alta tecnologia. E così il 4 gennaio 2023, al CES di Las Vegas, Sony e Honda potrebbero alzare il sipario sulle vetture smart frutto della loro inedita alleanza

Di un’auto marcata Sony si parla da prima dell’epidemia. Il colosso nipponico dell’intrattenimento, noto soprattutto per le console PlayStation, presentò la sua prima berlina Vision-S 01 al Ces 2020 e il suv Vision-S 2 al Ces 2022. Si tratta solo di concept car, realizzate in collaborazione con Magna Steyr, Bosch, Valeo e Almotive. Quest’anno però c’è stata l’accelerazione. Prima Sony è tornata sul tema annunciando una divisione ad hoc, Sony Mobility Inc, quindi il colosso nipponico finora noto per console ed elettrodomestici, lo scorso 4 marzo, come riportato dall’agenzia di stampa Energia Oltre, ha annunciato di aver firmato con Honda un memorandum d’intesa con l’obiettivo di creare una joint venture destinata a sviluppare, produrre e vendere veicoli elettrici, insieme alla fornitura di servizi di mobilità.

COSA FARANNO SONY E HONDA ASSIEME?

La domanda è: cosa faranno Sony e Honda? Si tratta di un quesito più importante di quanto non si pensi, visto che sempre più analisti ritengono che la mobilità del futuro sarà fatta anzitutto di servizi. Con la diffusione, sempre più capillare, dello sharing e con possibili aumenti del costo delle vetture e nel mantenimento delle stesse, è facile che, almeno nei grandi centri urbani i più decideranno di dismettere l’auto di proprietà.

Da qui la riconversione, per le grandi Case, in rivenditori di servizi: software che animeranno il cervello hi-tech delle auto del prossimo futuro, sia per differenziarle e convincere i possibili acquirenti, sia perché, appunto, la vendita delle macchine, almeno nei Paesi più ricchi, potrebbe subire un rallentamento.

Sotto quest’ottica si intuisce su cosa si fondi la partnership tra le due realtà nipponiche: Sony possiede contenuti, servizi e tecnologie di intrattenimento, Honda il know-how in campo automobilistico. Honda metterà dunque a disposizione del partner i propri stabilimenti (pare poco, ma il Giappone, essendo un arcipelago, ricco di monti e fortemente sismico, non presenta molti spazi per la costruzione di gigafactory, che infatti solidamente vengono realizzate in Cina, India, Corea…) e soprattutto avrà un ruolo attivo nella progettazione e nello sviluppo dei modelli di produzione.

Secondo l’ottica che ciascuno dovrà concentrarsi su ciò che sa fare meglio, mentre Honda si occuperà delle vetture, Sony, dal canto suo, contribuirà con la sua “esperienza nello sviluppo e nell’applicazione di tecnologie di telecomunicazioni, rete e intrattenimento” e sarà a capo della piattaforma di servizi di mobilità. «Stiamo adattando questi asset alla mobilità e questo è il nostro punto di forza nei confronti di Tesla», ha dichiarato il presidente Sony Izumi Kawanishi al Financial Times.

I VIDEOGIOCHI HANNO FATTO PASSARE QUALCHE GUAIO A TESLA

L’obiettivo per le due aziende nipponiche infatti è agguantare proprio Tesla, la prima a testare e a mettere sul mercato auto con un sistema di intrattenimento analogo a quello che stanno immaginando Sony e Honda. Al solito, Elon Musk ha anticipato tutti, perfino la legislazione, tanto che negli USA, all’inizio di quest’anno la National Highway Traffic Safety Administration, autorità federale preposta alla sicurezza stradale, ha torchiato per bene la Casa dell’auto elettrica sulla funzione “Passenger Play” che la stessa Tesla ha reclamizzato come una console di bordo, accessibile direttamente dalla parte anteriore dell’abitacolo.

Questo perché si voleva capire se il guidatore, considerata l’ampiezza dello schermo posizionato sul cruscotto, potesse in qualche essere distratto da suoni e immagini di quanto gli accade sotto il naso mentre i passeggeri videogiocano dato che un aggiornamento, immediatamente corretto da parte di Tesla dopo l’avvio dell’inchiesta delle autorità statunitensi, aveva sbloccato tale funzione anche per l’auto in movimento.

L’ALLEANZA VOLVO – EPIC GAMES

Ma la National Highway Traffic Safety Administration pare dovrà farsene una ragione. Nel futuro sempre più auto ospiteranno a bordo i videogames. Di certo, nel presente sempre più marchi automobilistici stanno stringendo alleanze con software house. Volvo Cars, produttore svedese oggi in mano alla cinese Geely, qualche mese fa aveva annunciato di voler introdurre la tecnologia di visualizzazione fotorealistica nella sua prossima generazione di auto elettriche grazie a una nuova collaborazione con Epic Games, come riportato dall’agenzia di stampa Energia Oltre.

L’intento di Volvo è sfruttare l’Unreal Engine di Epic Games per lo sviluppo di interfacce digitali all’interno delle sue auto e per il rendering della grafica in tempo reale nei dispositivi di bordo. “Per offrire ai nostri clienti la migliore esperienza d’uso possibile e contribuire a una guida sicura e personale, abbiamo bisogno di una visualizzazione ricca, coinvolgente e reattiva all’interno delle nostre auto”, ha spiegato Henrik Green, Chief Product Officer di Volvo Cars. “L’utilizzo di Unreal Engine nelle nostre auto consente di ottenere questo risultato e rende ancora più piacevole trascorrere del tempo all’interno di una Volvo”.

Nella prossima generazione di automobili Volvo, i clienti troveranno sui display di bordo delle piattaforme Snapdragon Cockpit di terza generazione i rendering nitidi, i colori e le animazioni 3D che a tutti gli effetti hanno realmente reso Epic Games un gigante quando si parla di engine per i videogame. E se avete qualche dubbio, basta andare a spulciare le demo tecniche dell’ultimo Unreal Engine per capire, virtualmente, cos’è possibile realizzare con quel software.

CHE FINE FARANNO LE CONCEPT CAR SONY?

Ma torniamo all’annuncio della presentazione di auto frutto della alleanza tra Sony e Honda al CES del prossimo anno. Saranno la berlina Vision-S 01 il suv Vision-S? Da buone concept car, è facile che non vedano mai la luce anche perché, nell’ambito dell’accordo con Honda, sarà infatti quest’ultima a occuparsi di scocca, carrozzeria, design… Quel che è certo, è che Sony intende fare breccia nel comparto automotive occupandosi prevalentemente di software e ovviamente consentendo alle proprie vetture di comunicare con le PlayStation 5 che gli utenti hanno in salotto.

IL PESO DEI CHIP IN TUTTO QUESTO

Tutto molto bello, anzi, bellissimo. Occorre solo fare un bagno di realtà e capire quanto la crisi dei chip peserà su questi piani molto ambiziosi. Problema che Sony già conosce bene e che la colpisce in maniera significativa sul fronte console: nell’anno fiscale appena archiviato il colosso giapponese ha infatti venduto 11,5 milioni di console, a fronte di un’aspettativa di 14,8 milioni (numero di PS4 vendute nello stesso periodo dopo il lancio). Non è che PS5 non vende, è che non arriva nei negozi.

Per lo stesso motivo, in piena estate Sony è stata costretta a rialzare i prezzi di PlayStation 5: la versione Standard con lettore ora costa 549,99 euro mentre la Digital 449,99 euro, con un rincaro dunque di 50 euro per entrambi i modelli. Anche per questo, secondo indiscrezioni, AMD starebbe lavorando a un nuovo processore Ryzen 7 6800U con chip da 6 nm prodotto da TSMC che dovrebbe animare cuore e cervello proprio dell’ammiraglia Sony.

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