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Perché Ferrari corre nei ricavi ma frena in Borsa

Maranello ostenta tranquillità sia riguardo la guerra in Medio Oriente, che preclude l'accesso ad alcuni dei Paesi più ricchi al mondo, sia ai dazi di Trump, ma intanto ricavi e guidance di Ferrari per l'anno in corso risultano inferiori alle previsioni degli analisti. E il titolo subito dopo la trimestrale è scivolato in Borsa

Mentre quest’oggi in Borsa il Cavallino prova il rimbalzo, ieri il titolo di Maranello ha perso quasi 4 punti percentuali (-3,95 a fine seduta per 279,55 euro) in una Borsa, quella italiana, caratterizzata dal segno positivo nonostante i nuovi venti di guerra che arrivano dal Medio Oriente.

LE INCOGNITE “IN PISTA”

E sono proprio i venti di guerra, assieme al timore di un inasprimento dei dazi americani che dipendono da i capricci di Donald Trump, a impensierire il mondo dell’auto, anche se il settore del lusso al momento riesce agilmente a passare oltre. Le consegne totali almeno per il momento “non hanno risentito dell’emergere delle ostilità in Medio Oriente, grazie alla flessibilità nell’allocazione geografica che ha consentito di anticipare alcune consegne ad altre regioni”, spiegano da Ferrari.

Persino un possibile inasprimento dei dazi americani al 25% sulle auto non sembra preoccupare Maranello: “Siamo pronti”, ha assicurato Benedetto Vigna, numero 1 di Ferrari: “eravamo pronti un anno fa quando non avevamo l’esperienza che abbiamo ora quindi, siccome impariamo dal passato, attendiamo la decisione finale e poi procederemo di conseguenza, ma tenendo sempre il cliente al centro di quello che facciamo».

L’INIZIO DELL’ANNO IN NUMERI

Nel primo trimestre dell’anno i ricavi netti di Ferrari sono stati pari a 1.848 milioni di euro, in aumento del 3% rispetto all’anno precedente (+6% a cambi costanti). L’utile operativo (Ebit) è stato di 548 milioni, l’utile netto di 413 milioni di euro e l’Ebitda di 722 milioni (pressoché stabile anno su anno, +4%). Le consegne nel trimestre, non hanno brillato attestandosi a 3.436 unità, “deliberatamente pianificate in lieve riduzione rispetto all’anno precedente per agevolare l’esecuzione del previsto cambio di modelli”.

FERRARI OSTENTA SICUREZZA, MA…

Ma intanto al netto delle dichiarazioni ottimistiche rilasciate a stampa e investitori, Ferrari prevede ricavi per l’intero anno 2026 di circa 7,50 miliardi, al di sotto della stima di consenso di 7,57 miliardi. La guidance dell’EPS diluito rettificato di 9,45 è risultata anch’essa inferiore alla previsione degli analisti di 9,77. Segno che nemmeno il Cavallino rampante può correre più veloci dell’attuale situazione internazionale.

 

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